I 5 maggiori ministeri menzionati nella Bibbia sono: apostolo,
profeta, evangelista, pastore, insegnante.
Ci sono anche altre funzioni che devono essere svolte, ma questi
sono i 5 ministeri indispensabili. Alcuni dicono che nel ministero
di pastore è compreso anche l'insegnamento, per cui praticamente
i due sono la stessa cosa. Io personalmente sono convinto di no,
perché ho incontrato buoni pastori che non sanno insegnare, e
buoni insegnati che non hanno cura delle loro anime. Conosco però
anche chi sa svolgere entrambi i ministeri, e chi non è all'altezza
di nessuno dei due.
Spesso ho incontrato anche fratelli aventi una di queste funzioni
ma con una spiccata tendenza ad una delle altre. Ad esempio: conosco
chi ha un ministero di evangelista, con una spiccata attitudine
al pastorato, e questi è giusto che lavorino in un unico posto;
ma conosco anche evangelisti che hanno caratteristiche di apostolo,
e loro fanno bene a spostarsi in diversi luoghi. Anche il dono
che Dio mi ha dato, pur non avendo subito cambiamenti, ha preso
un altro indirizzo; infatti, sono un insegnante che per molti
anni ha lavorato insegnando la parola di Dio, ed anche oggi continuo
ad essere insegnante; ma ora il mio insegnamento si sta concentrando
su cose che Dio sta rivelando oggi. Il Signore spesso mi fa sentire
la necessità di trattare un particolare argomento, e così durante
i miei viaggi parlo di quell'argomento specifico. Forse fra voi
c'è qualche pastore-insegnante, o qualche insegnante-evangelista,
perché può esserci una certa combinazione fra due ministeri, ma
quello che dovrete svolgere sarà sempre qualcosa di specifico.
Proviamo ora ad analizzare questi 5 ministeri: cosa significa
essere apostoli? Possono esserci ancora oggi degli apostoli? Si
fa un gran discutere su quest'argomento. Si chiama apostolo qualcuno
che è stato mandato, e nel Nuovo Testamento possiamo distinguere
5 tipi di "inviati", ma solo due di questi possiamo
ritrovarli oggi.
Gesù è il primo tipo di apostolo che sia apparso, per cui viene
chiamato Capo Apostolo; Egli è stato inviato direttamente dal
Padre qui sulla terra per salvare l'umanità. Quanti apostoli di
questo tipo possiamo trovare oggi? Nessuno. Quanti ce ne sono
stati? Non troverete mai un apostolo da solo, perché sono sempre
inviati in due, Gesù stesso non ha iniziato il Suo ministero apostolico
fino a quando non c'è stato un altro "inviato" al Suo
fianco, e questo era lo Spirito Santo. Questo è un punto molto
importante da tenere presente: un ministero apostolico è svolto
sempre da due persone insieme; un uomo che opera da solo e dice
che il Signore lo ha inviato, suscita in me seri sospetti, perché
mi chiedo dove mai sia l'altro. Un altro tipo di apostolato è
stato svolto dai 12 discepoli; essi furono mandati da Gesù nel
mondo per testimoniare la Sua resurrezione, e per poterlo fare
avevano bisogno di soddisfare l'importante caratteristica di essere
stati insieme a Lui prima e dopo la Sua morte. Essi dovevano poter
dimostrare sopra ogni dubbio che quello che era morto e quello
che era risorto erano la stessa persona.
Gesù si scelse 12 apostoli, uno però non era buono, aveva un
problema finanziario. Così ne restarono solo undici, ma come si
possono inviare undici persone due a due? Si stava delineando
un problema, e prima della Pentecoste doveva essere risolto perché
quel giorno avrebbe segnato l'inizio del loro ministero, ed osservate
bene ciò che il libro degli Atti ci narra verso la fine del primo
capitolo: "Bisogna dunque che tra coloro che ci furono compagni
per tutto il tempo in cui in Signore Gesù ha vissuto in mezzo
a noi, incominciando dal battesimo di Giovanni fino al giorno
in cui è stato assunto in cielo, uno divenga, insieme a noi, testimone
della Sua resurrezione."
Alcune persone mi hanno detto che ciò che fu fatto in quella
occasione fu un errore, perché di Mattia non si sente più parlare
in tutto il resto del Nuovo Testamento; a me non sembra una critica
valida, perché dobbiamo riconoscere che si continua a parlare
solo di pochi anche nel gruppo dei dodici. Ci sono poi anche quelli
che dicono che avrebbero dovuto aspettare fino a quando si fosse
presentato Paolo, perché, secondo loro, lui avrebbe dovuto essere
il nuovo dodicesimo. Anche questi si sbagliano! Perché Paolo non
conosceva Gesù prima della Sua morte, quindi non poteva essere
uno dei dodici, Paolo stesso non si riconosce uno di loro.
