Studi biblici: La musica
Nell’antichità solo i re potevano pagarsi dei cantanti e
delle cantanti (Ecc.2:8)
Oggi la musica è udibile ovunque: a casa propria già dal risveglio
o durante i pasti, o svolgendo le faccende domestiche.
Per le strade…al supermercato…sulle spiagge…nei boschi. .ecc.
L’importanza della musica si può misurare contando le ore che
si consacrano al suo ascolto: 3-4 h al giorno secondo le statistiche,
fino a 8 h per i giovani che usano i “Walkman”.
Oggi viviamo una situazione nella quale nessuno sfugge all’influenza
musicale, ed il credente che vive in questo mondo, non può disinteressarsi
di un fenomeno di tale importanza.
Questo fenomeno ci obbliga a riflettere e a farci numerose domande:
quali indicazioni ci dà la Parola di DIO sul soggetto musica?
Che cosa ci dice del ruolo della musica nella vita quotidiana
e nel culto?
Che tipo di musica, il popolo di DIO dell’Antico e del Nuovo patto
utilizzava?
Quale posto dovrebbe occupare la musica nella vita del credente?
Quali direttive della Parola di DIO si applicano alla musica?
Come ed in quali condizioni utilizzare la musica per esprimere
la propria fede e comunicare il messaggio dell’Evangelo
Benché la musica sia un aspetto della vita cristiana, che non
fa parte delle verità essenziali della fede, ugualmente bisogna
riconoscere che per un cristiano NIENTE è un accessorio.
Tutto può servire sia alla gloria di DIO, sia agl’inganni dell’avversario,
sia per il bene sia per il male.
Se noi vogliamo parlare del credente e della musica, noi dobbiamo
innanzi tutto domandarci ciò che
la Bibbia dice. Infatti per un credente, ciò che importa non sono
le opinioni degli altri, né le impressioni personali, ma ciò che
DIO dice nella sua Parola :
“Esaminate ciò che è gradito a DIO” ( Ef – 5:10 cfr. 2 Cor. 5:9
) .
Ma la Bibbia ci dice qualcosa sulla musica?
Si! Anzi quest’argomento occupa una parte importante nella Parola
: più di 575 passaggi suddivisi in 44 libri ne parlano soprattutto
nell’Antico Testamento. Musica vocale, strumentale, religiosa,
profana, benefica o malefica: tutti gli aspetti attuali riguardanti
la musica sono trattati dalla Parola di DIO.
Tratto da “Oui à la musique” di Alfred Kuen - traduzione,
riduzione e note personali di Rosella Melodia
Capitolo 1° su
La musica nella Bibbia: Antico Testamento
Prima della creazione dell’uomo.
A quando risale la musica? La Bibbia ci dice: a prima della creazione
dell’umanità.
In effetti DIO domanda a Giobbe : “Dov’eri tu quando fondavo la
terra…quando le stelle del mattino cantavano tutte assieme e tutti
i figli di DIO davano in gridi di giubilo?” ( Giobbe 38 : 4-7
).
Da ogni eternità, la musica è servita ad esprimere la gioia
e la gloria di DIO. La musica nella vita d’Israele. La musica
era nella vita quotidiana: nella gioia, nel dolore, nel lutto,
nelle feste...
Si cantava :
alla mietitura e alla vendemmia ( Is. 9:2, 16:10; Ger. 31: 4-5
)
per la partenza o l’arrivo di qualcuno (Gen. 31:27 ; Giudici 11
: 34-35 cfr. Luca 15:25 )
quando si scopriva una sorgente d’acqua ( Num. 21:17 )
al ritorno della primavera ( Cant. 2:12 )
La Bibbia ci riporta diversi testi :
canti di marcia ( Num. 10:35-36; 2 Cron. 20:21 ) i “canti dei
pellegrinaggi: ” (Salmi da 121 a 134 ) quando si saliva a Gerusalemme
per le grandi feste, canti per il lavoro ( Num. 21: 16-18; Giudici
9:27; Is.5:1; 27:265: 8; Ger. 25:30; 48:33; Osea 2:17; ) si cantava
alla posa della prima pietra ( Zacc. 4:7 )
ci sono canti d’amore ( Sal. 45; Cant. 2:14; 5:16; Ez. 33:32;
) canti per danzare ( 1 Sam. 18: 6-7; 21:12; 29:5; Sal. 26:6;
68:26; 87:7; )
Musica nella vita religiosa del paese:
La musica accompagnava l’esercizio del ministero profetico (
1 Sam. 10:5; 16:16; 19:20-24; ). Eliseo domanda che gli si conduca
un suonatore d’arpa, per accompagnare le parole della sua profezia
( 2 Re 3:15 ) La musica era associata al culto regolare del Tempio
( Num. 10:10 ) La musica suonata da Davide, cacciava lo spirito
cattivo di Saul ( 1 Sam. 16:16; 18:10 )
I canti e la musica risuonavano soprattutto durante i sabati
e le feste. Dal mattino si cantava un salmo che variava secondo
il giorno della settimana. Il mattino del sabato, i leviti, cantavano
i primi versetti del salmo 105. La giornata era divisa in sei
periodi: ognuno era introdotto dal canto di qualche versetto del
cantico di Mosè ( Salmo 90 ) Alla sera i leviti chiudevano la
giornata, cantando il salmo 96. Ogni festa era marcata da un salmo
particolare.
Ai tempi di Davide, rimasto il cantore di DIO per eccellenza, fu
organizzata una grande orchestra con ventiquattro strumentisti e
più tardi un coro e un’orchestra formati da 4.000 elementi ( Cron.
