La Grazia dell'Eterno

Chiesa Cristiana Evangelica Pentecostale

Studi biblici: il matrimonio

 

Dopo alcune domande ,che mi sono giunte nella Rubrica "Posta e risposta", sul Matrimonio, ho deciso di fare uno studio globale e specifico sull’argomento. Questa sarà un opera completa, poiché comprenderà tutti gli aspetti del matrimonio compreso le obiezioni sul medesimo, delle problematiche sociali del matrimonio ed infine dagli aspetti puramente dottrinali ed esegetici; uno studio, quindi, che tratterà tutti gli argomenti possibili visti nella prospettiva matrimoniale.

La scelta del compagno/compagna

È preferibile in un contesto matrimoniale che entrambi i coniugi siano credenti, ovvero appartenenti alla stessa idea e fede. Cosa significa la parola credente? Consultando un comune dizionario della Lingua Italiana è "un aderente ad una religione o fede, seguace, convinto di una idea, di una dottrina". Nel greco neotestamentario la parola pisteuon assume il significato di "colui che crede in Gesù Cristo". Da Pistos "degno di fede o di essere creduto" quindi "fedele, fidato e leale" . La Parola di Dio dice: "E il mio Signore mi ha fatto giurare dicendo:" non prenderai per mio figlio una moglie tra i figli dei Cananei, nel paese dei quali dimoro" Genesi 24:37. In questo passo Abramo ordina al suo servo di cercare una moglie per suo figlio Isacco, del suo paese d’origine, perché i costumi dei Cananei era pagani e non adoravano Dio ma altri dei.

Il matrimonio deve essere nel Signore

Consultiamo alcuni versetti della Parola di Dio:

- "La vedova è libera di maritarsi con chi vuole, purché sia nel Signore" 1° Corinzi 7:39

- "Allora i figli di Giacobbe risposero a Sichem e Hamor suo padre e parlarono loro con astuzia, perché Sichem aveva disonorato Dina loro sorella, e dissero loro: "Non possiamo fare questa cosa, e cioè dare la nostra sorella a uno che non è circonciso, perché questo sarebbe per noi un disonore. Soltanto a questa condizione acconsentiremo alla vostra richiesta; se voi diventerete come noi, facendo circoncidere ogni maschio tra voi. Allora noi vi daremo le nostre figlie, abiteremo con voi come un solo popolo……E il giovane non indugiò a fare la cosa, perché voleva bene alla figlia di Giacobbe ed era l’uomo più onorato in tutta la casa di suo padre" Genesi 34:13, 14,15,16,19.

- "Or Esaù vide che Isacco aveva benedetto Giacobbe e lo aveva in mandato in Paddam-Aram per prendersi là sua moglie, e nel benedirlo, gli aveva dato quest’ordine: " non prender moglie tra le figlie di Canaan" Genesi 28:16

- "Non fare alcuna alleanza con gli abitanti del paese, perché, quando essi si prostituiscono ai loro dei ed offrono sacrifici ai loro dei, qualcuno di essi ti inviti e tu mangi dei loro sacrifici, e prenda delle loro figlie per i tuoi figli, e le loro figlie si prostituiscano ai loro e inducano i tuoi figli a prostituirsi ai loro dei" Esodo 34:15.

- "Allora il sacerdote Esdra si levò e disse loro: "Voi avete accresciuto la colpa di Israele, sposando donne straniere e avete peccato" Esdra 10:10.

- "Dovremo dunque udire di voi che commettete questo grande male, che peccate contro nostro Dio, prendendo mogli straniere?" Nehemia 13:27.

- "Non vi mettete con gli infedeli sotto un giogo diverso, perché quale elazione c’è tra la giustizia e l’iniquità? E quale comunione c’è tra la luce e le tenebre? E quale armonia c’è fra Cristo e Beliar? O che parte ha il fedele con l’infedele?" 2° Corinzi 6:14,15,16.

I versetti sopra esposti sono talmente chiari e comprensibili che non necessitano alcun commento ed al buon intenditore non credo sia sfuggito il significato e quello che vuole Dio!

Sposarsi quando si va d’accordo


- "Il cuore di suo marito confida in lei e avrà sempre dei guadagni" Proverbi 31:1

- "Due persone camminano insieme se prima non si sono concertati?" Amos 3:3

Esempi negativi di Matrimonio

- Il popolo ai tempi di Noè:

"Le persone si ammogliavano e si maritavano fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca; e venne il diluvio e li fece perire tutti" Luca 17:27

- Davide e Mika:

"Come tornava per benedire la sua famiglia, Mikal, figlia di Saul, uscì ad incontrare Davide e gli disse: " Quanto degno di onore è stato oggi il re d’Israele a scoprirsi davanti agli occhi delle serve dei suoi servi, come si scoprirebbe un uomo del volgo". Allora Davide rispose a Mikal: " l’ ho fatto davanti all’Eterno che mi ha scelto invece di tuo padre e di tutta la sua casa per stabilirmi principe d’Israele" 2° Samuele 6:20-23.

- Sansone:

Il giudice, che volle prendere per moglie una pagana e poi fu atrocemente tradito, affrontando le esperienze più umilianti.

- Salomone:

Il re d’Israele che sposò la figlia del Faraone e fu condotto all’idolatria ed allo sviamento. Di lui è stato detto: "Salomone re d’Israele, non peccò egli forse appunto in questo? E certo fra molte nazioni non ci fu re simile a Lui; era amato dal suo Dio, e Dio l’aveva fatto re di tutto Israele, nondimeno le donne straniere lo fecero peccare" Nehemia 13:26.

- Achab:

Il re d’Israele che prese per moglie Iezebel, figlia del re dei Sidoni, sacerdotessa del dio Baal, e andò a servire Baal, a prostrarsi dinanzi a lui(1° Re 16:31). Fu così spinto alla corruzione che lo portò ad edificare un tempio agli idoli di Baal ed Astarte.

