La Grazia dell'Eterno

Chiesa Cristiana Evangelica Pentecostale

Lettere Pastorali: I Timoteo

di Gaetano Ascione
1^ SEZIONE

“Onorante Dio”: questo è il significato del nome Timoteo il padre era greco mentre sua madre e sua nonna erano ebree , nativo di Listra aveva una buona reputazione dai fratelli e dai concittadini.
Divenne collaboratore di Paolo che lo fece circoncidere per non avere equivoci con i giudei. Ricordandoci che le strategie missionarie di Paolo lo portava a visitare prima le sinagoghe giudee per poi evangelizzare. Timoteo aveva ricevuto dai sui familiari una buona educazione spirituale, ma senza la circoncisione sarebbe stato considerato dai giudei impuro, quindi ne conseguiva che non poteva affiancare Paolo nel suo apostolato. Fu una delle persone più apprezzate da Paolo (Filippesi 2:19-22). Lo considerò suo figlio spirituale (1 Corinzi 4:17;1 Timoteo1:2)

I Punti forti di Timoteo

a) La conoscenza delle scritture fin da piccolo (2Timoteo 3:15)
b) La fedeltà (Filippesi 2:19-22)

I Punti deboli di Timoteo

a) La timidezza (1 Corinzi 16 :10,11; 2Timoteo 1:7)
b) Problemi di salute (1 Timoteo 5:23)
Possiamo attraverso questa figura apprendere che né i problemi di famiglia (veniva da una famiglia mista) né i problemi di carattere, né i problemi di salute possono impedirci di servire il Signore, a meno che noi non lasciamo che i problemi siano d’impedimento al servizio.

Le motivazioni per il servizio (1Tim 1:3-11)

E’ possibile servire il Signore con motivazioni sbagliate: per mettersi in vista, perché qualcun'altro lo sta facendo o perché qualcun'altro ci spinge a farlo. Dobbiamo evitare di concepire il servizio per il Signore solo in termini di parole, come se l’importante fosse fare prevalere il proprio punto di vista. L’opera di Dio è ”per fede”(V.4), non parole(1Cor 2:1-5;4:20).
Alla base del servizio per il Signore ci deve essere l’amore,cioè al centro devono esserci gli altri, il loro bene e non il servitore e quello che ne possa ricavare. La parola amore ha diversi significati: ”cura per, stima di, fedeltà per, occuparsi di" (1Cor 13). Per Paolo solo questo era la motivazione valida perché siamo ”costretti” dall’amore di Cristo (2Cor 5:14).
Quest’amore non viene spontaneamente all’uomo, ma nasce da alcune scelte che deve compiere:
a) Un cuore puro. Questo significa che non dobbiamo avere secondi fini. Dobbiamo pregare perché il nostro cuore sia puro(Salmo 51:10)
b) Una buona coscienza. Dobbiamo essere consapevoli, non incoscienti.
Senza di questo, si rischia di naufragare(v.19). Per Paolo, mantenere una buona coscienza era un impegno continuo(Atti 24:16). Dobbiamo condurci onestamente in ogni cosa(Eb 13:18).
Una fede sincera (2Tim 1:5), è una fede che non cerca di farsi vedere. Il vero amore necessario per il servizio viene dall’ubbidienza alla verità (1 Pt 1:22).

Le risorse per il servizio (1 Tim 1:12-16)

Il Signore ha reso forte Paolo(v.12). E’ un tema che costantemente si trova nei salmi (28:7; 84:5; 28:7-8). Ha dovuto rendersi conto più volte della sua debolezza per meglio servire il Signore (2Cor12:8-10).
  • Paolo era incoraggiato dalla fiducia che il Signore dimostrava in lui(12);
  • Il passato di Paolo non lo squalificava dal servizio(v.13). Ci sono due errori che possiamo commettere: non serviamo il Signore perché ci vergogniamo del nostro passato, oppure credere che il nostro passato ci qualifica in modo particolare per il servizio;
  • Quello che conto è la grazia(“favore immeritato”) che ci qualifica per il servizio e ci sostiene nel servizio (v14; 1Cor15:9-10);
  • La Forza del Signore non ci viene data per usarla come pensiamo noi, ma sempre sotto la direzione del Signore.
L’impegno nel servizio (1Tim 1:18-20)

Pensiamo all’esempio dell’incarico dato a Giosuè tramite Mosè (Deuteronomio 31:23). Bisogna badare alla Parola di Dio. Bisogna essere pronti a guerreggiare, cioè ad affrontare non solo una battaglia ma una campagna intera (2 Cor 10:3-5). Dobbiamo fare attenzione ad affrontare il nemico giusto (Giacomo4:1). Ricordiamo che Dio non ha bisogno di avvocati ma di testimoni.