23:5; 25: 7 )
Solisti e strumentisti
Durante il culto si lasciava spazio al canto solista, al coro,
e alla musica strumentale. Davide cantava accompagnandosi con
uno strumento. A volte i salmi erano cantati in “a solo” e il
coro dava solo le risposte. A volte, i salmi ci precisano con
quali strumenti conviene accompagnarli ( Sal. 4 - 5 - 6 ) Noi
troviamo le differenti famiglie di strumenti a corda, a fiato,
a percussione. ( Sal. 87:7; 149:3; 150. )
Ricordiamo tuttavia che non tutti gli strumenti avevano accesso
al tempio. I soli leviti, inoltre, avevano il diritto di suonare
nel santuario, e dovevano farlo in un certo modo, appropriato
al culto. Questo ci insegna che vi sono dei criteri fissati da
DIO, per l’utilizzazione degli strumenti, e che non si può fare
ciò che a ciascuno sembra buono, per onorarlo. L’orchestra del
tempio aveva in maggioranza strumenti a corda, dal suono dolce
e debole, perché le voci si sentissero bene. I musicisti si esercitavano
ogni giorno, così quando cantavano assieme era “come se fosse
un solo uomo” ( 2 Cron. 5:13 )
Carattere della musica ebraica
Fino a non molto tempo fa, si ignorava quasi completamente il carattere
della musica ebraica al massimo si poteva supporre che doveva
essere simile a quella praticata da alcune popolazioni orientali,
cioè una musica monodica.
Le scoperte della Sig. Susanna Haik Vantoura hanno gettato nuova
luce sulla musica ebraica, valendo alla ricercatrice molti elogi
da eminenti personalità del mondo musicale ed ebraico. Gli ebraisti
avevano scoperto che oltre ai punti indicanti le vocali ( dai
Massoreti ) la Bibbia ebraica portava altri piccoli segni di cui
s’ignorava la natura. Alcuni pensavano fossero utilizzati per
la lettura, altri che potessero essere delle notazioni musicali.
Nessuno era riuscito ancora a decifrare quei segni che figurano
nei più antichi manoscritti, compresi quelli ritrovati ai bordi
del Mar Morto.
Dopo pazienti ricerche, S. H. Vantoura ricavò un sistema per
attribuire una funzione differente ai segni che figuravano sotto
le parole. I segni inferiori, dice, sono i gradi di una scala…..
spaziati come lo sono i nostri. La nostra “scala di DO ” s’ingrana
con la scala “lidica” e quella “babilonese” ( scoperta in scrittura
cuneiforme nel ’68 )
Tutta la Bibbia ebraica ( A.T.) era cantata, ma la musica non aveva
una vita propria, ma in relazione col senso delle parole.
Diversi tipi di canti
Innanzi tutto la scrupolosa tradizione preservava i canti consacrati….non
era lecito a tutti, apportare delle innovazioni.
Il Talmud distingue tre tipi di canti:
la salmodia e canto responsoriale
il canto antifonato
la cantilena
In alcuni canti si alternano due cori, in altri tutta l’assemblea,
risponde al solista.
( 1 Sam. 21:12; 28: 6-7; 29:5; cfr. Deut. 27: 14-26 Sal. 41:13;
72:18; 89:52; 106:48; 1 Cron. 16:34; Sal. 106:1; Esd. 3:11; Sal.
118:2-4; Neh. 12: 8,9,24,27,31,42; )
Ogni manifestazione era fatta sotto lo sguardo di DIO, per la sua
gloria e la gioia dei suoi figliuoli.
Cattivo uso della musica
In Esodo si fa musica dopo aver innalzato il vitello d’oro (
Es. 32:17 ) Doveva essere una musica aggressiva, visto che Giosuè
l’interpreta come un “ rumore di battaglia”. L’apostolo Paolo
rivela un altro effetto di questa musica: “poi si levarono per
divertirsi” ( 1 Cor. 10:7 ) ma precisa che si diedero a desideri
illeciti.
La musica può anche stimolare le passioni impure.
Nel libro di Daniele, leggiamo come a Babilonia, il re Nebucadnetsar
ha utilizzato la musica al servizio dell’idolatria e la glorificazione
dell’uomo. “ A voi popoli, nazioni e lingue è imposto che, nel
momento in cui udrete il suono del corno, del flauto, della cetra,
della lira, del saltero, della zampogna e d’ogni sorta di strumenti,
vi prostriate per adorare la statua d’oro… ( Dan. 3: 5-15 )
Amos 6:5 ci parla di una musica religiosa che non è gradita a
DIO e poco prima è riportato il rimprovero a chi fa della musica
religiosa, senza avere il cuore per DIO “Allontana da me il rumore
dei tuoi cantici, che io non senta il suono dei tuoi strumenti.”
( Amos. 5: 23 )
Capitolo 2 su
La musica nella Bibbia: Nuovo Testamento.
Il N.T. inizia con un inno profetico: “Il Magnificat” con il
quale Maria esalta il Signore per la sua grazia ( Luc. 1: 46-55)
Secondo i costumi ebraici un tale poema poteva essere solo cantato.
La nascita del Salvatore è stata annunciata da una grande corale,
la più straordinaria che si sia mai sentita su questa terra: un
coro di migliaia di angeli che intona il “Gloria” .
Quando Gesù crebbe, partecipò come tutti gli altri giudei ai
canti dei salmi nelle sinagoghe, e nel Tempio. Marco (14: 26 )
ci precisa che dopo l’ultima cena consumata coi suoi discepoli,
dopo aver cantato ( i salmi ) andarono al monte degli ulivi.
I primi cristiani hanno mantenuto la tradizione ebraica di cantare
i salmi, al Tempio e in casa propria. Paolo e Sila, nella situazione
critica in cui si trovano quando sono in prigione, cantano a voce
alta. “ Or sulla mezzanotte Paolo e Sila, pregando, cantavano
inni a Dio e i carcerati li ascoltavano.” (Atti 16:25)
Salmi cantici e inni spirituali.