Ora vi domando: quanti apostoli di questo tipo potranno essere
ancora in circolazione? Nessuno! Non ce ne possono essere! La
chiesa Cattolica Apostolica (si chiama così ma non è quella Romana,
penso che la maggior parte di loro sia ancora in Olanda), un movimento
carismatico iniziato nel diciannovesimo secolo, crede nella profezia;
ma si è lasciata trascinare da una profezia falsa: questa diceva
che Dio voleva che dividessero il mondo in dodici zone dove avrebbero
poi inviato altrettanti apostoli per portarvi il Vangelo, e che
prima che essi fossero morti Gesù sarebbe tornato per instaurare
il Suo Regno. Così hanno diviso il mondo in dodici parti, e sono
partiti per il loro scopo, ma sono ormai morti tutti e Gesù ancora
non è tornato. Il risultato è che la loro grande cattedrale che
si trova in Inghilterra è ormai vuota, e tutto quello che rimane
di quella chiesa è solo in Olanda. Con questo, volevo dirvi ancora
una volta che non dobbiamo cercare di ristabilire o riordinare
i dodici apostoli, perché erano unici e tali resteranno per sempre.
Vediamo ora un tipo di apostolato che è stato anch'esso unico
nel suo genere, quello di un uomo che ha detto di essere nato
fuori tempo, il tredicesimo: Paolo. Lui ha occupato un posto speciale
nell'apostolato, ha avuto una commissione speciale da parte del
Signore risorto. Il suo incarico è iniziato dopo che il Signore
aveva già inviato gli altri, dopo che Gesù era stato glorificato.
Quando gli undici videro Gesù risorto non successe niente ai
loro occhi, ma quando Paolo vide Gesù nella Sua gloria ne rimase
accecato perché gli apparve più luminoso del sole a mezzogiorno.
Questo fu l'avvenimento che lo mise nella condizione di poter
scrivere tutto ciò che ha scritto e che oggi è di grande importanza
anche per noi. Tutto questo ha fatto sì che egli sia di fatto
allo stesso livello dei dodici, pur non facendo parte di loro.
Per questo anche il suo apostolato è stato unico, e nemmeno questo
si può ripetere; difatti nessuno oggi può scrivere le cose che
lui ha scritto, perché egli è l'unico "nato fuori tempo."
Paolo fu unico, ma non ha mai agito da solo, ha sempre avuto un
altro apostolo al suo fianco, che certamente non apparteneva alla
sua categoria, bensì alla quarta, e tra questi troviamo: Barnaba,
Sila, Timoteo, Luca. Paolo non ha mai tentato di fare un'opera
apostolica da solo, la maggioranza delle sue lettere le ha sempre
scritte insieme a qualcun'altro, perché egli conosceva bene il
pericolo a cui si va incontro lavorando da soli.
Tutti quelli con cui egli ha lavorato erano appartenenti alla
quarta categoria, cioè non erano apostoli di rivelazione, ma erano
apostoli il cui compito era quello di esportare la chiesa. Paolo
appartiene alla terza categoria, ma lo troviamo operante anche
nella quarta categoria, ed in un certo senso egli unisce questi
due tipi di apostolato. Oggi non ci sono più apostoli di rivelazione,
ma ci sono ancora coloro che instaurano chiese, e questo è lo
stesso tipo di ministero che troviamo negli scritti del Nuovo
Testamento. La quarta categoria aveva questo obbiettivo, ed il
loro lavoro consisteva nel fondare e rendere autonome le chiese
per poi lasciarle in mano a persone fidate ed andare in un altro
posto per continuare la loro opera.
Anche l'opera di Paolo consisteva nel cercare sempre nuovi terreni
da conquistare per il Re Gesù; egli era sempre alla ricerca di
territori in cui ancora non aveva messo piede nessun evangelista,
si muoveva dall'Asia alla Grecia fino in Italia, ed aveva anche
in progetto di andare in Spagna ed oltre... Diceva che la sua
ambizione era quella di non costruire sul fondamento di nessun
altro, infatti egli fondava chiese solo con coloro che si erano
convertiti per mezzo del suo ministero. Questo per me è un punto
molto importante e non mi stancherò mai di sottolinearlo: Paolo
non ha mai fondato chiese prendendo credenti da altre congregazioni.
