del libro di Osea (4QpHos); del libro di Isaia (4QIs-b);della
Legge (4Q396); (4QTest); dei Salmi (11Qpsa); di Rame (3Q15); di
Disciplina (1QSa); di Damasco (4QD).
Giara di Qumran
Coperchio: Altezza 5 cm, diametro 17.8 cm Giara: Altezza 49.8
cm, diametro 24 cm. Tale giara è datata tra il 1° sec. a.C e il
1° d.C.
I rotoli dritrovati dai beduini nel 1947 nelle grotte di Qumran,
erano contenuti in giare cilindriche di un tipo sconosciuto altrove.
Molti archeologi considerano la scoperta di questo originale vasellame
a Qumran come evidenza del legame tra lo stanziamento esseno e
le grotte. Queste giare, come anche il resto del vasellame scoperto
a Qumran era probabilmente prodotto localmente.
Pesher del libro di Osea (4QpHos)
Questi frammenti sono noti come: Pesher Hoshe`a (4Q166 (4QpHos[superscript]a),
sono su pergamena e furono copiati nel tardo 1° sec. a.C. Il frammento
venne rinvenuto nella grotta n° 4, le misure sono: Altezza 17.5
cm, lunghezza 16.8 cm.
Il carattere usato è identico a quello utilizzato in un commentario
ai Salmi, il rustico semiformale della era erodiana. Il frammento
è un commentario (pesher), ad alcuni versi del libro del profeta
Osea (2:8-14).
Il Pesher era molto utilizzato nella comunità che scrisse i Rotoli
del Mar Morto.
Il Pesher non cercava di spiegare il senso del testo biblico,
quanto piuttosto di darne un'interpretazione che avesse rilievo
per la comunità.
Le spiegazioni per verso o gruppi di versi, sono introdotte dall'espressione:
"Pesher (interpretazione) della parola..." ovvero "l'interpretazione
di questo si riferisce al fatto...".
Tale genere si riallaccia a quello del "Midrash", quest'ultimo
era la testimonianza di come un testo considerato di origine divina
(la Torah ad esempio) diventasse oggetto di venerazione, riflessione,
preghiera, insegnamento e predicazione parenetica. Tale genere
databile dall'epoca esilica in poi (587 a,C.) si distinse in due
ulteriori generi midrashim (plurale di midrash): il midrash halakah,
mirante alla meditazione delle parti legali della Torah per definirne
le leggi, scoprire nuove norme regolatrici di situazioni nuove
e per giustificare usi e costumi diventati tradizionali. Il secondo
genere midrash è detto "midrash-haggadah, e si concentra
sul significato delle parti narrative della Torah, indagandone
il senso letterario e storico. Il testo ebraico di partenza non
è quello standardizzato dai masoreti.
I versi tratti dal libro canonico del profeta Osea, si riferiscono
alla relazione di Dio, il marito, con Israele , la moglie infedele.
Nel commentario la moglie infedele, è stata sedotta dall'uomo
di menzogna; ciò avrebbe fatto in modo che sul paese si abbattesse
la carestia.
Sebbene la carestia potrebbe essere una metafora, è molto più
probabile che essa faccia riferimento ad una carestia, di cui
si ha testimonianza anche in documenti storici del tempo.
Pesher del libro di Isaia (4Q162=4QIs-b)
Nel Pesher di Isaia4QIs-b, scritto su cuoio, e ritrovato nella
grotta 4 di Qumran, vengono citati diversi versi dal cap.5 del
libro del profeta Isaia.
In esso le minacce di punizioni o distruzioni, sono intese come
riferite agli "uomini arroganti" che dimorano a Gerusalemme.
Conosciamo da altri rotoli trovati a Qumran che i qumraniti avevano
seri conflitti con i sacerdoti leviti, a proposito del modo di
gestire l'adorazione al Tempio.
Diversi studiosi pensano che la comunità di Qumran fosse stata
fondata e guidata da sacerdoti i quali insegnavano che i sacerdoti
di Gerusalemme erano corrotti.
Rotolo della Legge (4Q396)
Il nome attraverso cui è conosciuto questo rotolo è: Miqsat Ma`ase
ha-Torah (4Q396).
Il rotolo del quale ci restano 3 frammenti fu copiato tra la fine
del I° sec a.C e l'inizio del I° sec d.C.