“ Siate riempiti di Spirito, parlandovi con salmi ed inni e cantici
spirituali, cantando e salmeggiando col cuor vostro al Signore;
rendendo del continuo grazie d’ogni cosa a DIO e Padre nel nome
del Signor nostro Gesù Cristo sottoponendovi gli uni agli altri,
nel timore di Cristo” ( Ef. 5: 18-21 )
La pienezza dello Spirito ha per conseguenza: il canto, la lode,
il rendimento di grazie, la sottomissione reciproca ed anche è
cantando le lodi di DIO , ringraziandolo di ogni cosa, e sottomettendoci
gli uni agli altri ,che noi riceviamo una più grande misura dello
Spirito di DIO. Così il canto è, nello stesso tempo, una caratteristica
della pienezza dello Spirito ed un mezzo per accedervi.
Ecco la sua importanza per la nostra vita spirituale.
Diversità nei cantici
L’apostolo parla di salmi, inni e cantici spirituali. Attraverso
questa enumerazione egli sottolinea l’importanza della diversità
Tutta la creazione riflette l’amore di DIO per la diversità.
Se vogliamo salvaguardare l’unità della chiesa, bisogna lottare
contro ogni forma di settarismo musicale che privilegia un solo
genere di musica.
Salmi: Il grande vantaggio dei salmi, è di offrire un
testo che sicuramente piace a DIO, poiché ispirato da Lui stesso
Ai centocinquanta salmi, possiamo aggiungere altri testi poetici
dispersi nei libri storici, o nell’Apocalisse.
Inni : In greco designavano dei poemi composti in omaggio
ad un dio o ad un eroe.
Vi sono molti inni cristiani composti nel corso dei secoli, ricavati
da brani biblici ( Ef. 4: 4-6; 5: 14; 1 Tim. 1: 17; 2: 5; 2 Tim.
2: 11-13; Ap. 4: 11; 5: 13 ; 7:12 )
Cantici spirituali: erano improvvisazioni spontanee
sia su testi biblici, sia su parole composte dal credente.
Paolo aggiunge ( Col. 3: 16 ) sotto l’ispirazione della grazia;
noi abbiamo perduto l’abitudine di cantare, improvvisando, mentre
i nostri fratelli africani, lo fanno facilmente. Se si permette
d’improvvisare preghiere e testimonianze, perché non si possono
improvvisare canti a cui si partecipa liberamente?
Cantare in comune
Vi è una benedizione particolare nel cantare assieme, è molto edificante
parlarsi o istruirsi ed esortarsi attraverso il canto ( Ef. 5 :
19 – Col 3 :.16 )
Ogni “Risveglio” è stato accompagnato da un rinnovamento del
canto collettivo. Certe Chiese mettono a pari livello la predicazione
ed il canto. Un po’ di tempo e di coraggio per esercitarsi.. e
non è detto che l’effetto debba essere sempre perfetto, purché
si canti col cuore!
Suonare per Dio
Il verbo “ psallo” ( da cui salmo ) ha cinque significati, tra
cui “ Toccare le corde” di uno strumento musicale.
La musica , dono di DIO, è una sorgente di gioia legittima per
il cristiano; ma bisogna ricordare che è innanzi tutto per DIO,
per la sua gloria ( e non per noi stessi ) , che la Bibbia ci esorta
a cantare e suonare ( Sal. 115 : 1)
La musica nell’eternità futura
Nell’eternità, dopo lo svolgimento della storia umana, il canto
resterà una delle occupazioni degli ospiti del cielo
( Ap. 5: 9-10; 7: 10-12; 11: 5; 15: 2-3; )
** ** ** **
Riassunto: La musica nella Bibbia
1) La musica è più antica dell’uomo.
2) Fin dall’inizio è associata a diversi strumenti.
3) La musica e il canto costituivano la principale attività artistica
in Israele.
4) Tutte le cerimonie e gli aspetti della vita quotidiana, erano
inquadrati da canti: musica che esprime
adorazione
5) Tutti gli aspetti della musica: solisti, cori ecc. si trovano
nella Bibbia e sono associati al culto.
6) Il carattere della musica ebraica è gioioso, ma non chiassoso.
L’orchestra è formata in maggioranza da strumenti a corda. La tromba
suonata dai sacerdoti serviva per degli appelli. ( Gridi di gioia
“Sal. 98: 6; 47: 2-6 ).
7) Sovente il canto era responsoriale o antifonato.
8) Tutta la Bibbia era cantata. Le notazioni degli antichi manoscritti
ebraici, permettono di ricostruire il canto.
9) A fianco di musica consacrata a DIO, la Bibbia ci parla anche
di musica malefica che trascina all’idolatria e all’immoralità.
10) Il canto cristiano ha ripreso le principali caratteristiche
del canto ebraico delle sinagoghe.
I canti dei primi cristiani erano orientati verso la lode.
Capitolo 3 su
Il posto della musica nella vita del credente
Il cristiano
Il nome di “cristiani” fu dato a dei discepoli che avevano accettato
di credere all’insegnamento di Gesù e volevano vivere secondo
i suoi principi. Il cristiano dunque è, in primo luogo, qualcuno
che ha sottomesso TUTTI GLI ASPETTI DELLA SUA VITA alla Signoria
di Cristo, un uomo che ha per obiettivo: glorificare DIO. Il cristiano
non è destinato a vivere solo, ma cammina assieme a coloro che
hanno intrapreso lo stesso percorso ( prega con loro, li aiuta
ed è aiutato, si edificano a vicenda, si esortano, consolano,
ed istruiscono. ) Nello stesso tempo il cristiano è un testimone
( Atti 1: 8 ) che vuol trasmettere ad altri, con mezzi appropriati,
la felicità che ha trovato. Inoltre il cristiano è un uomo che
è impegnato in un processo di ricostruzione di tutta la sua personalità,
spirito, anima e corpo.
