Dopo alcune domande ,che mi sono giunte nella Rubrica "Posta
e risposta", sul Matrimonio, ho deciso di fare uno studio
globale e specifico sull’argomento. Questa sarà un opera completa,
poiché comprenderà tutti gli aspetti del matrimonio compreso le
obiezioni sul medesimo, delle problematiche sociali del matrimonio
ed infine dagli aspetti puramente dottrinali ed esegetici; uno
studio, quindi, che tratterà tutti gli argomenti possibili visti
nella prospettiva matrimoniale.
La scelta del compagno/compagna
È preferibile in un contesto matrimoniale che entrambi i coniugi
siano credenti, ovvero appartenenti alla stessa idea e fede. Cosa
significa la parola credente? Consultando un comune dizionario
della Lingua Italiana è "un aderente ad una religione o fede,
seguace, convinto di una idea, di una dottrina". Nel greco
neotestamentario la parola pisteuon assume il significato di "colui
che crede in Gesù Cristo". Da Pistos "degno di fede
o di essere creduto" quindi "fedele, fidato e leale"
. La Parola di Dio dice: "E il mio Signore mi ha fatto giurare
dicendo:" non prenderai per mio figlio una moglie tra i figli
dei Cananei, nel paese dei quali dimoro" Genesi 24:37. In
questo passo Abramo ordina al suo servo di cercare una moglie
per suo figlio Isacco, del suo paese d’origine, perché i costumi
dei Cananei era pagani e non adoravano Dio ma altri dei.
Il matrimonio deve essere nel Signore
Consultiamo alcuni versetti della Parola di Dio:
- "La vedova è libera di maritarsi con chi vuole, purché
sia nel Signore" 1° Corinzi 7:39
- "Allora i figli di Giacobbe risposero a Sichem e Hamor
suo padre e parlarono loro con astuzia, perché Sichem aveva disonorato
Dina loro sorella, e dissero loro: "Non possiamo fare questa
cosa, e cioè dare la nostra sorella a uno che non è circonciso,
perché questo sarebbe per noi un disonore. Soltanto a questa condizione
acconsentiremo alla vostra richiesta; se voi diventerete come
noi, facendo circoncidere ogni maschio tra voi. Allora noi vi
daremo le nostre figlie, abiteremo con voi come un solo popolo……E
il giovane non indugiò a fare la cosa, perché voleva bene alla
figlia di Giacobbe ed era l’uomo più onorato in tutta la casa
di suo padre" Genesi 34:13, 14,15,16,19.
- "Or Esaù vide che Isacco aveva benedetto Giacobbe e lo
aveva in mandato in Paddam-Aram per prendersi là sua moglie, e
nel benedirlo, gli aveva dato quest’ordine: " non prender
moglie tra le figlie di Canaan" Genesi 28:16
- "Non fare alcuna alleanza con gli abitanti del paese,
perché, quando essi si prostituiscono ai loro dei ed offrono sacrifici
ai loro dei, qualcuno di essi ti inviti e tu mangi dei loro sacrifici,
e prenda delle loro figlie per i tuoi figli, e le loro figlie
si prostituiscano ai loro e inducano i tuoi figli a prostituirsi
ai loro dei" Esodo 34:15.
- "Allora il sacerdote Esdra si levò e disse loro: "Voi
avete accresciuto la colpa di Israele, sposando donne straniere
e avete peccato" Esdra 10:10.
- "Dovremo dunque udire di voi che commettete questo grande
male, che peccate contro nostro Dio, prendendo mogli straniere?"
Nehemia 13:27.
- "Non vi mettete con gli infedeli sotto un giogo diverso,
perché quale elazione c’è tra la giustizia e l’iniquità? E quale
comunione c’è tra la luce e le tenebre? E quale armonia c’è fra
Cristo e Beliar? O che parte ha il fedele con l’infedele?"
2° Corinzi 6:14,15,16.
I versetti sopra esposti sono talmente chiari e comprensibili
che non necessitano alcun commento ed al buon intenditore non
credo sia sfuggito il significato e quello che vuole Dio!
Sposarsi quando si va d’accordo
- "Il cuore di suo marito confida in lei e avrà sempre dei
guadagni" Proverbi 31:1
- "Due persone camminano insieme se prima non si sono concertati?"
Amos 3:3
Esempi negativi di Matrimonio
- Il popolo ai tempi di Noè:
"Le persone si ammogliavano e si maritavano fino al giorno
in cui Noè entrò nell’arca; e venne il diluvio e li fece perire
tutti" Luca 17:27
- Davide e Mika:
"Come tornava per benedire la sua famiglia, Mikal, figlia
di Saul, uscì ad incontrare Davide e gli disse: " Quanto
degno di onore è stato oggi il re d’Israele a scoprirsi davanti
agli occhi delle serve dei suoi servi, come si scoprirebbe un
uomo del volgo". Allora Davide rispose a Mikal: " l’
ho fatto davanti all’Eterno che mi ha scelto invece di tuo padre
e di tutta la sua casa per stabilirmi principe d’Israele"
2° Samuele 6:20-23.
- Sansone:
Il giudice, che volle prendere per moglie una pagana e poi fu
atrocemente tradito, affrontando le esperienze più umilianti.
- Salomone:
Il re d’Israele che sposò la figlia del Faraone e fu condotto
all’idolatria ed allo sviamento. Di lui è stato detto: "Salomone
re d’Israele, non peccò egli forse appunto in questo? E certo
fra molte nazioni non ci fu re simile a Lui; era amato dal suo
Dio, e Dio l’aveva fatto re di tutto Israele, nondimeno le donne
straniere lo fecero peccare" Nehemia 13:26.
- Achab:
Il re d’Israele che prese per moglie Iezebel, figlia del re dei
Sidoni, sacerdotessa del dio Baal, e andò a servire Baal, a prostrarsi
dinanzi a lui(1° Re 16:31). Fu così spinto alla corruzione che
lo portò ad edificare un tempio agli idoli di Baal ed Astarte.
- Iehoram:
Re di Giuda che aveva preso Athalia, figlia di Iezebel. Dopo
la morte del marito e del figlio fece un colpo di stato e distrusse
tutta la famiglia reale, pur mantenendo l’idolatria a Gerusalemme.