Frammento A: altezza 8 cm, lunghezza 12.9 cm
Frammento B: altezza 4.3 cm, lunghezza 7 cm
Frammento C: altezza 9.1 cm , lunghezza 17.4 cm
Il rotolo, che ha la forma di un'epistola è unico per linguaggio,
stile e contenuto. Sulla base di considerazioni teologiche e linguistiche
il testo originale è stato riconosciuto come il prodotto più antico
della setta degli Esseni. Di esso sono stati rinvenuti ben sei
manoscritti incompleti.
Mettendo assieme il contenuto dei sei manoscritti si è stabilito
che il testo era organizzato composto da circa 130 linee, tuttavia
va considerato perduto circa un terzo di quello che doveva essere
il testo presente sul rotolo completo (la parte iniziale). Il
testo probabilmente era suddiviso in quattro sezioni:
(1) la formula di apertura, andata perduta;
(2) un calendario liturgico di 364 giorni;
(3) una lista di più di 20 regole religiose (Halakhot), molte
delle quali peculiari della setta;
(4) una conclusione che tratta con l'esigenza della setta di separarsi
dalla moltitudine del popolo, tesa a persuadere in merito alla
necessità delle regole legali.
Le "halakhot," o leggi religiose, formano il cuore dell'epistola,
esse hanno a che fare principalmente con il Tempio e il suo rituale.
Testimonia (4Q175=4QTest)
Questo documento manoscritto su pergamena è datato alla metà
del 1° sec. a.C.
Il nome attribuitogli "Testimonia", deriva da un tipo
di scritto cristiano a cui somiglia per contenuto.
I Testimonia cristiani erano collezioni di versi tratti dall'Antico
Testamento, concernenti il Messia.
Erano "testi-prova", tesi a dimostrare agli ebrei che
Gesù era effettivamente il Messia promesso.
Il "Testimonia" di Qumran, non è un testo cristiano,
ma assomiglia ai Testimonia cristiani perchè vengono raggruppati
versi che hanno a che fare con uno stesso tema. Il testo di Qumran
include 5 citazioni bibliche con relative interpretazioni.
Le prime due citazioni si riferiscono alla venuta di un profeta
sul tipo di Mosè. La terza si riferisce ad un Messia-re, la quarta
ad un Messia-sacerdote. La quinta citazione tratta da Giosuè,
è connessa alla venuta di un periodo di grandi disastri su coloro
che sono dediti al male.
Nel frammento il tetragramma YHWH è sostituito da 4 punti.Più
volte l'emanuense è tornato sullo scritto per apportarvi modifiche
(righi 12, 17, 18, 19). Le varie sezioni bibliche sono accuratamente
separate tra loro.
Rotolo dei Salmi (11Qpsa=11Q5)
Il Rotolo dei Salmi (11QPsa = 11Q5) era uno dei sei manoscritti
di salmi scoperti dai beduini nel 1956 nella grotta 11 di Qumran.
Il rotolo insieme ad altri 4 frammenti (frammenti da A a D) furono
pubblicati da James A. Sanders con il titolo The Psalms Scroll
of Qumrân Cave 11 (11QPsa) (Discoveries in the Judaean Desert
of Jordan, vol. 4; Oxford: Clarendon Press, 1965), mentre il frammento
E venne pubblicato da Yigael Yadin, "Another Fragment (E)
of the Psalms Scroll from Qumran Cave 11 (11QPsa)," Textus
5 (1966) 1-10.
Descrizione
11QPsa, insieme agli altri cinque frammenti, contiene un totale
di 48 salmi, biblici e apocrifi, ed una composizione in prosa.
Il rotolo è in pelle (capra?) conciata ed è lungo circa 4 metri.
La parte inferiore è molto deteriorata (Sanders, Psalms Scroll,
3).
Il rotolo contiene 34 colonne di testo e conserva un totale di
51 composizioni.
Probabilmente il rotolo cominciava con il Salmo 101. I Salmi sono
scritti in prosa con l'eccezione dell'acrostico Salmo 119, che
è scritto in versi. Il rotolo è sato datato al tardo periodo erodiano,
tra il 30 e il 50 a.C.
Il rotolo usa il paleo-ebraico (derivati dal fenicio) per il nome
di Yahweh.
In aggiunta ai 39 salmi biblici, il rotolo include una composizione
in prosa (Composizioni di Davide, col. 27) e 9 ulteriori composizioni
poetiche: "Ultime Parole di Davide" da 2Sam 23:1-7;
una Catena basata sul Salmo 118 (col. 16); 4 salmi già noti da
antiche versioni (Salmi 154-155 dalla Siriaca; Salmo 151, e Sirach
51:13-30 dalla LXX, Siriaca e Vulgata); 3 composizioni sconosciute
("Supplica per la Liberazione" col. 19; "Apostrofe
a Sion" col. 22; "Inno al Creatore" col. 26).