Ci sono centinaia di nuove chiese in Inghilterra, io ho predicato
in 300 città e paesi negli ultimi anni, ed in ogni città ho trovato
anche più di una nuova comunità. Ma molte volte sono rimasto sconcertato
perché alcune di esse si sono formate con credenti presi da altre
chiese, e questo non è un lavoro apostolico. Perché un vero apostolo
vuole costruire con nuovi credenti, non costruisce sul fondamento
di qualcun'altro ma si procura le proprie conversioni. Vorrei
dimostrarvi che la vostra comunità soffrirà molti meno problemi
se sarà composta soltanto da convertiti che voi stessi avrete
portato al Signore. Il pastore di una nuova comunità, un giorno,
mi chiese aiuto perché la sua comunità andava veramente male;
egli aveva quaranta persone da ormai cinque anni, alcuni di loro
erano di provenienza pentecostale, altri anglicana, altri battista
ed alcuni metodisti. Lui si lamentava dicendo: "Ognuno di
essi cerca di tirarmi nello loro direzione, i pentecostali mi
accusano di essere troppo spento, i battisti dicono che faccio
troppo chiasso, tutti vogliono un metodo personale per lodare
il Signore ed io sto diventando matto, puoi aiutarmi in qualche
modo?" Gli risposi: "Si posso; lasciali tutti e trova
te stesso i tuoi convertiti; vedrai che non avrai più questi grattacapi;
perché i nuovi credenti ti seguiranno." Potete rendervi conto
di questo quando qualcuno di coloro che passano da una comunità
all'altra arrivano alla vostra; in quel caso non vi sarà difficile
constatare che non riescono ad essere di aiuto a nessuno. Perciò
se vuoi costruire una chiesa fallo con mattoni nuovi, non usare
mattoni di seconda mano ed il tuo sarà un vero ministero apostolico.
C'è stato un periodo in cui mi sono domandato se veramente Dio
mi avesse mai dato quel posto; ero veramente in ansia per i miei
fedeli. Ma un giorno una persona mi disse di avere un versetto
della Bibbia per me, se lo era scritto su un pezzetto di carta
e me lo lesse: "Non farti del male, siamo tutti qui."
(Atti 16) Ricordate le parole di Paolo al carceriere? Non toglierti
la vita, siamo tutti qua! La chiesa era cresciuta anche senza
di me, e questo faceva male al mio orgoglio. Quando imparai quella
lezione il Signore mi permise di riprendere il mio posto, ma non
avrei dovuto più fare tutto da solo. Questo fu per me una grande
liberazione, perché imparai che nessuno di noi è indispensabile,
la chiesa funziona anche senza me e te.
L'altra esperienza risale al 1979; ad un tempo in cui stavo pregando
perché il Signore mi rivelasse quello che avrebbe fatto della
sua chiesa negli anni '80. Ad un tratto ebbi una visione, era
molto chiara ed ero eccitato per tutto ciò che il Signore avrebbe
fatto; ma in quel momento mi sorse un dubbio: "Signore prenderò
parte anch'io a questi avvenimenti o no? Sarò ancora io a prendermi
cura della nostra comunità o dovrà farlo qualcun'altro?"
Sul momento non ebbi nessuna risposta. Poco tempo dopo, però,
fui invitato ad una conferenza a cui prendevano parte 120 pastori,
uno dei quali era anche profeta e disse: "Ho 4 messaggi da
parte del Signore per 4 pastori che sono qui, non so chi sono,
ma voi vi riconoscerete nel messaggio." Io avevo ancora in
mente la domanda a cui il Signore non aveva risposto, ed il fatto
è che tre di quelle profezie le ho del tutto dimenticate, ma la
quarta posso ripeterla parola per parola, e diceva così: "Figlio
mio, tu hai dato tutto quello che potevi nel posto in cui ti ho
messo per cui tu non sei più legato a quel posto. Io ti libero
ed aprirò il paese davanti a te, ma una cosa ti chiedo: che ti
arrenda nelle mie mani, che lasci nelle mie mani tutto quello
che dovrà essere fatto in quel posto; perché è la mia chiesa non
la tua, ed io voglio che tu mi serva in un altro modo, affinché
un giorno tu possa guardarmi in faccia e dire: Signore ce l'abbiamo
fatta." Io vi dico che ognuna di quelle parole entrò nel
mio cuore e non ne uscirà più; ho poi chiesto al profeta se sapeva
per chi erano quelle parole, e mi rispose che in principio non
lo sapeva, ma che verso la fine capì che erano per me. Meno male
che tutto il convegno fu registrato, così potei far ascoltare
la profezia anche agli anziani della chiesa, chiedendo loro che
pregassero per sapere se veramente fosse quella la volontà di
Dio. Dopo tre mesi mi risposero che la profezia era sicuramente
da parte di Dio e che mi avrebbero lasciato al mio nuovo incarico;
da quel momento ho vissuto con una valigia e per questo oggi sono
qua; perché il Signore mi ha detto: "E' la mia chiesa, non
la tua."