- Iehoram:

Re di Giuda che aveva preso Athalia, figlia di Iezebel. Dopo la morte del marito e del figlio fece un colpo di stato e distrusse tutta la famiglia reale, pur mantenendo l’idolatria a Gerusalemme.

- Esther:

L’ebrea che sposò Assuero, sovrano pagano di Persia; il suo matrimonio fu un successo dal punto di vista politico, perché gli ebrei ottennero giustizia e libertà nell’ambito dell’Impero. Ma ella non riuscì a convertire alla fede dell’unico e vero Dio il proprio augusto marito.

Esempi positivi di Matrimonio


- Ruth:

La moabita è l’unico caso di matrimonio misto riuscito con esito positivo. Pagana, aveva sposato un Ebreo, dopo la prematura morte del marito, si ecise ad abbandonare l’idolatria per seguire l’Unico Vero Dio.

 

ORIGINE DEL MATRIMONIO


La sua origine
Colui che l’ ha originato
La sua origine:

La Parola di Dio insegna che il matrimonio è un istituzione divina: "Poi l’Eterno Dio disse:" non è bene che l’uomo sia solo, io gli farò un aiuto convenevole". Così il Signore fece addormentare Adamo e con una delle sue costole formò la donna" Genesi 2:18 "………E la menò all’uomo" Genesi 2:22.

"Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua moglie, e saranno una stessa carne" Genesi 2:24.

La Bibbia ci mostra che fino ad allora esistevano una donna ed un uomo, come individui separati, non una stessa carne; Allora Adamo fece una confessione d’accoglienza: "E l’uomo disse questa è ossa della mie ossa e carne della mia carne. Ella sarà chiamata donna". Quando questa dichiarazione di accoglienza fu fatta, un prodigio perfetto ebbe luogo. Due individui furono resi una stessa carne. Questo fu confermato da Malachia quando dichiarò che Dio era dispiaciuto con il popolo giudeo perché aveva agito perfidamente verso le loro mogli: "Eppure dite:"Per quale ragione?" Poiché l’Eterno è testimone fra te e la moglie della tua giovinezza verso la quale ti sei comportato perfidamente benché ella sia la tua compagna e la moglie del tuo patto" Malachia 2:14. In Genesi cap. 2, Adamo ricevette verbalmente Eva come suo aiuto convenevole e Dio li rese una stessa carne. Non bisogna trascurare questa verità: tale voto od atto di accoglienza di Adamo è vitale se vogliamo comprendere le basi e il processo con cui Dio unisce due persone in matrimonio. Un giudice di pace, con ufficiale o pubblico notaio "Dichiara", marito e moglie, mentre Dio li unisce formandoli una sola carne, e questo il concetto: dichiarare non significa unire!. In Marco 10:6-9, Gesù conferma questa esperienza originaria come il piano perfetto di Dio: "Ma al principio della creazione iddio li fece maschio e femmina. Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre, e i due saranno una sola carne, talché i due non sono più due, ma una stessa carne. Quello che dunque Dio ha unito l’uomo non separi" si dovrebbero notare diverse cose da questo versetto:

Primo: la confessione verbale pronunciata da Adamo nel giardino e riaffermata da Gesù, come una situazione del tipo "una stessa carne"

Secondo: l’atto di renderli "una stessa carne" fu un atto di Dio e non dell’uomo.

La parola "unirsi" nel greco è Proskollomai e significa "esser cementati, incollati, attaccati saldamente, implicando una situazione permanente" "quello che Dio ha unito(letteralmente unirsi sotto ad un giogo) era un incollarsi permanentemente (unirsi, soggiogarsi).

Le relazioni sessuali non stabiliscono la relazione di tipo una stessa carne.
Le relazioni sessuali sono solo un privilegio del matrimonio, ma non lo stabiliscono.ecco alcuni esempi che ci offrono le sacre scritture sull’argomento:

- Davide e Betsabea: 2° Samuele 11

- Una donna colta in adulterio: Giovanni 8

- L’insegnamento di Cristo in Luca 16:18: "chiunque manda via la propria moglie e ne sposa un’altra commette adulterio; e chiunque sposa una donna mandata via dal marito, commette adulterio".

La parola sposa è usata chiaramente per sottintendere che il sesso era implicato nella seconda relazione, oppure Gesù non disse che sarebbero diventati una stessa carne. Il buon senso ci dice che se le relazioni sessuali costituissero il matrimonio, allora non esisterebbero la fornicazione; se l’atto fisico rendesse una coppia "una stessa carne" allora dal momento, in cui l’atto viene consumato, l’uomo e la donna diventerebbero una stessa carne e darebbero luogo ad una cosa onorabile. Si potrebbe obiettare che in 1° Corinzi 6:16 sta scritto: "Non sapete voi che chi si unisce a una meretrice è un solo corpo con lei? I due infatti, dice il Signore, sono una stessa carne" la parola chiave in questo versetto è uniti che viene dalla parola greca Kollomai, quest’ultima viene dalla radice Kollao che il significato di "incollare o cementare insieme". Se si paragona questa con un'altra usata per unirsi ovvero Proskollomai: anche questo termine viene dalla stessa radice di Kollao, ma è una forma rinforzata. L’espressione greca Proskollomai è anche usata in Efesini e riguarda la relazione tra la moglie ed il marito: "Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà(proskollomai ) a sua moglie, e i due diventeranno una stessa carne" Efesini 5:11. Questo unirsi parla di un tipo di legame permanente, un essere incollati o cementati, come in Matteo 19:5 dove si parla di unione matrimoniale, sta testificando semplicemente che se un uomo è sposato, ovvero "incollato" ad una donna, e dopo scopre che è prostituta, questa è ancora sua moglie ed una stessa carne con lui. È Dio che li rende una stessa carne, attraverso il voto. La prova scritturale la troviamo in Genesi capitolo 38, dove narra la storia di Giuda; Giuda ebbe tre figli Er, Omar e Scelah. Er sposò Tamar (verso 6), ma prima di poter avere figli, il Signore fece morire Er a causa della sua malvagità (verso 7). Dopo questo, secondo il costume di quei giorni, Giuda disse al suo figlio maggiore Omar di sposare Tamar e generare un figliuolo, per portare il nome di suo fratello (verso 8). Omar disobbedì suo padre a causa dell’egoismo e sparse il seme per terra; il Signore lo fece morire (versi 9 e 10). In seguito Giuda disse a Tamar di aspettare che suo figlio più giovane diventasse uomo, tuttavia lei vide subito che anche Scelah non avrebbe fatto il suo dovere; così quando seppe che la moglie di giuda era morta, si informò dove questi andasse ed essendo disperata non avendo ancora un figlio con il nome di suo marito, si camuffò da prostituta e lo sedusse lungo la strada . Per la sua prestazione Tamar richiese il sigillo, il cordone ed il bastone, finché Giuda non l’avrebbe pagata(versi 12 e 18). Più tardi quando Giuda seppe che Tamar era incinta comandò che fosse bruciata ( verso 24), fu allora che Tamar esibì gli oggetti del pegno per dimostrare a Giuda che era lui il padre dei gemelli che stavano per nascere (verso 25). Allora Giuda riconobbe di essere in torto (nota: né Giuda né Tamar accennarono al fatto che questa relazione sessuale, essendo stato come il servizio di una prostituta, li avesse resi uniti come una stessa carne. Al contrario la loro relazione ritornò ad essere quella che era stata in precedenza; "ed egli non ebbe più relazioni con lei" (verso 26)). In Giudici 16:1 Sansone a Gaza ha rapporti con una prostituta ma questo non significa che si sono sposati e fossero una sola carne. Diverso è il caso del profeta Osea dove il Signore gli ordina di sposare una prostituta: Gamer; nonostante lei fosse una prostituta, Osea era legato a causa del voto. Quindi Paolo fa quell’affermazione in 1° Corinzi 6 per significare che se uno si unisce ad una donna, anche se prostituta sono una stessa carne a causa dei voti che hanno preso. Ecco dei versi biblici di completamento:

"Ignorate, fratelli miei (perché parlo a persone che hanno conoscenza della Legge ) che la legge ha il potere sull’uomo fino a tutto il tempo che egli vive? Infatti una donna sposata e per la legge legata al marito finché egli vive, ma sei il marito muore, ella è sciolta dalle legge del marito. Perciò se mentre vive ella diventa moglie di un altro uomo, sarà chiamata adultera; ma quando il marito muore ella è liberata da quella legge, per cui non è considerata adultera se diventa moglie di un altro uomo." Romani 7:1 – 3.

"Ora riguardo alle cose di cui mi avete scritto, sarebbe bene per l’uomo di non toccare donna. Ma a motivo della fornicazione, ogni uomo abbia la propria moglie e ogni donna il proprio marito. Il marito renda alla moglie il dovere coniugale, e ugualmente la moglie al marito. La moglie non ha potestà sul proprio corpo, ma il marito; nello stesso modo il marito non ha potestà sul proprio corpo, ma la moglie" 1° Corinzi 7:1 –4

"Mogli siate sottomesse ai vostri mariti come al Signore, poiché il marito è capo della moglie, come anche Cristo è capo della Chiesa ed egli stesso è il Salvatore del corpo. Parimente come la chiesa è sottomessa a Cristo, così le mogli siano sottomesse ai loro mariti in ogni cosa. Mariti amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per le, per santificarla, avendola purificata col lavacro dell’acqua per mezzo della parola, per far comparire la chiesa davanti a sé gloriosa, senza macchia o ruga o alcunché di simile, ma perché sia santa e irreprensibile. Così i mariti devono amare le loro mogli, come ai loro corpi propri , chi ama la propria moglie ama se stesso. Nessuno infatti ebbe mai in odio la sua carne, ma la nutre e la cura teneramente, come anche il Signore fa con la chiesa poiché noi siamo membra del suo corpo, della sua carne e delle sue ossa " perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una stessa carne". Questo mistero è grande, or io dico in riferimento a Cristo e la chiesa. Ma ciascuno di voi ami la propria moglie come ama se stesso; similmente la moglie rispetti il marito" Efesini 5: 22 –32