Inoltre, mentre vi sono 19 luoghi dove è seguito l'ordine dei
Salmi nel TM, vi sono non meno di 28 luoghi dove i salmi sono
uniti in modo consecutivo (un trattino indica continuità, mentre
un semi-colon indica un gap):
Salmo 101 - 102 - 103; 109 - [110]; 118 - 104 - 147 - 105 - 146
- 148 [+120] - 121 - 122 - 123 - 124 - 125 - 126 - 127 - 128 -
129 - 130 - 131 - 132 - 119 - 135 - 136 - Catena - 145 [+ Un altro
Salmo?] - 154 + Lamentazione per la Liberazione - 139 - 137 -
138 - Sirach 51 - Apostrofe a Sion - 93 - 141 - 133 - 144 - 155
- 142 - 143 - 149 - 150 - Inno al Creatore - Le Ultime Parole
di Davide - Composizione di Davide - 140 - 134 - 151A - 151B -
colonne vuote [fine del rotolo]
Lo Skehan ("Liturgical Complex," 195-205) isola un
numero di gruppi liturgici e afferma che il rotolo era un riarrangiamento
per usi liturgici del Salterio masoreticos. Gerald Wilson ("Qumran
Psalms Scroll" 455-64) isola 5 segmenti che progressivamente
si focalizzano sulla speranza di un messia davidico.
Peter Flint (189-198) individua una struttura in 5 sezioni, le
cui prime due rifletterebbero il calendario solare e il ruolo
del Messia. La sua suddivisione è la seguente:
Salmi Davidici (5) : 101 - 102 - 103; 109 - [110]
Hallel Pasquali (6) : [113 - 114 - 115 - 116 - 117]
- 118
Salmi Halleluyah/Hodu (5) : 104 - 147 - 105 - 146 -
148
Salmi di Ascensione (13) : [120] - 121 - 122 - 123 -
124 - 125 - 126 - 127 - 128 - 129 - 130 - 131 - 132
Salmo di Sapienza : 119
Inni di Lode (3) : 135 - 136 (con Catena) - 145 (con
nota)
Liberazione/Supplicazione (4) : 154 - Supplica per la
Liberazione - 139 - 137
Lode o Sapienza (4) : 138 - Sirach 51 - Apostrofe a
Sion - 93
Supplicazioni (6) : 141 - 133 - 144 - 155 - 142 - 143
Salmi Liturgici (4) : 149 - 150 - Inno al Creatore -
Ultime Parole di Davide
Salmi Davidici (5) : Composizioni di Davide - 140 -
134 - 151A - 151B
I Salmi dovevano essere un testo particolarmente letto dalla comunità
essena, se contano infatti circa 39 manoscritti (più di ogni altro
libro dell'AT). L'ordine dei Salmi di 11QPsa anche in: 11QPsb
, 4QPse e 4QPsb. Mentre vi sono altri manoscritti che differiscono
dal TM, il rotolo dei Salmi propone lezioni originali (4QPsa;
4QPsd; 4QPsf; 4QPsk; 4QPsn; 4QPsq, 11QPsApa). Un certo numero
di indizi suggerirebbe che il rotolo fu compilato a Qumran: "Composizioni
di Davide" nella colonna 27 presuppone un calendario solare
come quello adottato dagli Esseni; è presente l'ortografia qumranita
(cf. Tov).
Inoltre l'ordine dei salmi potrebbe riflettere alcune delle credenze
della comunità: la separazione del Salmo 133 e 134 dal rimanente
dei Salmi dell'Ascensione, dà l'idea che si sia voluto non far
culminare la progressione dell'ascensione al tempio (Salmo 134),
ciò rifletterebbe il rifiuto del Tempio che la comunità esprimeva.
Significato
Sanders ha affermato che 11QPsa rappresenterebbe un salterio
"canonico" che testimonierebbe del carattere fluido
ed aperto del terzo libro dei Salmi prima del 1° sec. A.C. Tuttavia
vi sono elementi contro questa concezione del canone, infatti
la LXX, testimonia dell'ordine del testo masoretico, inoltre l'accordo
tra il TM dei Salmi e 11QPsa sembra indicare che il compilatore
di 11QPsa fosse conscio dell'ordine del TM.