- Esther:
L’ebrea che sposò Assuero, sovrano pagano di Persia; il suo matrimonio
fu un successo dal punto di vista politico, perché gli ebrei ottennero
giustizia e libertà nell’ambito dell’Impero. Ma ella non riuscì
a convertire alla fede dell’unico e vero Dio il proprio augusto
marito.
Esempi positivi di Matrimonio
- Ruth:
La moabita è l’unico caso di matrimonio misto riuscito con esito
positivo. Pagana, aveva sposato un Ebreo, dopo la prematura morte
del marito, si ecise ad abbandonare l’idolatria per seguire l’Unico
Vero Dio.
ORIGINE DEL MATRIMONIO
La sua origine
Colui che l’ ha originato
La sua origine:
La Parola di Dio insegna che il matrimonio è un istituzione divina:
"Poi l’Eterno Dio disse:" non è bene che l’uomo sia
solo, io gli farò un aiuto convenevole". Così il Signore
fece addormentare Adamo e con una delle sue costole formò la donna"
Genesi 2:18 "………E la menò all’uomo" Genesi 2:22.
"Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà
alla sua moglie, e saranno una stessa carne" Genesi 2:24.
La Bibbia ci mostra che fino ad allora esistevano una donna ed
un uomo, come individui separati, non una stessa carne; Allora
Adamo fece una confessione d’accoglienza: "E l’uomo disse
questa è ossa della mie ossa e carne della mia carne. Ella sarà
chiamata donna". Quando questa dichiarazione di accoglienza
fu fatta, un prodigio perfetto ebbe luogo. Due individui furono
resi una stessa carne. Questo fu confermato da Malachia quando
dichiarò che Dio era dispiaciuto con il popolo giudeo perché aveva
agito perfidamente verso le loro mogli: "Eppure dite:"Per
quale ragione?" Poiché l’Eterno è testimone fra te e la moglie
della tua giovinezza verso la quale ti sei comportato perfidamente
benché ella sia la tua compagna e la moglie del tuo patto"
Malachia 2:14. In Genesi cap. 2, Adamo ricevette verbalmente Eva
come suo aiuto convenevole e Dio li rese una stessa carne. Non
bisogna trascurare questa verità: tale voto od atto di accoglienza
di Adamo è vitale se vogliamo comprendere le basi e il processo
con cui Dio unisce due persone in matrimonio. Un giudice di pace,
con ufficiale o pubblico notaio "Dichiara", marito e
moglie, mentre Dio li unisce formandoli una sola carne, e questo
il concetto: dichiarare non significa unire!. In Marco 10:6-9,
Gesù conferma questa esperienza originaria come il piano perfetto
di Dio: "Ma al principio della creazione iddio li fece maschio
e femmina. Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre, e i due
saranno una sola carne, talché i due non sono più due, ma una
stessa carne. Quello che dunque Dio ha unito l’uomo non separi"
si dovrebbero notare diverse cose da questo versetto:
Primo: la confessione verbale pronunciata da Adamo nel giardino
e riaffermata da Gesù, come una situazione del tipo "una
stessa carne"
Secondo: l’atto di renderli "una stessa carne" fu un
atto di Dio e non dell’uomo.
La parola "unirsi" nel greco è Proskollomai e significa
"esser cementati, incollati, attaccati saldamente, implicando
una situazione permanente" "quello che Dio ha unito(letteralmente
unirsi sotto ad un giogo) era un incollarsi permanentemente (unirsi,
soggiogarsi).
Le relazioni sessuali non stabiliscono la relazione di tipo una
stessa carne.
Le relazioni sessuali sono solo un privilegio del matrimonio,
ma non lo stabiliscono.ecco alcuni esempi che ci offrono le sacre
scritture sull’argomento:
- Davide e Betsabea: 2° Samuele 11
- Una donna colta in adulterio: Giovanni 8
- L’insegnamento di Cristo in Luca 16:18: "chiunque manda
via la propria moglie e ne sposa un’altra commette adulterio;
e chiunque sposa una donna mandata via dal marito, commette adulterio".
La parola sposa è usata chiaramente per sottintendere che il
sesso era implicato nella seconda relazione, oppure Gesù non disse
che sarebbero diventati una stessa carne. Il buon senso ci dice
che se le relazioni sessuali costituissero il matrimonio, allora
non esisterebbero la fornicazione; se l’atto fisico rendesse una
coppia "una stessa carne" allora dal momento, in cui
l’atto viene consumato, l’uomo e la donna diventerebbero una stessa
carne e darebbero luogo ad una cosa onorabile. Si potrebbe obiettare
che in 1° Corinzi 6:16 sta scritto: "Non sapete voi che chi
si unisce a una meretrice è un solo corpo con lei? I due infatti,
dice il Signore, sono una stessa carne" la parola chiave
in questo versetto è uniti che viene dalla parola greca Kollomai,
quest’ultima viene dalla radice Kollao che il significato di "incollare
o cementare insieme". Se si paragona questa con un'altra
usata per unirsi ovvero Proskollomai: anche questo termine viene
dalla stessa radice di Kollao, ma è una forma rinforzata. L’espressione
greca Proskollomai è anche usata in Efesini e riguarda la relazione
tra la moglie ed il marito: "Perciò l’uomo lascerà suo padre
e sua madre e si unirà(proskollomai ) a sua moglie, e i due diventeranno
una stessa carne" Efesini 5:11. Questo unirsi parla di un
tipo di legame permanente, un essere incollati o cementati, come
in Matteo 19:5 dove si parla di unione matrimoniale, sta testificando
semplicemente che se un uomo è sposato, ovvero "incollato"
ad una donna, e dopo scopre che è prostituta, questa è ancora
sua moglie ed una stessa carne con lui. È Dio che li rende una
stessa carne, attraverso il voto. La prova scritturale la troviamo
in Genesi capitolo 38, dove narra la storia di Giuda; Giuda ebbe
tre figli Er, Omar e Scelah. Er sposò Tamar (verso 6), ma prima
di poter avere figli, il Signore fece morire Er a causa della
sua malvagità (verso 7). Dopo questo, secondo il costume di quei
giorni, Giuda disse al suo figlio maggiore Omar di sposare Tamar
e generare un figliuolo, per portare il nome di suo fratello (verso
8). Omar disobbedì suo padre a causa dell’egoismo e sparse il
seme per terra; il Signore lo fece morire (versi 9 e 10). In seguito
Giuda disse a Tamar di aspettare che suo figlio più giovane diventasse
uomo, tuttavia lei vide subito che anche Scelah non avrebbe fatto
il suo dovere; così quando seppe che la moglie di giuda era morta,
si informò dove questi andasse ed essendo disperata non avendo
ancora un figlio con il nome di suo marito, si camuffò da prostituta
e lo sedusse lungo la strada . Per la sua prestazione Tamar richiese
il sigillo, il cordone ed il bastone, finché Giuda non l’avrebbe
pagata(versi 12 e 18). Più tardi quando Giuda seppe che Tamar
era incinta comandò che fosse bruciata ( verso 24), fu allora
che Tamar esibì gli oggetti del pegno per dimostrare a Giuda che
era lui il padre dei gemelli che stavano per nascere (verso 25).