Il Divorzio


Nel principio Dio ha stabilito i suoi principi; il mondo di oggi geme in pessime condizioni perché gli uomini non sorgano dalla mancanza di beni di consumo o da una inefficiente tecnologia, ma dall’avere respinto i comandamenti di Dio. Gesù parlando alle classi religiose del suo tempo, disse: "Voi prendete e annullate le dottrine di Dio insegnando le tradizioni degli uomini. Voi mi onorate con le vostre labbra ma il vostro cuore è lontano da me". Molti vogliono un Gesù che non interferisca con i loro piani; non cercano i chiari comandamenti di Dio, ma vogliono una religione che rappacifichi, in qualche modo la loro coscienza e permetta loro di dormire durante la notte. Certo si può avere comprensione per coloro che non conoscono Dio e ignorano la Sua Parola, ma siamo pervasi da attonita perplessità nel considerare coloro che si fregiano del nome di Cristo, reputandosi popolo timorato di Dio e che buttano da parte quello che Dio ha chiaramente rivelato essere caro, prezioso e santo ai Suoi occhi: "i due saranno uno….." è questo il principio di Dio! "Sia il matrimonio tenuto in onore da tutti; e sia il talamo incontaminato; in quanto Iddio giudicherà i fornicatori e gli adulteri" Ebrei 13:4……………."Eppure dite: "Perché? Perché l’Eterno è testimone fra te e la moglie della tua giovinezza, verso la quale ti conduci perfidamente benché ella sia la tua compagna, la moglie alla quale sei legato da un patto" Malachia 2:14. In quel tempo i valori morali e spirituali in Israele, erano così degenerati al punto che il matrimonio non veniva più rispettato, non era considerato santo, né qualcosa da preservare, ma veniva preso con molta superficialità. I versi 15 e 16 ci dicono: "Ma non li fece Dio uno e nondimeno lo Spirito rimase in lui? È perché mai uno? Poiché egli cercava una discendenza da Dio. Badate bene dunque al vostro spirito e nessuno si comporti perfidamente verso la moglie della sua giovinezza. Poiché l’Eterno dice che Egli odia il divorzio e chi copre con violenza la sua veste, dice l’Eterno degli Eserciti. Badate dunque al vostro spirito e non comportatevi perfidamente". Dio odia il divorzio, il ripudio; Dio non ha mai stabilito il divorzio, in nessun caso, come antitesi al matrimonio. Certo il peccatore non ha interesse per la Parola di Dio, e, quindi, non presta attenzione ai Suoi(di Dio) principi; a causa di questo motivo vive eternamente separato da Dio; il peccato è la causa della separazione da Dio, della concupiscenza, dell’egoismo e dell’avarizia. Dopo 2.500 anni da quando Dio aveva istituito per uomini senza peccato il matrimonio, Mosè diede l’atto del divorzio, per il popolo d’Israele: uomini di collo duro, sviati, ribelli, incirconcisi e duri di cuore. Mosè diede l’atto del divorzio, ma Dio non lo ha mai riconosciuto! Non avrebbe potuto mai farlo! Perché il Signore non cambia. Leggiamo in Numeri 23:19: "Iddio non è un uomo, che mentisce, né figliuol d’uomo perché si penta. Quando ha detto una cosa non la farà? O quando ha parlato non manterrà la parola?". Molte persone hanno fatto Dio a loro immagine e somiglianza secondo i loro piaceri e propri gusti; nel caso in Egli dovesse dire loro qualcosa che non piace ostacolando l’adempimento delle loro concupiscenze, allora si adoperano per cambiare gli insegnamenti di Dio e la Sua identità, proprio come facevano i farisei rendendo inefficaci i Suoi comandamenti, annullandoli e insegnando dottrine di uomini, e le loro tradizioni; in Malachia 3:6 troviamo scritto: "Così, volendo Iddio mostrare vie meglio agli eredi della promessa chiaramente il Suo consiglio, intervenne con un giuramento, affinché mediante due cose immutabili, nelle quali è impossibile che Dio abbia mentito, troviamo una potente consolazione noi, che abbiamo cercato il nostro rifugio nell’afferrare saldamente la speranza che ci era posta dinanzi".

I motivi del Divorzio

Il motivo principale del divorzio è rappresentato sicuramente nella maggior parte dei casi dall’adulterio e dalla fornicazione, comunque di queste cose ne riparleremo in seguito, sempre in questo studio. Cerchiamo di vedere, per il momento, tutti gli altri motivi, non meno importanti, che possono causare un divorzio:

Mancanza di fiducia reciproca: E’ singolare, notare, che questo avviene dopo alcuni anni di matrimonio, ciò avviene per motivi vari: lo stress, il senso di appagamento, l’eccessiva conduzione mondana della vita di coppia portano tutti su un "unica stazione": la mancanza di fiducia!. Due persone che hanno scelto di vivere tutta la loro vita assieme, devono trovare stimoli ed interessi che possano ricreare o rinnovare il rapporto intrapreso, al fine di godere, insieme, di una fiducia reciproca. Nel Libro dei Proverbi 31:11 è scritto: "Il cuore del marito si confida in lei e avrà sempre guadagni"; per arrivare ad avere una fiducia del genere,nei coniugi deve dimorare "l’amore" il quale rappresenta un rifugio nella tempesta della vita di tutti i giorni ed un calore quando fuori c’è il freddo. Consultiamo ancora la Parola di Dio e leggiamo in Ecclesiaste 9:9: "Godi la vita con la moglie che ami per tutti i giorni della tua vanità che egli ti ha concesso sotto il sole per tutti i giorni della tua vanità, perché questa è la tua parte nella vita e nella fatica che compi sotto il sole". Salomone riconosce che quando l’uomo e la donna si sposano abbracciano una vita , diversa da quella che conducevano prima, ovvero composta da gioie, dolori, abbondanza, povertà, ricchezza, mancanza di lavoro, lavoro duro e fatica. Queste componenti della vita di tutti i giorni, devono essere condivise insieme dalla coppia. Oggi questo non accade perché il marito scarica le proprie frustrazioni sulla moglie e viceversa; non si affrontano insieme i problemi testé citati, per superarli, ma si ingigantiscono. Queste cose minano il rapporto matrimoniale, né prevaricano la stabilità del rapporto stesso "Chi ha trovato una moglie ha trovato un bene" Proverbi 6:29.Che valore si danno i coniugi l’uno verso l’altra? Ed ancora: "Una moglie giudiziosa è un dono dell’Eterno" Proverbi 19:1.
Scelte errate: Ciò avviene quando non facciamo scegliere Dio e scegliamo noi, secondo l’apparenza e la bellezza. Dovrebbe essere il Signore a scegliere per noi la compagna o il compagno, abbiamo questa fede? Quando si sceglie non si deve guardare le bellezze apparenti, ma ricercare quelle interiori: il carattere, la personalità, la spiritualità, l’onestà d’animo e la bontà. Nei Proverbi 11:22 sta scritto: "Come un anello d’oro nel grugno di un porco, così è una bella donna senza senno" ed ancora: "Non desiderare in cuor tuo la sua bellezza e non lasciarti avvincere dalle sue palpebre" Proverbi 6:25, poi: "La grazia è fallace e la bellezza e vana, ma la donna che teme l’Eterno, quella sarà lodata" Proverbi 31:30; questi versetti citati hanno un unico denominatore: le belle apparenze e la bellezza non sono attendibili in un contesto matrimoniale. Infatti codesti non sono la sommatoria di un felice e duraturo rapporto. Quando si sceglie nell’apparenza e non si guarda a fondo nella persona, nascono i cosiddetti problemi conflittuali o di coppia, determinati da un incomprensione reciproca e dalla mancata conoscenza caratteriale del proprio partner. Sempre nei Proverbi troviamo scritto: "Il figlio stolto è una calamità per suo padre e le risse di una moglie sono il gocciolar continuo di un tetto" Proverbi 19:3 ed infine "E meglio abitare in un deserto che con una donna litigiosa e irritante" Proverbi 21:9.
Disguidi in famiglia: Uno dei tanti motivi per cui si divorzia, è anche rappresentato dalla mancanza del senso di famiglia, accompagnato dalla mancanza di responsabilità dei coniugi verso la stabilità del rapporto familiare. L’Apostolo Paolo dice: "Or io desidero che siate senza sollecitudine. Chi non è sposato, si preoccupa delle cose del Signore ma chi è sposato si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere alla moglie. Vi è differenza tra la donna sposate e la vergine, quella vergine si preoccupa delle cose del Signore per essere santa nel corpo e nello spirito, ma la sposata si preoccupa delle cose del mondo, del come possa piacere al marito" 1° Corinzi 7:32,33,34. In questi versetti Paolo, rimarca la responsabilità di chi vuole sposarsi ed i doveri che il matrimonio comporta. Quindi chi decide di fare questo passo, deve essere conscio delle responsabilità a cui andrà incontro. Sarebbe meglio, quindi, se qualcuno non si sente pronto per queste responsabilità, di non sposarsi e chi lo fa senza aver vagliato bene tutto, è sicuramente un irresponsabile. Salomone dice: "Questa è la tua parte nella vita e nella fatica che compi sotto il sole" Ecclesiaste 9:9 ovvero questa è la parte che dovrà impersonare chiunque voglia sposarsi e non si può tirare indietro. La vita non è facile, ma chi desidera costruire una famiglia con un'altra persona deve essere conscio o conscia che deve essere sottoposta alla fatica ed ai problemi che si incontrano nel cammino, solo uniti ed insieme li supereranno.
I Figli: I figli son una patrimonio della famiglia, un dono di Dio. Quando uno dei due coniugi rifiuta questa benedizione si crea un clima di contrapposizione accompagnato da una grande conflittualità che si manifesta nell’inclinazione del rapporto familiare. La Parola di Dio dice: "Ecco i figli sono come un eredità che viene dall’Eterno, il frutto del seno materno è un premio" Salmo 127:3; ed ancora: "Chi è simile all’Eterno, all’Iddio nostro, che siede sul trono in alto……che fa abitare la sterile in famiglia qual madre felice dei figli" Salmo 113:3,9. Oggi si ricercano sempre nuovi metodi per non avere figli, mediante uso di anticoncezionali e creme di varia natura o altri ritrovati; il motivo di fondo di questa scelta è datato dalla svincolo di responsabilità,a cui uno dei due coniugi andrebbe incontro. Le sacre scritture annettono molta importanza, invece, alla donna gravida e ai figli: nel Vecchio Testamento la donna sterile era oggetto di scherno perché le donne che partorivano i figli erano tenute in considerazione maggiore. Oggi, invece, la maggior parte delle donne rifiuta questo dono, ovvero l’esser feconde. La maggior parte delle donne rifiuta questo dono, e preferisce, "sterilizzarsi" con procedure cliniche, chimiche e fisiche. C’è anche da dire, tuttavia, che gli anticoncezionali sono diventati una drammatica routine, mettendo a rischio la salute e la vita di chi ne fa uso, ed un rischio su tutti è rappresentato dall’embolia polmonare, causata dall’azione diretta della pillola medesima che sfalsa il valore (fisiologico) coagulativo del nostro sangue, determinandone l’alterazione e quindi la causa di cui sopra esposta. Tuttavia le pillole anticoncezionali sono responsabili, tra l’altro, tumori alle ovaie, accumulo notevole di tessuto adiposo, ecc…..Gli aborti sono delle grandi tragedie e sono diventati omicidi autorizzati e legali. Tutte queste cose portano la coppia a vivere empiamente una vita separata da Dio e dai Suoi comandamenti.