Probabilmente l'intento del rotolo era quello di dare lustro al
fatto che Davide avesse composto migliaia di Salmi, il rotolo
sarebbe dunque da intendersi come uno scritto settario in opposizione
ai Salmi del TM contenente solo 150 salmi (notevole di nota è
il fatto che il Salmo 151 nella LXX fosse considerato "fuori
numerazione", probabilmente vi era qualche significato connesso
alla cifra 150).
Rotolo di Rame (3Q15)
Era originariamente formato da 3 fogli saldati assieme da chiodi
ribattuti, lo scriba per poterlo incidere con un bulino, lo fissò
con dei chiodi a qualche tipo di sostegno; già nell'avvolgerlo
si era spezzato in due in uno dei punti di congiunzione.
All'epoca del rinvenimento, esso si presentava costituito da due
rotoli di rame separati, tanto ossidati da impedirne lo srotolamento.
Dopo 5 anni di studio si decise di tagliare i due rotoli in 25
strisce semi-cilindriche.
La scrittura utilizzata è l'erodiano antico, molto usata dagli
esseni, per tale motivo il rotolo è datato tra il 30 e il 130
d.C. Il tipo di ebraico è definito "mishnico", cioè
"parlato".
"Nella fortezza che è nella Valle di Acor, 40 cubiti sotto
il lastrico entrando da est: una cesta di monete e il suo contenuto,
dal peso di 17 talenti."
Così esordisce la prima colonna del Rotolo di Rame, un misterioso
scritto rinvenuto nel 1952, nella grotta 3 del Khibert Qumran,
sulle rive del Mar Morto.
Allegro e Milik ritenevano che i tesori descritti nel Rotolo di
Rame, sembravano ammontare ad ingenti quantità di oro (26 tonnellate)
e argento (65 tonnellate), sotto forma di monete e vasi, per un
valore complessivo di svariati miliardi di lire!
Tale interpretazione era determinata da un doppio Kaf che appariva
precedere tutte le lettere non ebraiche. Questi studiosi si concedettero
la libertà di assegnare qualsiasi valore numerico a ciascuno di
questi segni. Altri studiosi hanno inteso il doppio Kaf una contrazione
di Kikar che significa lingotto. Molto più verosimilmente esso
sta per "kaf Sofit", che significa "come questo",
pertanto risulterebbe essere solo un segno di inventario.
Interpretare le indicazioni topografiche del rotolo e molto difficile,
infatti abbondano termini tecnici e nomi di località geografiche
non tutte ben localizzabili.
Alcuni studiosi pensano che il testo possa essere un esempio molto
antico del genere letterario detto "catalogo di tesori",
attestato tanto in Israele quanto nel mondo arabo. Si tratterebbe
di un genere popolare, con dati in gran parte fantastici e fiabeschi.
Il Rotolo di Rame, dopo essere stato dimenticato per circa 20
anni nel Museo di Amman, è stato oggetto in tempi recenti di un
rinnovato, a causa della scoperta di un vasetto di Shemen Afersimon
(Olio dell'Unzione) nella grotta 13 fatta da un team di archeologi
del Vendyl Jones Research Institutes, in collaborazione con la
Hebrew University, e l'assistenza dei proff. Yoseph Patrich, Benny
Arubas e Benny Agur.
La parte in rilievo del rotolo di rame è quella destinata alla
"lettura". Ma molto più probabilmente era la terracotta
sulla quale il rotolo di rame era stato steso, il supporto destinato
a durare. Gli specialisti di Manchester, che curarono il restauro
non colsero tale peculiarità e pensarono che la terracotta fosse
soltanto fango che il rotolo di rame aveva acquistato con la sua
permanenza nella grotta (tale dato è stato smentito da un'analisi
della consistenza della polvere della grotta). Rimuovendo la terracotta
andò perduto molto testo, e inoltre l'ossidazione del rame non
permise neppure un recupero soddisfacente del supporto di rame.
Recenti scoperte hanno permesso di identificare molti dei luoghi
indicati dal rotolo, ciò grazie anche alla correzione dell'errata
trascrizione di moltissime delle lettere ebraiche incise sul rame.
L'ipotesi più accreditata è che il rotolo contenga una lista degli
oggetti ritenuti preziosi appartenenti agli arredi del primo Tempio
(Tempio di Salomone) e non a quello fatto costruire da Erode.