Allora Giuda riconobbe di essere in torto (nota: né Giuda né Tamar
accennarono al fatto che questa relazione sessuale, essendo stato
come il servizio di una prostituta, li avesse resi uniti come
una stessa carne. Al contrario la loro relazione ritornò ad essere
quella che era stata in precedenza; "ed egli non ebbe più
relazioni con lei" (verso 26)). In Giudici 16:1 Sansone a
Gaza ha rapporti con una prostituta ma questo non significa che
si sono sposati e fossero una sola carne. Diverso è il caso del
profeta Osea dove il Signore gli ordina di sposare una prostituta:
Gamer; nonostante lei fosse una prostituta, Osea era legato a
causa del voto. Quindi Paolo fa quell’affermazione in 1° Corinzi
6 per significare che se uno si unisce ad una donna, anche se
prostituta sono una stessa carne a causa dei voti che hanno preso.
Ecco dei versi biblici di completamento:
"Ignorate, fratelli miei (perché parlo a persone che hanno
conoscenza della Legge ) che la legge ha il potere sull’uomo fino
a tutto il tempo che egli vive? Infatti una donna sposata e per
la legge legata al marito finché egli vive, ma sei il marito muore,
ella è sciolta dalle legge del marito. Perciò se mentre vive ella
diventa moglie di un altro uomo, sarà chiamata adultera; ma quando
il marito muore ella è liberata da quella legge, per cui non è
considerata adultera se diventa moglie di un altro uomo."
Romani 7:1 – 3.
"Ora riguardo alle cose di cui mi avete scritto, sarebbe
bene per l’uomo di non toccare donna. Ma a motivo della fornicazione,
ogni uomo abbia la propria moglie e ogni donna il proprio marito.
Il marito renda alla moglie il dovere coniugale, e ugualmente
la moglie al marito. La moglie non ha potestà sul proprio corpo,
ma il marito; nello stesso modo il marito non ha potestà sul proprio
corpo, ma la moglie" 1° Corinzi 7:1 –4
"Mogli siate sottomesse ai vostri mariti come al Signore,
poiché il marito è capo della moglie, come anche Cristo è capo
della Chiesa ed egli stesso è il Salvatore del corpo. Parimente
come la chiesa è sottomessa a Cristo, così le mogli siano sottomesse
ai loro mariti in ogni cosa. Mariti amate le vostre mogli, come
anche Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per le, per
santificarla, avendola purificata col lavacro dell’acqua per mezzo
della parola, per far comparire la chiesa davanti a sé gloriosa,
senza macchia o ruga o alcunché di simile, ma perché sia santa
e irreprensibile. Così i mariti devono amare le loro mogli, come
ai loro corpi propri , chi ama la propria moglie ama se stesso.
Nessuno infatti ebbe mai in odio la sua carne, ma la nutre e la
cura teneramente, come anche il Signore fa con la chiesa poiché
noi siamo membra del suo corpo, della sua carne e delle sue ossa
" perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà
a sua moglie e i due diventeranno una stessa carne". Questo
mistero è grande, or io dico in riferimento a Cristo e la chiesa.
Ma ciascuno di voi ami la propria moglie come ama se stesso; similmente
la moglie rispetti il marito" Efesini 5: 22 –32
Il Divorzio
Nel principio Dio ha stabilito i suoi principi; il mondo di oggi
geme in pessime condizioni perché gli uomini non sorgano dalla
mancanza di beni di consumo o da una inefficiente tecnologia,
ma dall’avere respinto i comandamenti di Dio. Gesù parlando alle
classi religiose del suo tempo, disse: "Voi prendete e annullate
le dottrine di Dio insegnando le tradizioni degli uomini. Voi
mi onorate con le vostre labbra ma il vostro cuore è lontano da
me". Molti vogliono un Gesù che non interferisca con i loro
piani; non cercano i chiari comandamenti di Dio, ma vogliono una
religione che rappacifichi, in qualche modo la loro coscienza
e permetta loro di dormire durante la notte. Certo si può avere
comprensione per coloro che non conoscono Dio e ignorano la Sua
Parola, ma siamo pervasi da attonita perplessità nel considerare
coloro che si fregiano del nome di Cristo, reputandosi popolo
timorato di Dio e che buttano da parte quello che Dio ha chiaramente
rivelato essere caro, prezioso e santo ai Suoi occhi: "i
due saranno uno….." è questo il principio di Dio! "Sia
il matrimonio tenuto in onore da tutti; e sia il talamo incontaminato;
in quanto Iddio giudicherà i fornicatori e gli adulteri"
Ebrei 13:4……………."Eppure dite: "Perché? Perché l’Eterno
è testimone fra te e la moglie della tua giovinezza, verso la
quale ti conduci perfidamente benché ella sia la tua compagna,
la moglie alla quale sei legato da un patto" Malachia 2:14.