DOMANDE SUL MATRIMONIO


IL RIMATRIMONIO E’ AMMESSO DOPO AVER DIVORZIATO?
Molti responsabili di denominazioni di vario tipo approvano un nuovo matrimonio dopo un divorzio. Le loro argomentazioni sono rivolte ad una particolare espressione citata da Gesù nel cap. 19:9 di Matteo: "ora io vi dico che chiunque manda via la propria moglie, eccetto in caso di fornicazione, e ne sposa un'altra commette adulterio; e chi sposa colei che è stata mandata via, commette adulterio". Il loro fondamento si basa su "quell’eccetto che", per suffragare le loro affermazioni rimandano in Deuteronomio 24:1: "Quando uno prende una donna e la sposa, se poi avviene che essa non gli è più gradita perché ha trovato in lei qualcosa di vergognoso, scriva per lei un libello di ripudio, glielo dia in mano e la mandi via da casa sua. Se lei esce da casa sua e va e diviene moglie di un altro uomo……". In altre parole il ragionamento sarebbe questo: si prende una moglie si vede qualcosa che non va (adulterio) e la manda via, sposandone un'altra. Tradotto in termini attuali se un credente od una credente hanno le prove di esser stati traditi, mediante adulterio, possono mandar fuori di casa il rispettivo coniuge e risposarsi. Quindi in questo caso paragonando Deuteronomio 24:1 con Matteo 19:9 il "qualcosa di vergognoso" sarebbe l’adulterio; dice realmente questo la Parola di Dio? Scopriamo cosa dice la Bibbia in merito al termine "qualcosa di vergognoso" e leggiamo in Deuteronomio 22:13-17: "Se un uomo sposa una donna, entra da lei e poi la prende in odio, e l’accusa di cose vergognose e le fa una cattiva reputazione e le fa una cattiva reputazione, dicendo: " ho preso questa donna, ma quando mi sono accostato a lei non ho trovato i segni della verginità" il padre e la madre della giovane prenderanno i segni della verginità della giovane e li mostreranno agli anziani, alla porta della città e il padre della giovane dirà agli anziani: "Io ho dato mia figlia in moglie a quest’uomo, ma egli l’ ha presa in odio, ed ora l’accusa di cose vergognose , dicendo " non ho trovato in tua figlia i segni della verginità" Ecco, quindi, il qualcosa di vergognoso lo si capisce al verso 17. Quindi in questo caso "la cosa vergognosa" è la perdita della verginità, e non l’adulterio, come molti cercano di sostenere e giustificare i rimatrimoni. Un'altra considerazione da fare è quella che qui non parla di coppie già sposate da anni……ma solo di persone che si sono appena sposate o per meglio dire fidanzate, nell’atto imminente di sposarsi. In quel caso, e solo in quello, la legge prevedeva che l’uomo poteva rimandare dai genitori la moglie appena sposata o fidanzata. La parola sposata o fidanzata nel linguaggio e nel pensiero Ebraico hanno lo stesso significato, sebbene i due termini si riferiscano a due momenti diversi della loro vita: la scelta e l’incominciare una nuova vita insieme. Nell’atteggiamento di Giuseppe, sposo di Maria, troviamo la realizzazione pratica di questo aspetto legale della Torah: "Allora Giuseppe suo sposo, che era un uomo giusto e non voleva esporla ad infamia, deliberò in cuor suo di lasciarla segretamente. Ma mentre rifletteva su queste cose, ecco che un angelo del Signore gli apparve in sogno dicendo: " Giuseppe figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria come tua moglie, perché ciò che è stato concepito in lei è opera dello Spirito Santo" Matteo 1:19,20. Da questi due passi si possono fare le seguenti considerazioni: a) la prima che Giuseppe e Maria non erano ancora sposati, ma solo promessi (verso 20) b) la seconda che Giuseppe era a conoscenza di quello che prevedeva la legge, ossia esponendo Maria ad infamia (libello di ripudio) essa sarebbe stata lapidata……..quindi l’adulterio non c’entra assolutamente ed in ogni caso si riferisce, come sopra accennato a coppie promesse(fidanzate), ma non sposate. Quando due persone si sposano non è più attuabile quell’eccezione che Gesù fece, in quanto Egli si riferiva a delle persone che erano promesse spose, ma non sposate. Quindi appare abbastanza pretestuoso voler attribuire a Gesù delle cose che Egli stesso non può condividere. Vediamo ora i termini che ci interessano: Adulterio: "Si dice di un uomo sposato, o meno, che si prende la moglie di un altro; oppure di una donna in quella situazione, in altre parole: il tradimento, ossia una violazione volontaria del contratto o patto matrimoniale da uno dei due attraverso relazioni con terze persone". Fornicazione: "Relazioni sessuali illecite tra non sposati o relazioni tra persone sposate". Stabilito quindi che la fornicazione ha un significato e l’adulterio ne ha un altro, facciamo una disamina più attenta di quello che Gesù dice ai farisei, al verso 6 cap. 19: "l’uomo non separi quello che Dio ha unito" ed ancora il verso 8: "…..fu per la durezza dei vostri cuori che Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma da principio non era così". Questi sono i famosi versetti che precedono la famosa affermazione di Gesù al verso 9, di cui oggetto della nostra riflessione e studio. Nei versetti sopra citati, Gesù, ribadisce non soltanto l’indissolubilità del matrimonio, ma soprattutto il parere contrario di Dio ad altre unioni dopo il primo matrimonio. L’Apostolo Paolo nell’epistola ai Corinzi 7:39 scrive: "La moglie è vincolata per la legge per tutto il tempo che vive suo marito; ma se il marito muore essa è libera di maritarsi con chi vuole, purché sia nel Signore" concludiamo dicendo che l’adulterio era contemplato in uno di quei cinque casi, dove era prevista la lapidazione per la donna, ma non il rimatrimonio per il marito.