Manuale di Disciplina o Regola della Congregazione (
1Q28a [1QSa])
Conosciuto anche con il nome di Serekh ha-Yahad, questo frammento
fu rinvenuto nella Grotta 1 di Qumran. Il questo documento (allo
stesso modo che nel commento ad Habacuc e nel Documento di Damasco,
si evita accuratamente di citare il tetragramma YHWH).
Il manoscritto è datato all'epoca dei Maccabei (104-76 a.C.).
Originariamente era incluso in un rotolo chiamato Regola della
Comunità o Manuale di Disciplina (1QS), e nonostante la forma
frammentaria, appare essere uno scritto abbastanza completo.
In esso vengono stabilite le regole di comportamento da adottare
all'interno della "congregazione di Israele" negli "ultimi
giorni", in vista della guerra che il Messia susciterà, contro
le nazioni straniere. Il sacerdote o "figlio di Zadok,"
è descritto come la più alta autorità della comunità, sebbene
il testo parli anche dell'autorità del "Messia di Israele".
Le regole di condotta in esso contenute valgono per uomini, donne
e bambini.
Dopo una breve introduzione, vengono date regole per maschi, dalla
giovinezza alla vecchiaia.
L'insegnamento della Legge doveva iniziare dall'infanzia; all'età
di 20 anni diventavano membri pieni della comunità. A questa età
si diventava adatti alla guerra santa.
Mano a mano che progredivano negli anni, crescevano anche le responsabilità,
e a seconda delle capacità, anche la posizione di autorità nella
comunità.
Doveri speciali erano affidati agli uomini della tribù di Levi,
che erano sottoposti all'autorità dei figli di Aaronne (i sacerdoti).
Come nel libro canonico del Levitico, i sacerdoti che presentavano
vari tipi di impurità o di difetti fisici, non potevano prendere
parte al consiglio dell'assemblea. Il testo termina con la descrizione
del "concilio della comunità" e con istruzioni per la
consumazione di una bevanda a base di pane e di vino.
I primi ad entrare nel concilio sono il Sommo Sacerdote e i sacerdoti,
poi il "Messia di Israele" (in altre parole il capo
politico) insieme con i saggi e i capi dei clan di Israele. La
bevanda veniva assunta prima dal sommo-sacerdote poi dal Messia,
tale ordine valeva anche per l'ordine di inizio di qualsiasi altro
tipo di pasto.
E' significativo notare che la figura del Messia non aveva alcun
rilievo religioso, diversamente da come accade nei testi cristiani.
Il termine messiah deriva dal verbo "ungere", e tanto
i re quanto i sacerdoti venivano unti con olio in Israele. Il
Messia era dunque semplicemente il re, il condottiero, e il suo
status sociale era inferiore a quello del Sommo Sacerdote (vedi
Ezechiele 40-48, in cui il governo del Tempio e della Terra Santa
sono affidati al sacerdozio). Il governatore (o principe) è sottomesso
all'autorità dei capi religiosi, e non possiede l'autorità come
prima dell'esilio del 586 a.C.
Nello scritto si legge anche uno dei testi più chiari ed essenziali
sulla dottrina della predestinazione che guidava lo spirito della
gente di Qumran (III, 13-IV, 26); la predestinazione al bene o
al male era considerata opera assoluta e immutabile di Dio.
Documento di Damasco (4QD)
Nella grotta 4 di Qumran son stati ritrovati frammenti del cosidetto
Documento di Damasco (4QD); frammenti di tale documento sono stati
scoperti anche in altre grotte.
Il Documento di Damasco (fogli 1-8= X° sec., foglio 9= XI°-XII°
sec.) è il solo documento della setta essena ad essere stato conosciuto
prima della scoperta dei rotoli del Mar Morto. Esso fu rinvenuto
molti anni prima in una Genizah di Ezra nella parte vecchia del
Cairo. La Genizah è uno sgabuzzino annesso alla sinagoga, nella
quale secondo i precetti della halakhah giudaica, vanno accatastati
i testi che recano il nome di Dio. La Genizah del Cairo, era stata
gradualmente riempita di testi per circa un millennio, fino a
che non fu scoperta da Salomon Schechter nel periodo 1896-7 e
svuotata del tutto.
Furono rinvenuti più di 200.000 frammenti di manoscritti, compresi
pochi documenti di cui sarebbero state ritrovate copie tra i rotoli
del Mar Morto.