In quel tempo i valori morali e spirituali in Israele, erano così
degenerati al punto che il matrimonio non veniva più rispettato,
non era considerato santo, né qualcosa da preservare, ma veniva
preso con molta superficialità. I versi 15 e 16 ci dicono: "Ma
non li fece Dio uno e nondimeno lo Spirito rimase in lui? È perché
mai uno? Poiché egli cercava una discendenza da Dio. Badate bene
dunque al vostro spirito e nessuno si comporti perfidamente verso
la moglie della sua giovinezza. Poiché l’Eterno dice che Egli
odia il divorzio e chi copre con violenza la sua veste, dice l’Eterno
degli Eserciti. Badate dunque al vostro spirito e non comportatevi
perfidamente". Dio odia il divorzio, il ripudio; Dio non
ha mai stabilito il divorzio, in nessun caso, come antitesi al
matrimonio. Certo il peccatore non ha interesse per la Parola
di Dio, e, quindi, non presta attenzione ai Suoi(di Dio) principi;
a causa di questo motivo vive eternamente separato da Dio; il
peccato è la causa della separazione da Dio, della concupiscenza,
dell’egoismo e dell’avarizia. Dopo 2.500 anni da quando Dio aveva
istituito per uomini senza peccato il matrimonio, Mosè diede l’atto
del divorzio, per il popolo d’Israele: uomini di collo duro, sviati,
ribelli, incirconcisi e duri di cuore. Mosè diede l’atto del divorzio,
ma Dio non lo ha mai riconosciuto! Non avrebbe potuto mai farlo!
Perché il Signore non cambia. Leggiamo in Numeri 23:19: "Iddio
non è un uomo, che mentisce, né figliuol d’uomo perché si penta.
Quando ha detto una cosa non la farà? O quando ha parlato non
manterrà la parola?". Molte persone hanno fatto Dio a loro
immagine e somiglianza secondo i loro piaceri e propri gusti;
nel caso in Egli dovesse dire loro qualcosa che non piace ostacolando
l’adempimento delle loro concupiscenze, allora si adoperano per
cambiare gli insegnamenti di Dio e la Sua identità, proprio come
facevano i farisei rendendo inefficaci i Suoi comandamenti, annullandoli
e insegnando dottrine di uomini, e le loro tradizioni; in Malachia
3:6 troviamo scritto: "Così, volendo Iddio mostrare vie meglio
agli eredi della promessa chiaramente il Suo consiglio, intervenne
con un giuramento, affinché mediante due cose immutabili, nelle
quali è impossibile che Dio abbia mentito, troviamo una potente
consolazione noi, che abbiamo cercato il nostro rifugio nell’afferrare
saldamente la speranza che ci era posta dinanzi".
I motivi del Divorzio
Il motivo principale del divorzio è rappresentato sicuramente
nella maggior parte dei casi dall’adulterio e dalla fornicazione,
comunque di queste cose ne riparleremo in seguito, sempre in questo
studio. Cerchiamo di vedere, per il momento, tutti gli altri motivi,
non meno importanti, che possono causare un divorzio:
Mancanza di fiducia reciproca: E’ singolare, notare, che questo
avviene dopo alcuni anni di matrimonio, ciò avviene per motivi
vari: lo stress, il senso di appagamento, l’eccessiva conduzione
mondana della vita di coppia portano tutti su un "unica stazione":
la mancanza di fiducia!. Due persone che hanno scelto di vivere
tutta la loro vita assieme, devono trovare stimoli ed interessi
che possano ricreare o rinnovare il rapporto intrapreso, al fine
di godere, insieme, di una fiducia reciproca. Nel Libro dei Proverbi
31:11 è scritto: "Il cuore del marito si confida in lei e
avrà sempre guadagni"; per arrivare ad avere una fiducia
del genere,nei coniugi deve dimorare "l’amore" il quale
rappresenta un rifugio nella tempesta della vita di tutti i giorni
ed un calore quando fuori c’è il freddo. Consultiamo ancora la
Parola di Dio e leggiamo in Ecclesiaste 9:9: "Godi la vita
con la moglie che ami per tutti i giorni della tua vanità che
egli ti ha concesso sotto il sole per tutti i giorni della tua
vanità, perché questa è la tua parte nella vita e nella fatica
che compi sotto il sole". Salomone riconosce che quando l’uomo
e la donna si sposano abbracciano una vita , diversa da quella
che conducevano prima, ovvero composta da gioie, dolori, abbondanza,
povertà, ricchezza, mancanza di lavoro, lavoro duro e fatica.
Queste componenti della vita di tutti i giorni, devono essere
condivise insieme dalla coppia. Oggi questo non accade perché
il marito scarica le proprie frustrazioni sulla moglie e viceversa;
non si affrontano insieme i problemi testé citati, per superarli,
ma si ingigantiscono. Queste cose minano il rapporto matrimoniale,
né prevaricano la stabilità del rapporto stesso "Chi ha trovato
una moglie ha trovato un bene" Proverbi 6:29.Che valore si
danno i coniugi l’uno verso l’altra? Ed ancora: "Una moglie
giudiziosa è un dono dell’Eterno" Proverbi 19:1.
Scelte errate: Ciò avviene quando non facciamo scegliere Dio e
scegliamo noi, secondo l’apparenza e la bellezza. Dovrebbe essere
il Signore a scegliere per noi la compagna o il compagno, abbiamo
questa fede? Quando si sceglie non si deve guardare le bellezze
apparenti, ma ricercare quelle interiori: il carattere, la personalità,
la spiritualità, l’onestà d’animo e la bontà. Nei Proverbi 11:22
sta scritto: "Come un anello d’oro nel grugno di un porco,
così è una bella donna senza senno" ed ancora: "Non
desiderare in cuor tuo la sua bellezza e non lasciarti avvincere
dalle sue palpebre" Proverbi 6:25, poi: "La grazia è
fallace e la bellezza e vana, ma la donna che teme l’Eterno, quella
sarà lodata" Proverbi 31:30; questi versetti citati hanno
un unico denominatore: le belle apparenze e la bellezza non sono
attendibili in un contesto matrimoniale. Infatti codesti non sono
la sommatoria di un felice e duraturo rapporto. Quando si sceglie
nell’apparenza e non si guarda a fondo nella persona, nascono
i cosiddetti problemi conflittuali o di coppia, determinati da
un incomprensione reciproca e dalla mancata conoscenza caratteriale
del proprio partner. Sempre nei Proverbi troviamo scritto: "Il
figlio stolto è una calamità per suo padre e le risse di una moglie
sono il gocciolar continuo di un tetto" Proverbi 19:3 ed
infine "E meglio abitare in un deserto che con una donna
litigiosa e irritante" Proverbi 21:9.