Il cristiano dunque ha quattro obiettivi principali:
lodare e glorificare Iddio,
edificare la chiesa,
testimoniare della propria fede presso i non credenti,
essere trasformato a l’immagine di Cristo.
……e la musica
La musica è un dono di DIO. Il ritmo, la melodia, l’armonia riposano
su leggi della natura.
È DIO che riempie di canti di allegrezza la bocca degli uomini
“ integri ” (Giobb. 8: 21)
È Lui che: “Ispira canti d’allegrezza durante la notte” (Giob.
35: 10)
È Lui che ha ordinato a Mosè di “ Scrivere un cantico e d’insegnarlo
al popolo d’“Israele”.(Deut. 31: 19-22-30) e che ha messo nella
bocca di Davide un “cantico nuovo” (Sal. 40: 3) che ha ispirato
il salmista a cantare.
Giacomo ripete, nel N.T. la raccomandazione di cantare e salmeggiare.
(Giac. 5: 13).
Nella lista dei doni di 1 Cor. 14: 26 accordati per l’edificazione
della Chiesa, il primo nominato è di ordine musicale.
“Quando vi radunate, avendo ciascuno di voi un salmo, o un insegnamento,
o una rivelazione, o un parlare……
Il credente accoglie questo dono con riconoscenza, e rende grazie
a DIO, per questo regalo che gli arricchisce la vita e gli apporta
un riflesso della bellezza e della perfezione divina.
Che fare di questo dono?
Se voi inviate ad un vostro figliolo un dono, e in occasione
di una successiva visita, vedete il pacchetto, ancora chiuso in
un angolo, quali sarebbero i vostri sentimenti? Molti cristiani
non hanno mai preso coscienza che la musica è un prezioso dono
di DIO.
Le quattro funzioni della musica
La musica è, nello stesso tempo, mezzo di comunicazione e di espressione.
Il cristiano può dunque utilizzare questo dono divino per esprimere
i sentimenti che gli sono propri e che sovente non si sanno tradurre
con parole appropriate.
Lode e riconoscenza: Musica per DIO
Edificazione comune: Musica per la Chiesa
Trasmissione di messaggi e testimonianza: Musica per evangelizzare
Sviluppo dell’uomo intero: Musica per la “ricreazione dello
spirito” ( J.S.Bach )
a) La musica per DIO
Cantare per DIO
Cantate all’Eterno, voi che l’amate (1 Cron. 16: 23; Sal. 81:
2; 98 : 5; 147 : 7)
Cantate all’Eterno, … celebrate il suo nome ( Sal. 13: 6; 18:
50; 71; 22; 30: 13; 104: 33; 66: 4 )
Perché cantare? Perché cantare invece che, dire, le nostre lodi
al Signore?
Quando parlo, è soprattutto la mia intelligenza che funziona
, quando canto è uno strato più profondo della mia personalità
che entra in gioco: sentimenti e anche tutto l’essere, si trova
implicato nella lode.
Cantiamo per esprimere L’adorazione per ciò che egli è (Ap.4:8
)
La lode per ciò che è e che fa ( Sal. 7:17 )
la riconoscenza ( Sal. 13: 6 )
l’ammirazione per la sua bontà, fedeltà, e giustizia ( Sal. 71:
22; 101: 1)
per dirgli che gli apparteniamo ( Sal. 98: 4; 79: 5-13 ). Se un
cristiano non ha mai voglia di cantare ( neppure nel suo cuore
) non sarà un segno che qualcosa non va nella sua vita spirituale?
Quando e dove cantare?
Da soli, in camera o in cucina, passeggiando o guidando l’auto;
DIO guarda al cuore. Tutti insieme, quando siamo riuniti per il
culto. Era la funzione dei leviti nel Tempio. La vocazione di
una corale della Chiesa; offrire a DIO lodi cantate con tutto
il nostro cuore e con tutta la perfezione di cui siamo capaci.
Suonare per DIO
J:S Bach. dedicava tutte le sue opere alla sola gloria di DIO
e “alla gioia di Gesù”. Egli diceva che la musica è prima di tutto
il più potente mezzo per glorificare Iddio.
Il salmo 27: 6 accosta l’idea del sacrificio e quella del canto
per l’Eterno, l’offerta musicale è anche un sacrificio, in tempo,
in energia, in lavoro.
b) La musica per edificare la Chiesa
Canti per l’edificazione reciproca.
È soprattutto quest’aspetto che l’apostolo Paolo aveva in vista,
quando comandava agli Efesini:
“parlatevi con salmi, inni e cantici spirituali, cantando e celebrando
di tutto cuore il Signore.”
Ci possiamo stimolare all’adorazione, alla riconoscenza, alla
consacrazione, alla santificazione, all’azione… Ci possiamo consolare
meglio con canti e musica che con le parole. Bisogna tuttavia
precisare che la musica non può , per se stessa, portare la gente
ad adorare….l’adorazione in spirito e verità, ha la sorgente non
nei sentimenti, ma nello spirito, nella volontà e nell’amore di
DIO.
Cantare anche nelle ore tristi
Molti bei cantici sono nati nei momenti di dolore e sono stati
sorgente di consolazione per numerosissimi cristiani.