2^ SEZIONE
L’atteggiamento verso le autorità (1 Tim 2:1-2)

Il cristiano prega per tutti coloro che sono in autorità(v.2). Dobbiamo ricordarci che Nerone, all’epoca di Paolo, era l’imperatore. Quindi non dobbiamo pregare solo per quelli che ci sono simpatici o per cui abbiamo votato! Il credente mira a vivere una vita tranquilla e quieta. Qualora ci dovesse essere un conflitto tra la legge di Dio e quella degli uomini, il nostro comportamento non è di sfida e ribellione su tutti i fronti, ma con chiarezza, mantenendo il rispetto verso quelle autorità a cui, in quelle circostanze, non possiamo ubbidire (Daniele 3:13-17,28; 6:4,10,22; Atti 4:19,20).
Il credente è chiamato ad essere sale della terra - un’influenza che non dà all’occhio, ma che è necessaria. Il credente mira a servire il Signore a prescindere dal regime sotto il quale vive. Non deve essere quindi tentato a pensare che contribuire a rovesciare questo regime possa facilitare il compito di evangelizzazione.

La volontà di Dio (1 Tim 2:3-7)

La volontà di Dio è per la salvezza di tutti(v.4). Quindi il nostro servizio, soprattutto nella testimonianza, è possibile e necessario. Dio vuole il bene dell’uomo (Ez 18:23,32).
Bisogna prendere esempio da Davide ed eseguire la volontà di Dio nella nostra generazione (Atti 13:36), sottomettendo a Lui i nostri programmi o, meglio ancora, formare i nostri progetti sotto la guida del Signore (Giacomo 4:13,17).

Il posto della donna nella Chiesa (1Tim 2:9-15)

a) Aspetto esteriore (abbigliamento, gioielli, trucco).
Il v.9 parla di vestirsi in modo ordinato e decoroso, adatto alla occasione. La parola “modestia” significa letteralmente ”mente sana”, e quindi sobrietà, assennatezza. Non è il caso di mettersi in mostra (come se si dovesse andare in passerella), quello che deve evidenziarsi, sia durante il culto sia a casa, è la realtà spirituale. Questo tuttavia non significa trascurarsi.
b) Imparare in silenzio.
Ricordiamo che quello che Paolo sta dicendo è nel contesto del culto. Non significa che la donna non possa pregare o profetizzare ad alta voce nel culto. Ricordiamo ancora che Paolo aveva delle collaboratrici nell’opera. Il passo si riferisce quindi all’insegnamento pubblico della dottrina cristiana, che deve essere affidata agli uomini.
c) Contributo pratico.
Paolo insiste sui fatti, non parole:
  • In famiglia (1 Tim 5:10)
  • Per i servitori di Dio (Mt 27:55; Lu 8:2,3)
  • Per i bisognosi (At 9:36-39)
  • Verso le più giovani (Tito 2:3-5)

3^ SEZIONE
Le qualifiche per il servizio (1Tim 3:1-13)