Disguidi in famiglia: Uno dei tanti motivi per cui si divorzia,
è anche rappresentato dalla mancanza del senso di famiglia, accompagnato
dalla mancanza di responsabilità dei coniugi verso la stabilità
del rapporto familiare. L’Apostolo Paolo dice: "Or io desidero
che siate senza sollecitudine. Chi non è sposato, si preoccupa
delle cose del Signore ma chi è sposato si preoccupa delle cose
del mondo, come possa piacere alla moglie. Vi è differenza tra
la donna sposate e la vergine, quella vergine si preoccupa delle
cose del Signore per essere santa nel corpo e nello spirito, ma
la sposata si preoccupa delle cose del mondo, del come possa piacere
al marito" 1° Corinzi 7:32,33,34. In questi versetti Paolo,
rimarca la responsabilità di chi vuole sposarsi ed i doveri che
il matrimonio comporta. Quindi chi decide di fare questo passo,
deve essere conscio delle responsabilità a cui andrà incontro.
Sarebbe meglio, quindi, se qualcuno non si sente pronto per queste
responsabilità, di non sposarsi e chi lo fa senza aver vagliato
bene tutto, è sicuramente un irresponsabile. Salomone dice: "Questa
è la tua parte nella vita e nella fatica che compi sotto il sole"
Ecclesiaste 9:9 ovvero questa è la parte che dovrà impersonare
chiunque voglia sposarsi e non si può tirare indietro. La vita
non è facile, ma chi desidera costruire una famiglia con un'altra
persona deve essere conscio o conscia che deve essere sottoposta
alla fatica ed ai problemi che si incontrano nel cammino, solo
uniti ed insieme li supereranno.
I Figli: I figli son una patrimonio della famiglia, un dono di
Dio. Quando uno dei due coniugi rifiuta questa benedizione si
crea un clima di contrapposizione accompagnato da una grande conflittualità
che si manifesta nell’inclinazione del rapporto familiare. La
Parola di Dio dice: "Ecco i figli sono come un eredità che
viene dall’Eterno, il frutto del seno materno è un premio"
Salmo 127:3; ed ancora: "Chi è simile all’Eterno, all’Iddio
nostro, che siede sul trono in alto……che fa abitare la sterile
in famiglia qual madre felice dei figli" Salmo 113:3,9. Oggi
si ricercano sempre nuovi metodi per non avere figli, mediante
uso di anticoncezionali e creme di varia natura o altri ritrovati;
il motivo di fondo di questa scelta è datato dalla svincolo di
responsabilità,a cui uno dei due coniugi andrebbe incontro. Le
sacre scritture annettono molta importanza, invece, alla donna
gravida e ai figli: nel Vecchio Testamento la donna sterile era
oggetto di scherno perché le donne che partorivano i figli erano
tenute in considerazione maggiore. Oggi, invece, la maggior parte
delle donne rifiuta questo dono, ovvero l’esser feconde. La maggior
parte delle donne rifiuta questo dono, e preferisce, "sterilizzarsi"
con procedure cliniche, chimiche e fisiche. C’è anche da dire,
tuttavia, che gli anticoncezionali sono diventati una drammatica
routine, mettendo a rischio la salute e la vita di chi ne fa uso,
ed un rischio su tutti è rappresentato dall’embolia polmonare,
causata dall’azione diretta della pillola medesima che sfalsa
il valore (fisiologico) coagulativo del nostro sangue, determinandone
l’alterazione e quindi la causa di cui sopra esposta. Tuttavia
le pillole anticoncezionali sono responsabili, tra l’altro, tumori
alle ovaie, accumulo notevole di tessuto adiposo, ecc…..Gli aborti
sono delle grandi tragedie e sono diventati omicidi autorizzati
e legali. Tutte queste cose portano la coppia a vivere empiamente
una vita separata da Dio e dai Suoi comandamenti.
DOMANDE SUL MATRIMONIO
IL RIMATRIMONIO E’ AMMESSO DOPO AVER DIVORZIATO?
Molti responsabili di denominazioni di vario tipo approvano un
nuovo matrimonio dopo un divorzio. Le loro argomentazioni sono
rivolte ad una particolare espressione citata da Gesù nel cap.
19:9 di Matteo: "ora io vi dico che chiunque manda via la
propria moglie, eccetto in caso di fornicazione, e ne sposa un'altra
commette adulterio; e chi sposa colei che è stata mandata via,
commette adulterio". Il loro fondamento si basa su "quell’eccetto
che", per suffragare le loro affermazioni rimandano in Deuteronomio
24:1: "Quando uno prende una donna e la sposa, se poi avviene
che essa non gli è più gradita perché ha trovato in lei qualcosa
di vergognoso, scriva per lei un libello di ripudio, glielo dia
in mano e la mandi via da casa sua. Se lei esce da casa sua e
va e diviene moglie di un altro uomo……". In altre parole
il ragionamento sarebbe questo: si prende una moglie si vede qualcosa
che non va (adulterio) e la manda via, sposandone un'altra. Tradotto
in termini attuali se un credente od una credente hanno le prove
di esser stati traditi, mediante adulterio, possono mandar fuori
di casa il rispettivo coniuge e risposarsi. Quindi in questo caso
paragonando Deuteronomio 24:1 con Matteo 19:9 il "qualcosa
di vergognoso" sarebbe l’adulterio; dice realmente questo
la Parola di Dio? Scopriamo cosa dice la Bibbia in merito al termine
"qualcosa di vergognoso" e leggiamo in Deuteronomio
22:13-17: "Se un uomo sposa una donna, entra da lei e poi
la prende in odio, e l’accusa di cose vergognose e le fa una cattiva
reputazione e le fa una cattiva reputazione, dicendo: " ho
preso questa donna, ma quando mi sono accostato a lei non ho trovato
i segni della verginità" il padre e la madre della giovane
prenderanno i segni della verginità della giovane e li mostreranno
agli anziani, alla porta della città e il padre della giovane
dirà agli anziani: "Io ho dato mia figlia in moglie a quest’uomo,
ma egli l’ ha presa in odio, ed ora l’accusa di cose vergognose
, dicendo " non ho trovato in tua figlia i segni della verginità"
Ecco, quindi, il qualcosa di vergognoso lo si capisce al verso
17. Quindi in questo caso "la cosa vergognosa" è la
perdita della verginità, e non l’adulterio, come molti cercano
di sostenere e giustificare i rimatrimoni. Un'altra considerazione
da fare è quella che qui non parla di coppie già sposate da anni……ma
solo di persone che si sono appena sposate o per meglio dire fidanzate,
nell’atto imminente di sposarsi. In quel caso, e solo in quello,
la legge prevedeva che l’uomo poteva rimandare dai genitori la
moglie appena sposata o fidanzata. La parola sposata o fidanzata
nel linguaggio e nel pensiero Ebraico hanno lo stesso significato,
sebbene i due termini si riferiscano a due momenti diversi della
loro vita: la scelta e l’incominciare una nuova vita insieme.