“O Dio della mia lode non tacere, perché la bocca dell’empio e
la bocca di frode si sono aperte contro di me, hanno parlato contro
di me con lingua bugiarda.” (Sal.109 :1)
Cantare insieme
A volte è bello trovarsi, anche solo per cantare insieme….e armarsi
contro le influenze deleterie dell’ambiente esterno. ( Sal. 22
: 22-26 )
c) La musica per l’evangelizzazione
La musica è un mezzo privilegiato di comunicazione, che ha conservato
il suo fascino. Bisogna però che i canti di evangelizzazione riflettano
nello stesso tempo le caratteristiche di DIO e i sentimenti che
sono nel cuore dei suoi figliuoli. Essa deve suscitare, in un
linguaggio comprensibile al non credente, la nostalgia del paradiso
perduto, la sete di purezza e verità, il desiderio di saperne
di più sulla sorgente di quei sentimenti.
Lutero contava molto sulle corali per propagare le verità della
fede cristiana.
I canti ugonotti, hanno avuto un gran ruolo nell’espansione della
riforma
John Wesley e suo fratello composero 6.500 canti, e benché il
loro scopo non fosse l’evangelizzazione, molti di questi canti
furono importanti per la conversione di migliaia di uomini e donne.
Moody si fece accompagnare da Sankey, che accompagnava i messaggi
con dei cantici spesso improvvisati.
Billy Graham, si avvalse del canto di G.B.Shea, nelle sue campagne
di evangelizzazione….
d) La musica per sviluppare l’uomo intero.
La musica aiuta a risvegliare e sviluppare in noi la vita dei
sentimenti, ed ad affinarla. Ci fa partecipare alla vita emotiva
degli altri.
DIO non ha solo creato cereali e frutti per nutrirci , ma anche
i fiori, gl’insetti colorati, ha messo nel cuore dell’uomo un senso
estetico che gli permette di apprezzare la bellezza.
Quando Bach componeva “ per la gloria di DIO e la ricreazione dello
spirito” intendeva non soltanto il piacere fugace che si può trarre
al momento dell’ascolto, ma la trasformazione interiore che opera
in chi ascolta.
Esiste una branca di medicina sperimentale, chiamata oggi “ musicoterapia”,
si basa sui benefici sui pensieri e le azioni delle persone.
Senza entrare qui nel merito, vogliamo solo ricordare le buona
vecchia “ ninna nanna”, la cantilena possibile anche a chi non sia
troppo intonato, che le mamme e le nonne cantavano ai bimbi per
tranquillizzarli e farli addormentare ed ancor più l’esempio biblico
di Saul e Davide, veri incontri di “musicoterapia”.
“ Ecco un cattivo spirito..ti turba…ordini ora il nostro signore….di
cercare un uomo che sappia suonare l’arpa……..e tu ne sarai sollevato.”
( 1 Sam. 16 :15-16)
Il cantare canti a Dio, non solo solleva lo spirito, ma allontana
veramente l’avversario, che non può sopportare le lodi al nostro
Signore e se ne va, oggi come ieri “…Davide si metteva a suonare….Saul
si sentiva sollevato, stava meglio, e il cattivo spirito si ritirava
da lui” (v.23)
Ma tutta la musica è benefica?
Abbiamo già visto che, già ai tempi biblici, la musica poteva essere
utilizzata per esaltare passioni perverse dell’uomo.
( Es. 32: 6-17; 1 Cor. 10: 6-8 ) o per condizionarlo alla sottomissione
all’idolatria ( Dan. 3: 5.7; Amos. 6: 5 )
Per la diversificazione delle armonie, l’affinamento dell’orchestrazione,
l’intensificazione del volume e l’accentuazione del ritmo, si è
arrivati a fare della musica, uno strumento di manipolazione psicologica.
Se il credente vuole ben sviluppare il suo essere interiore, è
obbligato a scegliere con discernimento la musica che ascolta.
Se poi alla musica, di qualunque genere o intensità, sono associate
parole che esprimono sentimenti indegni, o contenuti immorali o
blasfemi, non si può ascoltare a cuor leggero, dicendo : “sono solo
canzoni”, perché si memorizzano molto di più le parole cantate,
che solo dette, ed inoltre la Scrittura ci invita a “neppure nominare
impurità, buffoneria… ma piuttosto rendimento di grazie.” (Ef.5
:5-7)
Soli Deo Gloria
“ Fate tutto per la gloria di DIO “ (1 Cor. 10: 31 ) e dicendo
“tutto,” l’apostolo traccia un quadro abbastanza largo per fare
entrare ogni nostra attività.
Colui che è nato di nuovo per grazia di DIO, desidera fare ogni
cosa per la gloria di DIO, anche la musica.
Quasi tutti gli spartiti di J.S.Bach recano la sigla S.D.G. ( Soli
Deo Gloria )
Che significa per un credente musicista?
Evitare le false piste
Fare qualche cosa per la gloria di DIO, significa che desideriamo
che riceva onore e lode tramite l’azione che abbiamo fatto.
Uno degli scopi di tutti gli artisti è quello di “farsi un nome”.
Gesù direbbe: “che non sia così fra voi” ( Mat. 20: 26 )
In un culto centrato sulla lode e l’adorazione di DIO, si concepiscono
male gli applausi ad un solista o un concertista. La musica è
offerta a DIO come le preghiere dei fedeli. Per fare qualcosa
alla gloria di Dio, non si può fare ciò che ci pare e poi dire
che lo facciamo per Lui, ma dobbiamo esercitare discernimento
e cercare nella Parola, facendoci condurre dallo Spirito Santo,
per essere ed agire, davvero come vuole il nostro Signore, e non
trovarci ad offrire “profumo straniero” ( Es.30: 9) non gradito
a Dio.