I frammenti rinvenuti al Cairo affini a quelli ritrovati a Qumran
sono: Frammenti del Documento di Damasco (CD-A e CD-B), con un
possibile terzo piccolo frammeto in pergamena; frammenti del libro
aramaico di Levi; frammenti dell'originale ebraico della Sapienza
di Ben Sira.
Può essere che tali testi fossero stati ininterrottamente copiati
per tutto il Medio Evo o che essi siano stati scoperti in grotte
durante il Medio Evo in Palestina (Origene e Timoteo descrivono
tali ritrovamenti) e poi ricopiati (in circoli quasi ereticali
come quello dei Karaiti) fino a terminare la propria carriera
in Egitto.
Frammenti di 8 manoscritti del Documento di Damasco furono trovati
nella grotta 4 di Qumran (4Q266-273), la cui scrittura fu datata
paleograficamente dal 1° sec. a.C. al 1° sec. d.C. (frammenti
furono ritrovati anche nelle grotte 5 e 6: 5Q12, 6Q15).
Il Documento di Damasco getta luce su vari elementi interni alla
vita della setta:
(1) Le origini della Comunità. In una pericope accanto all'inizio
dell'Ammonizione (CD A 1.1-2.1), troviamo un sommario dell'origine
della setta. E' detto che l'infedeltà pre-esilica fu punita da
Dio e fu seguita da un "periodo di ira" datato 390 anni
dopo la conquista di Nebuchadnezzar (esilio babilonese 587/6 a.C.).
Seguono 20 anni durante i quali il popolo avrebbe riconosciuto
la propria colpa, a ciò avrebbe fatto seguito la comparsa di un
"Maestro di Giustizia" che avrebbe rivelato la volontà
di Dio. A costui si sarebbe opposto "l'uomo di menzogna"
che iniziò la persecuzione della setta. Il periodo d'ira daterebbe
al 196-7 a.C. e l'apparizzione del Maestro di Giustizia al 177-6
a.C. Ma il numero 390 è sospetto, poichè sembrerebbe preso da
Ezechiele 4, dove corrispondono agli anni decretati per la punizione
di Israele. Inoltre i 20 anni potrebbero essere intesi come la
metà dei 40 anni di punizione decretati nel medesimo brano.
Questa pericope del Documento di Damasco sembrerebbe essere un
brano poetico, poichè può essere facilmente suddiviso nelle coppie
parallele tipiche dello stile poetico ebraico. Ciononostante i
numeri e le referenze a Nebuchadnezzar non si attagliano alla
struttura poetica del brano, e sembrerebbero essere aggiunte posteriori.
(2) Il Maestro di Giustizia. Questo leader misterioso è menzionato
come se fosse una figura del passato e in CD B 20.32 come un personaggio
tanto del passato quanto del presente. Appaiono riferimenti anche
ad "un unico maestro" (un'emendazione suggerisce "il
maestro di Yachad") in 20.1, che "fu imprigionato"
secondo 20.14. Questa frase è intesa significare. Un "maestro"
è menzionato in 20.28 e vi è un oscuro riferimento "all'imprigionamento"
e ad " uno che insegna" o "un maestro" in
CD B 19.35 . In CD A 6.11 verrà in futuro "uno che insegna
giustizia".
Il Documento di Damasco dà l'impressione che vi siano stati e
vi saranno, molti maestri di giustizia.
(3) "Damasco" nel Documento di Damasco. Il titolo del
documento deriva dai sette riferimenti all'attività del gruppo
in "Damasco" o nella "terra di Damasco". Sono
state proposte tre interpretazioni del termine: a) potrebbe essere
un riferimento letterale alla città siriana; b) potrebbe essere
un riferimento obliquo a Babilonia; c) potrebbe essere un termine
cifrato per una località segreta, forse Qumran.
Il significato letterale è implicito in 6.4-5, e si riferisce
ai "convertiti (o "ritornati") di Israele che andarono
fuori dalla terra di Giuda ed abitarono nella terra di Damasco".
Ma la parola Damasco è derivata da Amos 5:26-27, che minaccia
l'apostata Giuda di esilio "oltre Damasco" o, secondo
il testo citato in CD A 7.14-15, "oltre le tende di Damasco".
Questa espressione in Amos significa "Babilonia". Jerome
Murphy O'Connor ha congetturato che la setta di Qumran fosse nata
a Babilonia sulla scorta di tale interpretazione. La terza interpretazione
riposa sul fatto che nomi in codice abbondano nei rotoli di Qumran
(ad esempio: il Maestro di Giustizia, i Kittim, il Sacerdote Malvagio).