Nell’atteggiamento di Giuseppe, sposo di Maria, troviamo la realizzazione
pratica di questo aspetto legale della Torah: "Allora Giuseppe
suo sposo, che era un uomo giusto e non voleva esporla ad infamia,
deliberò in cuor suo di lasciarla segretamente. Ma mentre rifletteva
su queste cose, ecco che un angelo del Signore gli apparve in
sogno dicendo: " Giuseppe figlio di Davide, non temere di
prendere con te Maria come tua moglie, perché ciò che è stato
concepito in lei è opera dello Spirito Santo" Matteo 1:19,20.
Da questi due passi si possono fare le seguenti considerazioni:
a) la prima che Giuseppe e Maria non erano ancora sposati, ma
solo promessi (verso 20) b) la seconda che Giuseppe era a conoscenza
di quello che prevedeva la legge, ossia esponendo Maria ad infamia
(libello di ripudio) essa sarebbe stata lapidata……..quindi l’adulterio
non c’entra assolutamente ed in ogni caso si riferisce, come sopra
accennato a coppie promesse(fidanzate), ma non sposate. Quando
due persone si sposano non è più attuabile quell’eccezione che
Gesù fece, in quanto Egli si riferiva a delle persone che erano
promesse spose, ma non sposate. Quindi appare abbastanza pretestuoso
voler attribuire a Gesù delle cose che Egli stesso non può condividere.
Vediamo ora i termini che ci interessano: Adulterio: "Si
dice di un uomo sposato, o meno, che si prende la moglie di un
altro; oppure di una donna in quella situazione, in altre parole:
il tradimento, ossia una violazione volontaria del contratto o
patto matrimoniale da uno dei due attraverso relazioni con terze
persone". Fornicazione: "Relazioni sessuali illecite
tra non sposati o relazioni tra persone sposate". Stabilito
quindi che la fornicazione ha un significato e l’adulterio ne
ha un altro, facciamo una disamina più attenta di quello che Gesù
dice ai farisei, al verso 6 cap. 19: "l’uomo non separi quello
che Dio ha unito" ed ancora il verso 8: "…..fu per la
durezza dei vostri cuori che Mosè vi ha permesso di ripudiare
le vostre mogli, ma da principio non era così". Questi sono
i famosi versetti che precedono la famosa affermazione di Gesù
al verso 9, di cui oggetto della nostra riflessione e studio.
Nei versetti sopra citati, Gesù, ribadisce non soltanto l’indissolubilità
del matrimonio, ma soprattutto il parere contrario di Dio ad altre
unioni dopo il primo matrimonio. L’Apostolo Paolo nell’epistola
ai Corinzi 7:39 scrive: "La moglie è vincolata per la legge
per tutto il tempo che vive suo marito; ma se il marito muore
essa è libera di maritarsi con chi vuole, purché sia nel Signore"
concludiamo dicendo che l’adulterio era contemplato in uno di
quei cinque casi, dove era prevista la lapidazione per la donna,
ma non il rimatrimonio per il marito.
Se una persona si è separata o divorziata si risposa , prima
Di convertirsi e conoscere Gesù come suo personale Salvatore È
adultera? Se una coppia di cui un componente o tutt’due Sono già
divorziati , convivendo insieme Prima di convertirsi Quando si
convertono si sposano Sono adulteri?
Frazionando la domanda in due parti valuteremo meglio le risposte
da dare. Premesso che il mio atteggiamento non è carico di effetti
polemici su chi ha idee diverse, e, rispettando il modo di pensare
altrui,sull’argomento, dico che ci sono due tendenze: una legalistica
e l’altra liberale; entrambe possono essere dimostrate biblicamente,
questo tuttavia non dimostra che ognuna di queste tendenze sia
quella giusta, per un motivo ben preciso gli eccessi da una parte
e dall’altra possono portare a degli estremismi molto pericolosi,
e, sicuramente non contribuiscono a fare chiarezza sull’argomento
e mai lo faranno, non addivenendo a nulla di costruttivo. Vediamo
la posizione "legalistica": " La legge matrimoniale
fu stabilita nel giardino dell’Eden, prima di Abramo, della Legge,
prima delle Pentecoste. Questa legge matrimoniale si applica a
tutti i discendenti fisici di Adamo ed Eva". In altre parole
significa che chi si sposa è vincolato ugualmente anche se non
è a conoscenza della verità; quindi la conversione è indipendente
dal matrimonio. Volendo commentare queste affermazioni si potrebbe
dire che in parte si può essere d’accordo, qualora noi considerassimo
il piano di Dio in una prospettiva generale, ossia i Suoi progetti
verso l’uomo. Tuttavia, rilanciare in modo eccessivo e stucchevole
codeste affermazioni, con poco equilibrio, sconfiniamo in un estremismo
"religioso" che rappresenta un rischio enorme per la
vita spirituale degli altri e della nostra. Un radicalismo che
può portare ad assumere delle posizioni "intransigenti"
ed errate. Il primo rischio che si corre è che vogliamo pensare
con la mente di Dio, in altre parole sostituirci a Dio, è questo
comprenderete non è possibile. Il secondo è la perdita di misericordia
e perdono, affermazioni del tipo: "credendo soltanto uno
che ha dei debiti non li cancella dai registri fiscali, né lo
può fare Dio(questa, veramente è un piccola presunzione, costellata
da un pragmatismo equivalente ad un mancanza di fede in Dio),
oppure, "credendo soltanto, ad uno che è stato condannato
all’ergastolo, non gli viene commutata la pena; infine "credendo
soltanto, una ragazza incinta, rimarrà tale, ed il frutto della
colpa non scompare", manifestano apertamente uno spirito
radicale, sinonimo di mancanza di misericordia verso il prossimo
e un atteggiamento predisposto al non perdono. Il terzo ed ultimo
rischio la spaccatura di famiglie intere e il vanificare dell’opera
dello Spirito Santo; il quale convince di peccato e giustizia,
fa in modo che le persone accettino Cristo nella loro vita, e
poi si trovano costrette a prendere decisioni che li possono portare
lontani della verità. Ci vuole equilibrio in tutte le cose: non
si può dire a due coniugi appena convertiti e sposati, già prima
della conversione, ed hanno probabilmente dei figli, a seguito
del matrimonio medesimo, di lasciare il presente coniuge e ritornare
con il precedente. Facendo così si distrugge una famiglia e si
scandalizzano dei nuovi credenti. Bisogna che lasciamo a Dio il
compito di giudicare , è Lui quello che giudica tutti! Noi non
siamo Dio, né possiamo essere arbitri della vita altrui. Questo
atteggiamento estremistico ci porta a rassomigliare più ai farisei
che a Gesù. Gli esempi della donna adultera, di Zaccheo, di Maria
Maddalena e di altri personaggi biblici, ci devono far riflettere
sul fatto che Gesù non ragionava in maniera estremistica. Se vogliamo
essere legalisti lo dovremmo essere in tutte le cose, e, non scusare
determinati tipi di peccato, definendoli tradizioni o cose irrilevanti.