Fare musica alla gloria di DIO, significa forse che non dobbiamo
provare alcun piacere? Noi mangiamo “per vivere” , certo, ma DIO
non ci proibisce di godere dei nostri pasti! Altra cosa sarebbe
“ vivere per mangiare”, spendendo tutto il proprio tempo e denaro
a variare i menù…
Quindi che significa per dei gruppi musicali cristiani, “ suonare
alla gloria di DIO? ” Il problema non è semplice. Al di sotto
di un certo livello, non si sentono credibili davanti al mondo,
ma al di sopra non c’è limite. Numerose esperienze, hanno dimostrato
che lo spirito di DIO, agisce attraverso gli esecutori, con l’illuminare
la loro personalità. Quindi riflettiamo bene prima di lasciarci
travolgere dall’andazzo odierno.
Tutto è permesso ma…..
Non tutto è utile ( 1 Cor. 6: 12; 10: 23 ) cioè non contribuisce
al nostro progresso spirituale
Non tutto edifica ( 1 Cor. 10: 23; ) cioè non aiuta a costruire
una personalità cristiana stabile ed equilibrata,
e non serve a creare, tra i membri della Chiesa, una comunione
di pensieri e sentimenti.
Non mi farò schiavo di niente (1 Cor. 6: 12 ) anche le cose migliori
diventano pericolose, si rischia di perdere la propria libertà
loro riguardo.
Nel nome del Signore Gesù.
Fare una cosa nel nome di qualcuno è fare come egli avrebbe fatto.
Una musica fatta nel nome del Signore, col suo amore e la sua autorità,
ci porterà il riflesso della sua personalità, la sua dolcezza, la
sua verità, la sua purezza, il suo amore e la sua potenza d’indignazione
davanti al male.
Una tale musica avrà dei momenti di forte sonorità, ma non si
compiacerà ad eccitare gli istinti, né a condizionare gli ascoltatori,
non resterà disordinata, né caotica, né eccessiva, ritroverà sempre
l’equilibrio che segna il trionfo di DIO, su tutto ciò che è distruttivo
e disarmonico.
Capitolo 4 su
Il canto nella vita della Chiesa
Nella maggioranza delle nostre chiese europee, la musica occupa
un piccolo posto: due cantici all’inizio della riunione ( “aspettando
i ritardatari” ) un altro alla fine...
Per fare rivalutare il canto nella chiesa, sono sufficienti una
o due persone convinte, che cominciano a ridargli una nuova dimensione.
Esse arriveranno a condividere con il resto dell’assemblea la
visione dell’importanza di cantare per DIO, di valorizzare il
testo, evitare la routine, in modo che il canto diventerà un momento
intenso del culto.
Si alla musica ma attenzione all’estremo opposto…… l’essenziale
in un culto non sarà mai la musica, ma “ l’insegnamento degli
apostoli, la comunione fraterna, la frazione del pane, le preghiere…”
( Atti 2: 42 )
Perché cantiamo in Chiesa?
Perché cantiamo nelle nostre assemblee, prima ,dopo o durante
le riunioni? Per abitudine, per obbligo, per rispettare la tradizione,
per riempire dei tempi morti, per aspettare i ritardatari? Non
sono motivazioni valide. Perché ci piace? Neppure questa è una
motivazione accettabile. Cantiamo per dare gloria a Dio, perché
gradisce le nostre lodi, e per le motivazioni viste prima, quindi
facciamolo con gioia e serietà! Se le parole di un cantico contengono
un valido messaggio, varrebbe la pena di leggerle insieme.
Ogni modifica nell’ordine del culto o di altre riunioni, in vista
di dare maggiore spazio alla musica, dovrebbe essere preceduto
da una seria riflessione sul significato del culto, e un messaggio
imperniato sul posto della musica nella Bibbia.
Obiettivi che si raggiungono col canto.
Il canto è un mezzo per unire un gruppo nell’adorazione, la preghiera
e la lode. Il canto insegna delle verità spirituali e le cala
in profondità. Dà a ciascuno la possibilità di esprimere le proprie
attitudini interiori ed esperienze a volte meglio che con le parole.
Prepara all’ascolto di un messaggio. Aiuta a ricordare il messaggio
appena udito ed ha tenerlo nel cuore. A volte proprio durante
il canto si prendono decisioni importanti, che il messaggio aveva
suscitato. Se le parole del canto sono tratte da un salmo o da
un brano biblico, ci aiuta a memorizzare la Parola di DIO.
Valorizzare la musica perchè dono di DIO
Se la musica è un dono di DIO, nessun cristiano se ne può disinteressare
o può disprezzarlo. Questo dono si compone di più elementi, e
ciascuno va valorizzato come dono di DIO: ritmo, melodia, armonia,
senza privilegiare l’uno a scapito dell’altro.
Ritmo
Dare al ritmo il posto che gli compete, nella musica dedicata
a DIO, vuol dire innanzi tutto: accogliere canti con ogni sorta
di ritmi, anche se sono nuovi per noi. Non c’è uniformità nella
Creazione: un ritmo simile a tutti gli altri, non riflette le
ricchezze infinitamente varie, di tutto ciò che esce dalla mano
di DIO.
Per facilitare l’apprendimento di nuovi canti, da parte di tutta
l’assemblea, sarebbe bene avere, prima del culto, un momento riservato
a questo apprendimento, per non accorciare i tempi da dedicare a
DIO
In questa occasione, l’abitudine al ritmo, deve avere il primo
posto: si può imparare a battere le mani dicendo le parole. Durante
le riunioni giovanili, anche gli strumenti a percussione possono
sottolineare il ritmo, e dare al canto un carattere dinamico e
gioioso. “Lodate DIO con il timpano e le danze…lodatelo con i
cembali risonanti, con i cembali squillanti.” ( Salmi 150:4-5;
149:3; 1 Cron. 25:1 )
Melodia
La decina di note che costituiscono il materiale della maggioranza
delle nostre melodie, offre un numero praticamente infinito di
combinazioni possibili. Per familiarizzarci con la melodia e con
ciò che il compositore voleva dirci, sarebbe bene ascoltare prima
di cantare (anche solo la musica ) e poi cantare a bocca chiusa,
per imparare tutte le sfumature.