La parola tradotta “vescovo” è ”episcopos” che significa sovraintendente, “uno che vede da sopra”. Aspirare significa “tendere fortemente verso”, e quindi prepararsi adeguatamente. Non bisogna cercare l’incarico senza il desiderio di lavorare sodo.
1) Le caratteristiche positive richieste:
  • Sobrietà (vigilanza). L’anziano deve essere sveglio;
  • Assennatezza(mente salva).L’anziano deve essere prudente, avere la testa a posto;
  • Buoni costumi (buona educazione). Deve sapersi comportare in modo dignitoso, ordinato;
  • Ospitalità (amore per i forestieri). Non deve avere pregiudizi;
  • Attitudine all’insegnamento (non solo a parole). Ci vuole la capacità di dare consigli o dispensare dottrina a chi lo richiede;
  • Mitezza (giusto, moderato). Non deve insistere sulla lettera della legge a scapito dello Spirito.
2) Le caratteristiche negative che devono mancare:
  • Dedizione al vino od altro;
  • Violenza (uno che mena le mani). Questo comprende la violenza verbale e quella psicologica;
  • Litigiosità. Non deve essere polemico;
  • Amore per il denaro;
  • Immaturità (convertito di recente). Le responsabilità vanno date con gradualità.
3) Come deve essere la sua famiglia:
  • Marito di una sola moglie. Deve essere “in regola” per quanto riguarda il matrimonio, e quindi non divorziato;
  • Ben governata. "Governare” significa letteralmente ”stare davanti”. Ci deve essere cura, esempio e guida;
  • Ordinata;
  • Riverente. Ci deve essere rispetto tra le persone e per il Signore;
4) Come deve essere nella società:
  • Avere una buna reputazione;
  • Non deve essere presuntuoso (avvolto nel fumo). Non deve essere conosciuto come uno che non combina poco nella vita.
5) Le qualifiche per il servizio pratico (diaconato):
  • Dignità e discrezione. Questi compiti pratici portavano i diaconi per le case in aiuti per i bisognosi. Ecco perché c’è attenzione per le maldicenze;
  • Coscienza pura. L’aspetto pratico e dottrinale devono andare di pari passo;
  • Periodo di prova. Bisogna essere disposti ad essere valutati per il proprio operato. Un giorno tutti saremo giudicati al tribunale di Cristo e bisogna esserne consapevoli;
  • Eseguire bene i compiti assegnati. Chi si dimostra fedele non solo è apprezzato dagli altri ma si sentirà incoraggiato nella propria vita e testimonianza.
6) Le qualifiche per le donne (diaconessa):
  • Dignità. Devono essere persone serie;
  • Sobrietà. Devono essere temperate;
  • Fedeltà. Questa virtù è richiesta “in ogni cosa”. Devono essere assolutamente degne di fiducia.
Come comportarsi nella casa di Dio (1Tim 3:14-16)

La parola “comportarsi” ha diverse sfumature che parlano di vita, carattere, comunione - in una parola, il modo di essere e di muovesi.
L'ambiente in cui il credente vive la sua vita comunitaria è descritto con quattro parole:
  1. Casa. Questa parola significa famiglia piuttosto che l’edificio in cui si abita. Dobbiamo comportarci da veri fratelli;
  2. Chiesa. La chiesa è l’assemblea dei convocati. Dobbiamo comportarci in modo degno della nostra chiamata;
  3. Colonna. Si tratta di un piedistallo per mettere in evidenza una statua. Dobbiamo comportarci in modo di onorare e mettere in risalto la verità;
  4. Sostegno. Questa parola significa “bastione”, ”baluardo”. Dobbiamo custodire il buon deposito della verità del vangelo.

4^ SEZIONE
Respingere la falsa dottrina (1Tim 4:1-5)

Per combattere una cosa bisogna conoscerla. Dobbiamo prestare attenzione ad alcune cose:
a) Il collegamento tra dottrina e vita (Is 32:6; Mt 7:15-20;Ef 5:6-10). Qualche volta si vede una deviazione prima nella vita che nella dottrina, ma sono sempre collegate fra loro. E’ questo motivo che Paolo insiste molto sulla buona coscienza;
b) Attenzione ai tentativi di adulterare e storcere la scrittura o di usare astuzia e falsificare. La bibbia non deve essere al servizio del proprio punto di vista;
c) La tendenza all’estremismo. I falsi dottori o vietono tutto o permettono tutto.
Insegnare la verità (1Tim 4:6-10,13-16)

Il modo migliore per combattere le false dottrine e per controbattere i falsi dottori è d’insegnare la verità.

verso 6
- ”esponendo”: significa ”suggerendo”, ”ricordando”;
- “servitore": nell’insegnamento, ricordarsi di essere al servizio degl’altri;
- “nutrito”: significa letteralmente “essendo continuamente nutrito”.
Non si può dare senza ricevere.

verso 7
- “rifiuta”: respingere decisamente;
- “favole”: l’opposto della verità;
- “profane”: non spirituale;
- “da vecchie”: cose non centrali, non essenziali, marginali.

verso 10
- “fatichiamo”: un duro lavoro, come un duro allenamento, fino allo spasimo affinchè possiamo raggiungere la meta;

verso 13
- “applicati”: fare attenzione. Se dobbiamo insegnare alla scuola domenicale o portare una meditazione, prepariamoci bene. Prendiamo le nostre responsabilità.

verso 14
- “non trascurare il dono”: siamo responsabili di ciò che Dio ci ha affidato.

verso 16
- “Bada a te stesso e all’insegnamento”: la preparazione deve riguardare sia la dottrina che la vita, anzi, prima la vita che la dottrina. Dalla nostra serietà in questo dipendono le persone a cui ministriamo spiritualmente.