Vediamo ora la posizione "liberale", la giustificano
con un’affermazione biblica di Gesù: ovvero quando disse che Davide
entrò nel giorno di Sabato nel tempio e mangiò i pani di presentazione,
li mangiò perché aveva fame e non peccò, e concludono dicendo
che Dio non guarda l’esteriore, ma l’interiore. Anche questa è
una tesi estremistica ed errata. Davide, invero, entrò nel tempio
nel giorno di sabato, ed è anche vero che mangiò i pani di presentazione
e li diede ai suoi soldati. Inoltre è certo che non poteva farlo
e non peccò, ma perché? Per la ragione che Gesù in quell’affermazione
esalta l’attaccamento di Davide verso la casa del Signore, ed
invece di andare verso altri luoghi, andò proprio nel tempio per
il cibo. Non tutto quello che vogliamo fare, possiamo farlo! Dio
ha l’ultima parola su ogni nostra decisione e Lui che comanda!
Egli non appoggia sempre il nostro modo di fare, che a noi può
sembrare quello giusto, sostenendo che Dio guarda il cuore, tuttavia
Egli guarda anche altre cose.
Cosa dice la Parola di Dio?
"Negli altri casi? Ciascuno continui a vivere nella condizione
che Dio gli ha assegnato e come il Signore lo ha chiamato; così
ordino in tutte le chiese. Qualcuno è stato chiamato quando era
circonciso? Non diventi incirconciso; qualcuno era incirconciso?
Non si faccia circoncidere; la circoncisione è nulla e l’incirconcisione
è nulla; ma quel che importa è l’osservanza dei comandamenti di
Dio. Ciascuno rimanga nella condizione nella quale è stato chiamato"
1° Corinzi 7:17,18,19,20
Molti sostengono che Paolo, nel brano della Parola di Dio sopra
esposto, si riferisca unicamente alla condizione di schiavo, della
circoncisione, incirconcisione, ecc………non certo dell’argomento
matrimoniale. Sebbene l’apostolo, in questi versetti, faccia riferimento
alla circoncisione ecc………, ci si deve anche chiedere il nesso
od il senso della circoncisione medesima oppure della incirconcisione,
in un contesto "esclusivamente" matrimoniale nella sua
globalità. Qual è la ragione? È evidente che Paolo porta questo
nesso in un contesto matrimoniale, in quanto la circoncisione
e l’incirconcisione, ai tempi di Paolo, poteva costituire un motivo
prevaricante verso i matrimoni e ne poteva limitare la durata
od addirittura provocarne la rottura. Oggi non esiste questo problema,
ma ne esistono altri, come questo che stiamo trattando, parimente
prevaricanti e distruttivi (nel senso matrimoniale). Ecco perché
Paolo tratta questo argomento nella struttura del capitolo riguardante
il matrimonio, altrimenti, se vi fosse stato un riferimento diverso,
non avrebbe avuto senso; la circoncisione e l’incirconcisione
ai tempi di Paolo, fu responsabile della fine di parecchi matrimoni
che causò tensioni e conflitti enormi all’interno delle coppie.
Qualcuno si può chiedere oggi: che cosa c’entra la circoncisione
o l’incirconcisione con i divorziati separati? La domanda è legittima
e proveremo a rispondere, sezionando i passi sopra citati attentamente.
- Negli altri casi: perché Paolo si esprime in questo modo? Quali
casi aveva trattato in precedenza? Del rapporto fra l’uomo e la
donna, del fidanzamento e dei matrimoni misti; questi casi fanno
parte esclusivamente di un contesto esclusivamente matrimoniale,e
non si notano altri casi al di fuori dell’ottica matrimoniale,
quindi………..non si capisce perché doveva esserlo diversamente.
- Ciascuno continui a vivere nella condizione che Dio gli ha
assegnato: quale poteva essere in quel caso la condizione che
Dio aveva assegnato? Sicuramente la circoncisione e l’incirconcisione
poteva esserlo, come oggi può essere costituita dalle problematiche
sopra esposte. Dio ordina ad una persona di restare nella condizione
con cui è stato chiamato, ovvero, convertito (escluso la convivenza,
ovviamente). Se una persona accettando Cristo nella sua vita,
proviene da un divorzio e da una successiva convivenza e si sposa
con la nuova compagna ed hanno dei figli, deve rimanere nella
condizione in cui è stato chiamato. Qui la Parola di Dio è abbastanza
chiara non lascia nessun dubbio. Sarebbe incredibile che il coniuge
lasci un nuovo rapporto ed una nuova famiglia, per ritornare dal
vecchio coniuge.
- Come il Signore lo ha chiamato: che senso ha il "come"?