Poiché la melodia è un dono di DIO, perché sarebbe riservato a
qualche privilegiato di improvvisare e comporre melodie?
L’apostolo Paolo dice di “cantare a DIO sotto l’impulso della grazia”
(Col. 3: 16 )
Se qualcuno di questi canti improvvisati sarà più interessante
di altri, si potrà registrare e riutilizzare anche in altre occasioni.
Armonia
Dio ha creato la diversità, nelle voci: uomini o donne, tenori
e bassi, soprani o contralti. Il canto a quattro voci riflette
la caratteristica dell’unità, nella diversità. L’armonia può essere
valorizzata con gli strumenti, che potranno sostenere le varie
voci del coro.
Non profanare i cantici
Vi sono diversi modi di profanare i cantici: cantandoli come
dei canti profani, ( per il desiderio di cantare, per passare
il tempo senza pensare alle parole ) chiacchierando coi vicini
mentre gli altri cantano. Oseremmo farlo durante le preghiere?
La maggioranza dei cantici sono preghiere cantate! Per abitudine
le parole perdono poco a poco il loro significato. Bisogna prendere
il coraggio di non cantare e meditare il testo in silenzio.
Il conduttore del canto
Il conduttore dovrebbe evitare ogni parola inutile ( “prendete
la raccolta dei cantici….” ) non fare correzioni ritmiche o melodiche
tra le strofe, evitare gli annunci intercalati ai canti di lode,
non fare continuamente alzare o sedere le persone. Non sceglie
( salvo eccezioni ) i cantici all’ultimo momento, ma prevede prima
della riunione una prospezione di canti di adorazione e di lode.
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La scelta dei cantici: regole generali.
Il testo
Il testo è al primo posto, nell’importanza per la scelta di un
buon cantico.
È bene raggrupparli come canti di lode, consacrazione, conforto,
preghiera, appello, testimonianza.
La melodia è al secondo posto nell’importanza, ma non è secondaria.
Un cantico con una melodia inadatta al testo, o mal ritmata, lascia
un’impressione spiacevole.
Il responsabile deve assomigliare a quel capo di casa :
che “ sa prendere dalle sue riserve, cose antiche e cose nuove”.
( Mat. 13: 52 )
Cantici per il culto.
Il primo cantico dovrebbe essere ben noto a tutti, perché tutti,
con slancio, possano cantare. Poi seguiranno cantici vari,( umiliazione,
confessione, ascolto ) e se possibile uno in relazione al messaggio.
Ma i cantici sono “per DIO”, non per il nostro piacere.
Ogni dono che DIO ci dà implica anche una responsabilità: quella
di ben coltivarlo e di utilizzarlo a sua gloria.
Ecco l’importanza del ministero musicale nella Chiesa.
Sotto l’antico patto, non si temeva di pagare il prezzo: 4.000
leviti messi a parte per lodare Iddio con gli strumenti ( 1Cron.
23: 5 ) formati da 288 insegnanti ( 25: 7 ) che li allenavano per
parecchi anni.
Abbiamo noi la visione di consacrare tempo e soldi : per far
imparare ai nostri giovani uno strumento? per aiutare certi credenti
nel ministero musicale? Per coltivare le nostre voci per lodare
DIO? Per riservare una parte delle nostre riunioni, alla formazione
di una corale?
Chiunque voglia lavorare per il signore, sa che ci sono sacrifici
e rinunce.
L’attività nel campo musicale, non è un divertimento per alcuni
che hanno delle capacità in questo campo! E’ un servizio importante
che richiede abnegazione, spirito di sacrificio e di servizio, discernimento,
capacità di preparazione a volte anche lunga, sopportazione della
fatica e delle ripetizioni necessarie, per acquisire o affinare
i talenti naturali. Chi ha fretta di “ far carriera”, è meglio che
faccia musica altrove; per il servizio del Signore non è richiesta
la fretta, ma la costanza e la fedeltà e a chi cerca il “successo”
è bene consigliare altre strade!
Fondamenti biblici
Nell’A.T., la musica del Tempio, era fatta dai soli leviti, che
non avevano patrimoni ereditari come le altre tribù, erano interamente
consacrati al servizio del santuario, vivevano delle decime, delle
primizie.
( Lev. 27:30-33; Es. 13:12 e 23: 19 )
Questi precedenti biblici, possono giustificare un ministero musicale
a tempo pieno, a servizio della Chiesa.
Disposizioni personali
Le persone che partecipano a un programma musicale:
* riconoscono che amare DIO e la sua Parola è più importante che
amare la musica.
* Sanno che anche verso i perduti, può essere utilizzato questo
ministero.
* Abbiano una veduta biblica del posto della musica
* Siano persone equilibrate, pazienti, stabili, nelle quali l’entusiasmo
sia temperato dal buon senso e un briciolo di “ humour ”.
* Siano aperti alle idee degli altri, e a nuove forme musicali.
* Che sappiano avere un buon contatto con gli altri.
* Che siano spiritualmente maturi.
* Che sappiano collaborare con gli altri, e sappiano sottomettersi
alle autorità.
( Anziani e Comitato musicale.)
Come per chiunque altro aspiri ad un altro ministero, chi svolge
un ministero musicale deve avere qualificazioni personali, familiari
e sociali, deve essere provato, disponibile a servire, sobrio.
Le qualificazioni tecniche
Il responsabile musicale lavora non per la sua gloria o per piacere
agli uditori, ma per DIO.