Se una persona si è separata o divorziata si risposa , prima Di convertirsi e conoscere Gesù come suo personale Salvatore È adultera? Se una coppia di cui un componente o tutt’due Sono già divorziati , convivendo insieme Prima di convertirsi Quando si convertono si sposano Sono adulteri?
Frazionando la domanda in due parti valuteremo meglio le risposte da dare. Premesso che il mio atteggiamento non è carico di effetti polemici su chi ha idee diverse, e, rispettando il modo di pensare altrui,sull’argomento, dico che ci sono due tendenze: una legalistica e l’altra liberale; entrambe possono essere dimostrate biblicamente, questo tuttavia non dimostra che ognuna di queste tendenze sia quella giusta, per un motivo ben preciso gli eccessi da una parte e dall’altra possono portare a degli estremismi molto pericolosi, e, sicuramente non contribuiscono a fare chiarezza sull’argomento e mai lo faranno, non addivenendo a nulla di costruttivo. Vediamo la posizione "legalistica": " La legge matrimoniale fu stabilita nel giardino dell’Eden, prima di Abramo, della Legge, prima delle Pentecoste. Questa legge matrimoniale si applica a tutti i discendenti fisici di Adamo ed Eva". In altre parole significa che chi si sposa è vincolato ugualmente anche se non è a conoscenza della verità; quindi la conversione è indipendente dal matrimonio. Volendo commentare queste affermazioni si potrebbe dire che in parte si può essere d’accordo, qualora noi considerassimo il piano di Dio in una prospettiva generale, ossia i Suoi progetti verso l’uomo. Tuttavia, rilanciare in modo eccessivo e stucchevole codeste affermazioni, con poco equilibrio, sconfiniamo in un estremismo "religioso" che rappresenta un rischio enorme per la vita spirituale degli altri e della nostra. Un radicalismo che può portare ad assumere delle posizioni "intransigenti" ed errate. Il primo rischio che si corre è che vogliamo pensare con la mente di Dio, in altre parole sostituirci a Dio, è questo comprenderete non è possibile. Il secondo è la perdita di misericordia e perdono, affermazioni del tipo: "credendo soltanto uno che ha dei debiti non li cancella dai registri fiscali, né lo può fare Dio(questa, veramente è un piccola presunzione, costellata da un pragmatismo equivalente ad un mancanza di fede in Dio), oppure, "credendo soltanto, ad uno che è stato condannato all’ergastolo, non gli viene commutata la pena; infine "credendo soltanto, una ragazza incinta, rimarrà tale, ed il frutto della colpa non scompare", manifestano apertamente uno spirito radicale, sinonimo di mancanza di misericordia verso il prossimo e un atteggiamento predisposto al non perdono. Il terzo ed ultimo rischio la spaccatura di famiglie intere e il vanificare dell’opera dello Spirito Santo; il quale convince di peccato e giustizia, fa in modo che le persone accettino Cristo nella loro vita, e poi si trovano costrette a prendere decisioni che li possono portare lontani della verità. Ci vuole equilibrio in tutte le cose: non si può dire a due coniugi appena convertiti e sposati, già prima della conversione, ed hanno probabilmente dei figli, a seguito del matrimonio medesimo, di lasciare il presente coniuge e ritornare con il precedente. Facendo così si distrugge una famiglia e si scandalizzano dei nuovi credenti. Bisogna che lasciamo a Dio il compito di giudicare , è Lui quello che giudica tutti! Noi non siamo Dio, né possiamo essere arbitri della vita altrui. Questo atteggiamento estremistico ci porta a rassomigliare più ai farisei che a Gesù. Gli esempi della donna adultera, di Zaccheo, di Maria Maddalena e di altri personaggi biblici, ci devono far riflettere sul fatto che Gesù non ragionava in maniera estremistica. Se vogliamo essere legalisti lo dovremmo essere in tutte le cose, e, non scusare determinati tipi di peccato, definendoli tradizioni o cose irrilevanti. Vediamo ora la posizione "liberale", la giustificano con un’affermazione biblica di Gesù: ovvero quando disse che Davide entrò nel giorno di Sabato nel tempio e mangiò i pani di presentazione, li mangiò perché aveva fame e non peccò, e concludono dicendo che Dio non guarda l’esteriore, ma l’interiore. Anche questa è una tesi estremistica ed errata. Davide, invero, entrò nel tempio nel giorno di sabato, ed è anche vero che mangiò i pani di presentazione e li diede ai suoi soldati. Inoltre è certo che non poteva farlo e non peccò, ma perché? Per la ragione che Gesù in quell’affermazione esalta l’attaccamento di Davide verso la casa del Signore, ed invece di andare verso altri luoghi, andò proprio nel tempio per il cibo. Non tutto quello che vogliamo fare, possiamo farlo! Dio ha l’ultima parola su ogni nostra decisione e Lui che comanda! Egli non appoggia sempre il nostro modo di fare, che a noi può sembrare quello giusto, sostenendo che Dio guarda il cuore, tuttavia Egli guarda anche altre cose.

Cosa dice la Parola di Dio?

"Negli altri casi? Ciascuno continui a vivere nella condizione che Dio gli ha assegnato e come il Signore lo ha chiamato; così ordino in tutte le chiese. Qualcuno è stato chiamato quando era circonciso? Non diventi incirconciso; qualcuno era incirconciso? Non si faccia circoncidere; la circoncisione è nulla e l’incirconcisione è nulla; ma quel che importa è l’osservanza dei comandamenti di Dio. Ciascuno rimanga nella condizione nella quale è stato chiamato" 1° Corinzi 7:17,18,19,20

Molti sostengono che Paolo, nel brano della Parola di Dio sopra esposto, si riferisca unicamente alla condizione di schiavo, della circoncisione, incirconcisione, ecc………non certo dell’argomento matrimoniale. Sebbene l’apostolo, in questi versetti, faccia riferimento alla circoncisione ecc………, ci si deve anche chiedere il nesso od il senso della circoncisione medesima oppure della incirconcisione, in un contesto "esclusivamente" matrimoniale nella sua globalità. Qual è la ragione? È evidente che Paolo porta questo nesso in un contesto matrimoniale, in quanto la circoncisione e l’incirconcisione, ai tempi di Paolo, poteva costituire un motivo prevaricante verso i matrimoni e ne poteva limitare la durata od addirittura provocarne la rottura. Oggi non esiste questo problema, ma ne esistono altri, come questo che stiamo trattando, parimente prevaricanti e distruttivi (nel senso matrimoniale). Ecco perché Paolo tratta questo argomento nella struttura del capitolo riguardante il matrimonio, altrimenti, se vi fosse stato un riferimento diverso, non avrebbe avuto senso; la circoncisione e l’incirconcisione ai tempi di Paolo, fu responsabile della fine di parecchi matrimoni che causò tensioni e conflitti enormi all’interno delle coppie. Qualcuno si può chiedere oggi: che cosa c’entra la circoncisione o l’incirconcisione con i divorziati separati? La domanda è legittima e proveremo a rispondere, sezionando i passi sopra citati attentamente.

- Negli altri casi: perché Paolo si esprime in questo modo? Quali casi aveva trattato in precedenza? Del rapporto fra l’uomo e la donna, del fidanzamento e dei matrimoni misti; questi casi fanno parte esclusivamente di un contesto esclusivamente matrimoniale,e non si notano altri casi al di fuori dell’ottica matrimoniale, quindi………..non si capisce perché doveva esserlo diversamente.

- Ciascuno continui a vivere nella condizione che Dio gli ha assegnato: quale poteva essere in quel caso la condizione che Dio aveva assegnato? Sicuramente la circoncisione e l’incirconcisione poteva esserlo, come oggi può essere costituita dalle problematiche sopra esposte. Dio ordina ad una persona di restare nella condizione con cui è stato chiamato, ovvero, convertito (escluso la convivenza, ovviamente). Se una persona accettando Cristo nella sua vita, proviene da un divorzio e da una successiva convivenza e si sposa con la nuova compagna ed hanno dei figli, deve rimanere nella condizione in cui è stato chiamato. Qui la Parola di Dio è abbastanza chiara non lascia nessun dubbio. Sarebbe incredibile che il coniuge lasci un nuovo rapporto ed una nuova famiglia, per ritornare dal vecchio coniuge.

- Come il Signore lo ha chiamato: che senso ha il "come"? Qui Paolo si riferisce al momento in cui una persona si converte e conseguentemente la posizione che egli ha.

