L’evoluzione della scienza e il continuo lievitare della conoscenza,
ci hanno rese familiari parole come cromosomi, geni, DNA, cellule
staminali, cloni e quant’altro.
La biologia è la branca della scienza che si occupa di queste
cose. Ora non pretendiamo di scrivere un articolo scientifico,
ma proviamo a fare chiarezza, per quanto possibile, intorno a
questi concetti per mettere i “non addetti ai lavori” in grado
di comprendere nel modo migliore possibile.Le cellule di ogni
organismo vivente, uomo compreso, hanno all’interno dei loro nuclei
un “quid” che le contraddistingue, detto DNA, unico ed irripetibile
per ogni essere vivente. Ciò vuol dire che tu ed io abbiamo una
carta d’identità biologica che non può esser contraffatta.Se confrontiamo
i genomi di specie diverse, cioè la quantità di DNA presente nelle
loro cellule, possiamo constatare che la grandezza e complessità
del genoma cambia con la complessità dell’organismo: è ragionevole
pensare che quanto più complesso è un organismo, tanti più geni,
e quindi DNA, avranno le sue cellule.
Per molto tempo si è creduto che non fosse possibile intervenire
sulle caratteristiche genetiche degli organismi, ma ultimamente
la ricerca ci ha messo nelle mani anche questa possibilità tant’è
che frequentemente sentiamo parlare anche di organismi geneticamente
modificati (OGM).
Sulle tavole degli occidentali è sempre più frequente la comparsa
di verdure ed ortaggi OGM e mentre alcuni ci dicono che sono dannosi
altri li presentano come la soluzione del futuro per la fame del
mondo.
Al giorno d'oggi siamo passati dai laboratori di ricerca alla
massiccia applicazione delle conoscenze acquisite in questo settore
fino al punto di aver dato vita ad una nuova branca della tecnologia:
l’ingegneria genetica. Abbiamo creato l’industria del DNA.
Parliamo ora in particolare del corpo umano.
Il genoma umano può esser generato solo dall’incontro di un ovulo
con uno spermatozoo con diversi DNA per dare origine ad un nuovo
DNA. Si ottiene così l’embrione umano che ha in sé potenzialmente
tutte le caratteristiche biologiche del nuovo essere vivente che
all’inizio è costituito da sole cellule staminali.
Sentiamo spesso parlare di cellule staminali; ma cosa sono? Sono
le cellule-base che possono evolvere e specializzarsi per dare
origine nelle loro moltiplicazione ai vari organi e tessuti del
corpo. Così possono evolvere per realizzare il fegato, il pancreas,
la pelle, le ossa ecc. del nuovo organismo che nel processo di
sviluppo viene man mano a formarsi.
Possiamo quindi dire che all’inizio, nell’embrione, ci sono tutte
cellule staminali e che poi si specializzano. La conoscenza di
questi meccanismi ha posto diversi interrogativi ai quali ancora
non si da una risposta definitiva.
Ad esempio, è lecito utilizzare embrioni umani e trattarli per
la realizzazione di organi per i trapianti?
Si parla così di utilizzo delle cellule staminali prelevate da
embrioni umani a scopo terapeutico. Ma l’embrione è o non è una
creatura umana che sarebbe sacrificata per salvare altre vite
umane?
Sono queste le nuove problematiche alle quali si cerca di dare
risposta nell’ambito della bioetica, ultima branca della riflessione
filosofica.
La clonazione
Su questo scenario così complesso da un po’ di tempo si è fatta
strada una protagonista molto interessante: la CLONAZIONE UMANA
o meglio la pratica della clonazione a scopo riproduttivo per
l’uomo. Già in campo animale era stata tentata l’impresa; la pecora
Dolly era la prima "realizzazione tecnica" ed anche
la prima vittima.
In questi ultimi tempi la notizia della nascita di Eva, prima
bambina clonata, ha fatto un certo scalpore! Ma in che cosa consiste
questa tecnica riproduttiva?
In parole semplici è la coltivazione di una cellula staminale
nella quale è stato introdotto il DNA di un altro essere umano
che in questa maniera risulterà biologicamente “fotocopiato”.
In effetti la realizzazione di quanto detto, apparentemente molto
semplice, comporta la risoluzione di problemi tecnici di vasta
portata; tuttavia non sono i problemi tecnici l’aspetto più complesso
della faccenda, ma le implicazioni di ordine morale e spirituale.
Ma procediamo per gradi.
Intanto va detto che se un essere umano fosse “prodotto” con
questa tecnica non nascerebbe bambino!! Infatti avrebbe biologicamente
l’età del DNA dell’uomo che dovrebbe riprodursi, con tutte le
conseguenze che ciò comporterebbe per la salute del nuovo essere
vivente. Si sente dire infatti che costoro sono molto più sensibili
alle malattie.
Inoltre l’uomo clonato nascerebbe senza il diritto naturale alla
genitorialità. Di chi sarebbe figlio? Non avrebbe padre e madre!
Non sarebbe “persona” come comunemente inteso.
E ancora, avrebbe un’anima?
C’è ancora spazio per pensare che forse, in alcuni casi, la nascita
di un bambino dovrebbe essere il segno di una relazione d’amore
fra due esseri umani. Si ha forte l’impressione che in fondo questo
tentativo di riproduzione mediante clonazione abbia l’obiettivo
di lanciare il messaggio che l’uomo non è altro che un organismo
meramente biologico laddove noi sappiamo che egli è molto più
di questo! Io credo che è su questo piano che vada avviata una
seria riflessione per poter chiaramente distinguere che cosa c’è
dietro!
La Parola di Dio ci dice che l’uomo fu creato all’immagine e
somiglianza del suo Creatore che, essendo Spirito eterno, creò
una creatura spirituale. L’uomo quindi si identifica con il suo
spirito e non con il suo corpo scoprendo in questo la sua vera
identità e l’altezza e dignità del suo essere.
Egli nel piano divino è creatura grandemente amata anche se un
giorno fu oggetto della seduzione di "altra creatura spirituale"
che volle farlo cadere nella tentazione di disubbidire al glorioso
disegno di Dio per la sua vita. Da allora essendo stato sedotto
continua ad esserlo non sapendo di esser vittima di un nefasto
piano distruttivo a meno che non dia luogo all’amore di DIO per
essere salvato.
Questo immenso Amore Iddio lo ha dimostrato mandando il suo unico
Figlio nel mondo a morire per la salvezza dell’umanità. Il Suo
nome è Gesù Cristo, vivente e potente per salvare anche te!!
A mio modesto parere quanto abbiamo detto in queste poche considerazioni
dovrebbe almeno stimolare l’interesse di chi legge per chiedersi
se mai le cose dovrebbero stare proprio così.
Michele Violano