Qui Paolo si riferisce al momento in cui una persona si converte
e conseguentemente la posizione che egli ha.
- Quel che importa è l’osservanza dei comandamenti: Paolo qui
volle dire che seguire Dio ed i suoi comandamenti era di gran
lunga la cosa più giusta da fare.
- Così ordino a tutte le chiese: ciò vuol dire che ogni chiesa
o comunità di quel tempo, seguiva questi ordinamenti rilasciati
da Paolo, e, non li metteva certo in discussione, perché dovremmo
farlo noi oggi?
Concludendo possiamo dire che se una coppia già sposata , ha
avuto matrimoni precedenti, prima di conoscere il Signore ed accettare
la verità, non è in una condizione di condanna, per il semplice
motivo che in precedenza non conosceva la verità, e questo diventa
vincolante. Qualcuno può storcere il naso davanti a queste affermazioni
e usare il famoso detto: "la legge non ammette ignoranza"
sostenendo che colui che si sposa o colei, devono esser "per
forza" a conoscenza delle regole matrimoniali citate dalla
Bibbia. A questa dissertazione rispondo con due domande: quante
persone conoscono la Bibbia e sanno cosa essa contiene? Quante
persone l’ hanno mai letta? Le statistiche affermano che il 50%
della popolazione adulta nel mondo non sa cosa sia la Bibbia,
per non averla mai letta, ed inoltre pochi conoscono i libri della
Bibbia e ciò che essi contengono, quindi…………..A buon intenditore,
poche parole. Sostenere che le regole matrimoniali si devono saper
ugualmente, è fuori luogo, e diventa, inoltre, fuorviante fare
un’affermazione del genere. Molti non conoscono le leggi terrene,
quindi come si fa a sostenere che debbano per forza conoscere
o sapere quello che dice la Bibbia. Ma una volta convertiti, leggendo
la Bibbia vengono a conoscenza della verità e comprenderanno meglio
cosa fare . Queste coppie non sono adultere per il semplice motivo
che prima della conversione già erano in questo stato, è questo
diventa determinante per la ragione sopra citata, ecco perché
l’apostolo Paolo sostiene che rimangono nella condizione in cui
sono stati chiamati.
È ammesso un matrimonio misto?
Come argomento di origine generale, le scritture non sono consenzienti
ai matrimoni misti, tuttavia come è stato visto in precedenza,
in relazione al cap. 2 verso 14 di Malachia, Iddio è testimone
del patto d’amore o pseudo tale che sanciscono due persone sposandosi,
suo malgrado, Dio è testimone di questo matrimonio che i due coniugi
devo rispettare. In questo caso diventano responsabili dei loro
comportamenti durante la loro vita matrimoniale. Pur non di meno,
l’apostolo Paolo, in 1° Corinzi 1:13,14,15,16, espone la problematica
di un matrimonio misto, ossia, un coniuge credente da una parte
ed un altro non credente (o di confessione diversa) da un'altra:
"Ma agli altri, dico io, non il Signore: se un fratello ha
una moglie non credente, e questa acconsente di abitare con lui,
non la mandi via. Anche la donna che ha un marito non credente,
se questi acconsente di abitare con lei, non lo mandi via, perché
il marito non credente è santificato dalla moglie, e la moglie
non credente è santificata dal marito, altrimenti i vostri figli
sarebbero immondi; invece, ora, sono santi. Se il non credente
si separa, si separi pure; in tal caso il fratello o la sorella
non sono più obbligati; ma Dio ci ha chiamati alla pace. Infatti
che ne sai tu, moglie se salverai tuo marito? Ovvero che ne sai
tu marito, se salverai la moglie?". Prima di passare al vaglio
dei passi sopra esposti, vorrei fare una precisazione: le situazioni
che Paolo espone in questi passi non si riferiscono ad una coppia
prima di sposarsi, ma ad un matrimonio già avvenuto, dove uno
dei due coniugi e convertito , mentre l’altro no!. Questo per
chiarire il concetto; nei primi tre versetti (12, 13, 14) si realizza
la situazione in cui uno dei due coniugi è convertito, l’altro
rimane nel suo stato iniziale. In questo modo viene a crearsi
un clima di collaborazione e di piena ed amorevole comprensione
fra la coppia: il credente non deve mandare via il non credente,
anche se questi, non accetta o non è d’accordo le idee del coniuge
credente. Così permane nel non credente la volontà di non separarsi
dal credente o dalla credente. Si realizza, in questo modo, dentro
la famiglia, una benedizione e santificazione sul coniuge non
credente e sui figli, a causa della presenza del coniuge credente,
ovvero Iddio benedice tutta la famiglia. Si può verificare, anche
il caso opposto, vale a dire l’incompatibilità fra i due coniugi
estesa soprattutto a motivo della fede, e si lasciano: in questo
caso il credente o la credente non sono obbligati a trattenere
il coniuge non credente; tuttavia Paolo al verso 16 spinge il
coniuge credente a ricercare sempre la riconciliazione (verso
16) . Come spiegato sul Divorzio, Iddio è sempre contrario alle
separazioni, di qualsiasi origine, all’interno del matrimonio.
Obiezioni
Come sopra accennato, Dio non è d’accordo con la separazione
come esaurientemente trattato in precedenza.
La separazione o pseudo tale avviene per motivi di fede e non
di diversa natura
Paolo nel prologo dei versetti sopra citati tende ad evidenziare
che si tratti di una sua opinione, infatti sottolinea: non il
Signore, ma io; e che quindi non era un comandamento di Dio
Molti pastori o anziani di chiese, in genere, hanno autorizzato
i matrimoni misti, senza avvisare prima il credente o la credente
dei rischi che si incontrano in un matrimonio simile; infatti
nel versetto 14 dello stesso capitolo (7) dove si fa riferimento
al coniuge non credente, santificato dalla presenza del coniuge
credente, viene frainteso. Permettendo così fidanzamenti e quindi
matrimoni con persone che non professano la stessa fede giustificandolo
con la solita frase: "il non credente è salvato lo stesso,
indipendentemente se accetta o meno, a causa del coniuge credente".
Questo è un grosso errore dottrinale, la salvezza dell’anima è
individuale e non collettiva, ed inoltre come prima detto Iddio
è contrario a matrimoni misti (2° Corinzi 6:14-16 )