Ottenere rispetto degli altri (1Tim 4:11,12)

a) E’ necessario che nel nostro servizio abbiamo autorità e autorevolezza in quello che facciamo e diciamo. Non è piacevole quando il nostro contributo non è tenuto nella dovuta considerazione. Quello che diceva Timoteo rischiava di essere messo da parte a motivo della sua giovane età. Le persone più anziane potevano essere tentate di disprezzare il suo servizio. Il rispetto per quello che abbiamo da dire lo conquistiamo con la condotta esemplare.
b) Badiamo non soltanto alla sostanza ma anche alla forma.
c) Nel comportamento.
d) Nell’amore. L’amore deve essere sempre la base del servizio.
e) Nella fede. Qui si intende come fedeltà e lealtà.
f) Nella purezza. Non ci devono essere secondi fini.


5^ SEZIONE
I rapporti tra i membri di chiesa (1 Tim 5:1,2)

  1. Siamo tutti membri della famiglia di Dio.
  2. In questa famiglia non ci sono distinzioni di classe.
  3. Non ci devono essere favoritismi, perché Dio non ne ha fatti.
  4. Il contributo di ogni singolo membro è importante.
Paolo spiega a Timoteo che questa eguaglianza non deve divenire una confidenza, soprattutto in due tipi:
  • Tra giovani ed anziani (parola chiave: ”rispetto”)*;
  • Tra i sessi (parola chiave “purezza”)**;
* Nel contesto vediamo che rispetto per gli anziani non significa sempre tacere, ma se c’è da rimproverare è importante considerare il modo giusto. La parola tradotta ”riprendere con asprezza” significa letteralmente “colpire”. Dobbiamo evitare ira e disprezzo. Dobbiamo piuttosto esortare dolcemente con mansuetudine.

** ”le giovani come sorelle” - è necessario fare una distinzione tra il rapporto marito/moglie (riservato ad una sola persona) e il rapporto fratello/sorella (aperto a tutti). Questo rapporto coinvolge:
  1. il parlare;
  2. lo sguardo;
  3. il vestire;
  4. richiede una particolare attenzione nei casi di fidanzamenti veri o presunti. I fidanzati non devono isolarsi dal gruppo o isolarsi nel seno della comunione fraterna.
  5. la massima attenzione quando, per il servizio del Signore, dobbiamo parlare con delle sorelle. Non pensiamo di essere forti.
La cura per i familiari (1Tim 5:3-16)

Provvedere per i genitori è collegato all’ubbidienza che dobbiamo imparare verso i genitori. Attenzione: ciò non deve compromettere il nostro servizio per il Signore.
L’amore per i genitori non deve impedire di sviluppare un rapporto prioritario verso il coniuge né deve portare a trascurare i figli.

Il rapporto tra la chiesa e gli anziani (1 Tim 5:17-25)

“Che tengono bene la presidenza”. E’ una funzione molto importante. La stessa parola usata per il governo della famiglia dell’anziano.
“Doppio onore”. Questa frase ha un doppio significato di rispetto.


6^ SEZIONE
Il sevizio ed il lavoro (1 Tim 6:1,2)

Troppe volte il nostro lavoro lo viviamo come un impedimento al servizio del Signore. Il cristiano lavora per Dio. Dio è interessato alla nostra qualità del nostro lavoro secolare.
Il lavoro è una strumento di testimonianza per i compagni di lavoro.
Il rapporto con il datore di lavoro deve essere basato non tanto sul suo carattere quanto sul fatto che onoriamo Dio.
Il lavoro è il mezzo per il sostentamento personale,della famiglia e di coloro che sono nel bisogno.

Il modo di parlare nel servizio (1 Tim 6:3-5,20,21)

Le conseguenze di questo modo di parlare, elencate ai vv.4,5 assomigliano molto alle opere della carne (Galati 5:10-21).Timoteo deve quindi evitare i discorsi vuoti e profani.
Per consigli pratici su come parlare, vedere Giacomo 3:1,2, 13-18. Il parlare non può mai essere scisso dalla vita (Colossesi 4:6).

L’atteggiamento verso il denaro (1 Tim 6:6-19)

Dobbiamo dare un giusto valore ai soldi non devono essere di impaccio per il servizio nel Signore. Considerare le ricchezze un male è sbagliato. Può essere utile per l’avanzamento dell’evangelo.

 

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