Tutto questo per poter comprendere quanto possiamo diventare
gelosi del nostro lavoro. Dio può stabilire il Suo Regno anche
senza di noi, perché è il Suo Regno, ed è la Sua chiesa, e può
prendersi cura di ogni cosa. E' solo un privilegio se ci permette
di esserne coinvolti.
Abbiamo parlato di apostoli ma non ancora del quinto tipo di apostolato,
del quale troviamo un esempio nella lettera "Ai Filippesi"
in un uomo chiamato Epafrodito. Paolo ringrazia i Filippesi per
il dono che gli è stato mandato, ed in quel contesto lui si trovava
a Roma, agli "arresti domiciliari"; in quelle occasioni
i prigionieri erano costantemente legati ad un soldato; ed io
provo pietà per quei soldati romani. Deve essere stato tremendo
per loro trovarsi sei ore al giorno legati all'apostolo Paolo.
Non avevano scampo, dovevano per forza ascoltarlo, e per questo
molti di loro sono diventati credenti. Paolo doveva provvedere
alle sue necessità e la chiesa di Filippi, per aiutarlo, mandò
uno dei suoi membri, Epafrodito, con l'unico compito di prendersi
cura di lui nella sua casa.
Paolo ringraziò la chiesa dicendo: "Grazie per l'apostolo
che mi avete mandato." Epafrodito era stato inviato con un
compito piuttosto umile; ma anche lui viene chiamato apostolo
perché apostolo è chiunque è stato mandato a svolgere un particolare
compito in qualsiasi posto; e la chiesa ha bisogno di molte di
queste persone.
Ad esempio, noi avevamo un uomo che si prendeva cura dell'edificio
per i nostri culti, era un falegname abilissimo che riusciva a
fare cose straordinarie anche con pochissimo materiale. Gli chiedemmo
di andare a Nazaret per prendere parte alla costruzione di un
nuovo ospedale per la comunità del luogo; egli lo fece molto volentieri
e fu l'avventura più grande della sua vita, infatti continua ancor
oggi a raccontare del suo lavoro con molto entusiasmo. In quella
occasione anche lui era un apostolo, ed un apostolo di questo
tipo può essere inviato anche da solo, così come fu fatto per
Epafrodito. In questo caso egli potrebbe portare con sé anche
la moglie, come avveniva nei tempi del Nuovo Testamento, dove
troviamo spesso dei veri e propri "gruppi apostolici"
composti da donne e uomini al lavoro, per iniziare una nuova chiesa.
Paolo ha menzionato diverse donne che lavoravano con lui, ma al
centro del gruppo c'erano sempre due uomini su cui ricadeva tutta
la responsabilità.
Una volta incontrai una donna missionaria che lavorava da sola
in una tribù della foresta Amazzonica, viveva nella casa dello
stregone perché quello era l'unico posto dove aveva potuto trovare
un letto. Io, anche se ammiravo il suo coraggio, ero ugualmente
molto preoccupato, perché sia fisicamente che emotivamente ella
era ridotta ormai a pezzi. Fu così che decisi di andare all'ufficio
della missione che l'aveva inviata per chiedere come avessero
potuto fare una cosa del genere. Ai tempi del Nuovo Testamento
non avrebbero mai mandato in missione una donna senza alcun uomo
che potesse prendersi cura di lei. Io penso che dobbiamo imparare
il nostro lavoro dall'opera missionaria narrata nella Bibbia,
e possibilmente lavorare in gruppo; ma sempre dove vi siano almeno
due uomini che prendono su di sé la responsabilità di tutto l'operato.
Credo veramente che faremmo molto di più se anziché disperdere
le persone in vari luoghi, iniziassimo già con la potenzialità
del corpo di Cristo e dei Suoi ministeri già consolidati. Molto
importante in questo caso sarebbe certamente un ministero profetico
per avere la direzione direttamente da Dio in ogni situazione.