DIO sa bene se ci siamo preparati con cura, o se ci “ buttiamo”
in qualche modo: senza badare alla qualità e pensando solo alle
nostre preferenze…. Il musicista cristiano è permeato dal suo
stato spirituale reale. Un livello tecnico elevato non è sinonimo
di spiritualità: musicisti debuttanti possono fare trasparire
la ricchezza della loro vita interiore, mentre grandi virtuosi
sono vuoti di ogni ricchezza spirituale ( e talvolta anche umana
).
Nonostante ciò non bisogna glorificare l’ignoranza…..non negligiamo
la disciplina, lo studio e i tempi di maturazione…. Benché chiunque
aspiri ad un ministero, debba avere il dono corrispondente, ricordiamo
che “DIO non disprezza il giorno dei piccoli cominciamenti!” (Zacc,
4:10) Quindi anche i tentativi timidi e maldestri, le corali in
formazione…purché non si resti là.
Colui che ha l’umiltà di riconoscere le sue lacune e ha la volontà
di migliorare, non si deve lasciare abbattere dalla mancanza di
tecnica.
Col tempo, l’esperienza, l’aiuto e i consigli dei partecipanti
e dei responsabili, si possono acquistare le qualità essenziali.
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L’unità della corale.
Un punto sul quale si dovrà vegliare con molta cura, è l’unità
interiore della corale. Come per ogni gruppo cristiano, dove la
comunione deve essere profonda e non solo formale, la vera unità
non è automatica. Bisogna salvaguardare, dagli attacchi del nemico,
il dono di DIO dell’unità.
Rivalità , gelosia, risentimenti…e poi si canta, come se niente
fosse… Ma lo Spirito Santo non dà la libertà di utilizzare la
corale, se ci sono…barriere tra i coristi. Con quale gioia si
può poi cantare, quando ai piedi della croce si sono confessati
i propri torti, si è accordato il perdono
La musica al servizio della Chiesa
Le difficoltà
La musica non ha il posto che le compete, nella vita del culto
e della Chiesa, perché non è capita la ragione per cui essa dovrebbe
avere più posto. Infatti non si è mai parlato del posto che deve
occupare la musica…. sul suo ruolo nella vita del cristiano e
della Chiesa, sul desiderio di DIO di essere glorificato con dei
cantici !
L’inerzia di fronte al cambiamento: ci si tiene ai “bei vecchi
cantici” e non si vede perché se ne dovrebbero cantare di nuovi.
Questi ed altri atteggiamenti settari, sono reali e non si può
minimizzarli: possiamo solo affrontarli con preghiera, ed un’attitudine
spirituale equilibrata.
Le possibilità
L’apostolo Pietro diceva:
“Che ciascuno di voi metta al servizio degli altri, il dono che
ha ricevuto” ( 1 Piet. 4: 10 )
Se ho ricevuto il dono di cantare, o di suonare uno strumento,
o di dirigere il canto, è un talento che DIO mi domanda di mettere
al servizio dei fratelli e sorelle, e mi domanderà conto del suo
impiego.
Per ben utilizzare il dono che mi è stato confidato, io non debbo
né sopra né sotto stimarlo, ma farmi un’idea giusta ( Rom. 12:3)
Gli altri potranno aiutarmi in questa giusta valutazione del
dono, dandomi francamente il loro pensiero. Non disprezzare i
piccoli inizi e perfezionarsi, nei limiti di tempo e priorità,
in tutte le occasioni possibili è indispensabile per utilizzare
bene il dono. E’ anche indispensabile mettere sé stessi al servizio
del Signore e della Chiesa, non solo il proprio dono. In questo
modo ci si renderà utili in tanti piccoli servigi che fanno bene
a chi li fa ed a chi li riceve, si impara ad essere disponibili
e non ci si valuta in rapporto al dono ricevuto che potrebbe altrimenti
diventare un laccio per l’orgoglio invece di essere un altare
di sacrifici di lode per il nostro Dio.
Il programma
Attesa e azione
Un programma d’azione comincia sempre con la preghiera con la
quale domanderemo a DIO di predisporre favorevolmente lo spirito
dei responsabili, affinché riconoscano l’importanza, o per lo
meno la giusta collocazione, del ministero musicale. Pregheremo
anche di darci la pazienza necessaria per attendere il momento
e le circostanze favorevoli.
Parlare con i responsabili
Se abbiamo l’impressione che gli anziani o il pastore siano poco
disposti a introdurre innovazioni sul piano musicale, dobbiamo
avere un incontro schietto con loro per attirare la loro attenzione
sul ruolo biblico della musica.
Con dei responsabili molto immobilizzati nella loro volontà conservatrice,
ricordiamoci della parabola del giudice inflessibile e della lezione
di perseveranza che ci dà il Signore ( Luc. 18 )
Cerchiamo delle persone che abbiano la stessa visione e preghiamo
insieme. Prepariamo un piccolo gruppo per i primi tentativi. Valorizziamo
i doni degli altri.
Essere pronti
Spiritualmente:
avere la convinzione che posso apportare un contributo, e che
è per il Signore e per la sua gloria che lo faccio non per avere
applausi. La musica è solo uno degli aspetti della vita della
Chiesa.
Psicologicamente:
essere pronto ad incassare delusioni se la reazione non è stimolante
o addirittura critica e negativa. Lasciar da parte ogni suscettibilità
che blocca, e andare avanti.
Tecnicamente:
essere sicuri di ciò che si suona o si canta, conoscere bene
i canti nuovi, ecc.Una volta che si è iniziato, il seguito sarà
più facile: si scopriranno dei sostegni insospettabili e l’atmosfera
si modificherà.
Essenziali sono:
La convinzione che un tale sforzo è conforme alla volontà di DIO
la perseveranza fino a che porti dei frutti
la preghiera senza la quale ogni sforzo è vano
Lodate il Signore, perché è cosa buona salmeggiare al nostro DIO;
perché è cosa dolce e la lode si addice a lui.