- Quel che importa è l’osservanza dei comandamenti: Paolo qui volle dire che seguire Dio ed i suoi comandamenti era di gran lunga la cosa più giusta da fare.

- Così ordino a tutte le chiese: ciò vuol dire che ogni chiesa o comunità di quel tempo, seguiva questi ordinamenti rilasciati da Paolo, e, non li metteva certo in discussione, perché dovremmo farlo noi oggi?

Concludendo possiamo dire che se una coppia già sposata , ha avuto matrimoni precedenti, prima di conoscere il Signore ed accettare la verità, non è in una condizione di condanna, per il semplice motivo che in precedenza non conosceva la verità, e questo diventa vincolante. Qualcuno può storcere il naso davanti a queste affermazioni e usare il famoso detto: "la legge non ammette ignoranza" sostenendo che colui che si sposa o colei, devono esser "per forza" a conoscenza delle regole matrimoniali citate dalla Bibbia. A questa dissertazione rispondo con due domande: quante persone conoscono la Bibbia e sanno cosa essa contiene? Quante persone l’ hanno mai letta? Le statistiche affermano che il 50% della popolazione adulta nel mondo non sa cosa sia la Bibbia, per non averla mai letta, ed inoltre pochi conoscono i libri della Bibbia e ciò che essi contengono, quindi…………..A buon intenditore, poche parole. Sostenere che le regole matrimoniali si devono saper ugualmente, è fuori luogo, e diventa, inoltre, fuorviante fare un’affermazione del genere. Molti non conoscono le leggi terrene, quindi come si fa a sostenere che debbano per forza conoscere o sapere quello che dice la Bibbia. Ma una volta convertiti, leggendo la Bibbia vengono a conoscenza della verità e comprenderanno meglio cosa fare . Queste coppie non sono adultere per il semplice motivo che prima della conversione già erano in questo stato, è questo diventa determinante per la ragione sopra citata, ecco perché l’apostolo Paolo sostiene che rimangono nella condizione in cui sono stati chiamati.

È ammesso un matrimonio misto?

Come argomento di origine generale, le scritture non sono consenzienti ai matrimoni misti, tuttavia come è stato visto in precedenza, in relazione al cap. 2 verso 14 di Malachia, Iddio è testimone del patto d’amore o pseudo tale che sanciscono due persone sposandosi, suo malgrado, Dio è testimone di questo matrimonio che i due coniugi devo rispettare. In questo caso diventano responsabili dei loro comportamenti durante la loro vita matrimoniale. Pur non di meno, l’apostolo Paolo, in 1° Corinzi 1:13,14,15,16, espone la problematica di un matrimonio misto, ossia, un coniuge credente da una parte ed un altro non credente (o di confessione diversa) da un'altra: "Ma agli altri, dico io, non il Signore: se un fratello ha una moglie non credente, e questa acconsente di abitare con lui, non la mandi via. Anche la donna che ha un marito non credente, se questi acconsente di abitare con lei, non lo mandi via, perché il marito non credente è santificato dalla moglie, e la moglie non credente è santificata dal marito, altrimenti i vostri figli sarebbero immondi; invece, ora, sono santi. Se il non credente si separa, si separi pure; in tal caso il fratello o la sorella non sono più obbligati; ma Dio ci ha chiamati alla pace. Infatti che ne sai tu, moglie se salverai tuo marito? Ovvero che ne sai tu marito, se salverai la moglie?". Prima di passare al vaglio dei passi sopra esposti, vorrei fare una precisazione: le situazioni che Paolo espone in questi passi non si riferiscono ad una coppia prima di sposarsi, ma ad un matrimonio già avvenuto, dove uno dei due coniugi e convertito , mentre l’altro no!. Questo per chiarire il concetto; nei primi tre versetti (12, 13, 14) si realizza la situazione in cui uno dei due coniugi è convertito, l’altro rimane nel suo stato iniziale. In questo modo viene a crearsi un clima di collaborazione e di piena ed amorevole comprensione fra la coppia: il credente non deve mandare via il non credente, anche se questi, non accetta o non è d’accordo le idee del coniuge credente. Così permane nel non credente la volontà di non separarsi dal credente o dalla credente. Si realizza, in questo modo, dentro la famiglia, una benedizione e santificazione sul coniuge non credente e sui figli, a causa della presenza del coniuge credente, ovvero Iddio benedice tutta la famiglia. Si può verificare, anche il caso opposto, vale a dire l’incompatibilità fra i due coniugi estesa soprattutto a motivo della fede, e si lasciano: in questo caso il credente o la credente non sono obbligati a trattenere il coniuge non credente; tuttavia Paolo al verso 16 spinge il coniuge credente a ricercare sempre la riconciliazione (verso 16) . Come spiegato sul Divorzio, Iddio è sempre contrario alle separazioni, di qualsiasi origine, all’interno del matrimonio.

Obiezioni

Come sopra accennato, Dio non è d’accordo con la separazione come esaurientemente trattato in precedenza.
La separazione o pseudo tale avviene per motivi di fede e non di diversa natura
Paolo nel prologo dei versetti sopra citati tende ad evidenziare che si tratti di una sua opinione, infatti sottolinea: non il Signore, ma io; e che quindi non era un comandamento di Dio
Molti pastori o anziani di chiese, in genere, hanno autorizzato i matrimoni misti, senza avvisare prima il credente o la credente dei rischi che si incontrano in un matrimonio simile; infatti nel versetto 14 dello stesso capitolo (7) dove si fa riferimento al coniuge non credente, santificato dalla presenza del coniuge credente, viene frainteso. Permettendo così fidanzamenti e quindi matrimoni con persone che non professano la stessa fede giustificandolo con la solita frase: "il non credente è salvato lo stesso, indipendentemente se accetta o meno, a causa del coniuge credente". Questo è un grosso errore dottrinale, la salvezza dell’anima è individuale e non collettiva, ed inoltre come prima detto Iddio è contrario a matrimoni misti (2° Corinzi 6:14-16 )

 

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