Uno degli insegnamenti più importanti di questo comandamento
è la constatazione che l'esistenza di Dio non è passibile di dimostrazione,
essa può solo essere riconosciuta e di conseguenza affermata.
Non esistono prove "razionali" dell'esistenza di Dio.
Il comandamento afferma in primo luogo, l'assoluta sovranità
di Dio sulla propria creatura, dalla qual cosa si ricava che solo
l'Eterno può pretendere obbedienza dalla sua creatura. Il primo
comandamento è pertanto il fondamento di tutti gli altri.
Se l'esistenza di Dio appare indubitabile, non altrettanto può
essere detto per il suo contrario, l'ateo è dalla Scrittura dichiarato
"stolto" (Salmo 14:1).
Se l'ateismo è impossibile invece l'idolatria è inevitabile per
quanti non si sottomettono a Dio; ovviamente essere idolatri non
significa necessariamente prostrarsi davanti ad una statua, ma
anche porre altri valori al posto che soltanto Dio dovrebbe occupare;
pertanto la giustizia, la pace, la politica, il lavoro, possono
senz'altro diventare idoli.
L'inevitabilità della presenza dell'idolo, è connessa al fatto
che l'esistenza umana è destinata ad essere orientata religiosamente.
La società contemporanea ci offre ampia testimonianza della religiosità
dell'uomo ribelle a Dio: occultismo, sensitività, spiritismo,
pratiche astrologiche oltre al proliferare di ogni specie di culti
(islamismo, buddhismo, new age, dianetica, teosofia, solo per
citarne alcuni).
L'idolo pur essendo in sé "nulla" agli occhi di Dio,
rappresenta un pericolo mortale per l'uomo.
In Deuteronomio 8:19 è scritto: "Ma se avvenga che tu dimentichi
il tuo Dio, l'Eterno, e vada indietro ad altri dei e li servi
e ti prostri davanti a loro, io vi dichiaro quest'oggi solennemente
che certo perirete", questo avvertimento ricorda molto da
vicino quello rivolto ad Adamo in Genesi 2:I7: "Nel giorno
in cui tu ne mangerai, per certo morrai".
Dio è interessato a preservare la vita della sua creatura per
tale motivo l'avverte di non dare la propria esistenza in mano
all'idolo (altri dei). Farsi altri dèi , adorarli e seguirli significa
consegnarsi alla morte.
Il primo comandamento esprime l'amore di Dio nei confronti della
Sua creatura. In Deuteromio 6:4-5 troviamo un'altra formulazione
del primo comandamento: "Ascolta Israele: l'Eterno, I'Iddio
nostro è l'unico Eterno. Tu amerai dunque l'Eterno , il tuo Dio,
con tutto il cuore, con tutta l'anima tua e con tutte le tue forze".
Ritroviamo questo brano nei Vangeli, sulle labbra di Gesù (Matteo
12:29-30), solo dandosi completamente, con tutto il proprio essere
a Dio si può sperare di sottrarsi al pericolo della morte che
gli altri dèi rappresentano.
La parola tradotta "Eterno" esprime il tentativo di
dare un senso comprensibile al tetragramma con il quale Dio si
propone a Mosè: YHWH. Riteniamo errata qualsiasi associazione
della parola YHWH al verbo Hayah (essere,divenire), e dunque errate
traduzioni come il Sussistente, l'Onnipotente, l'Eterno, il Signore
di Tutto ciò che esiste, ect. YHWH era il nome che Dio aveva scelto
per esprimere la propria volontà di contrarre alleanza con il
popolo di Israele.
"Io sono il Signore Dio tuo" è da porsi in relazione
con Esodo 3:13-17, brano quest'ultimo in cui Dio si rivela a Mosè
come Colui che vuole rinnovare l'alleanza stipulata con i patriarchi.
Il nome di Dio, che Mosè deve comunicare ai propri confratelli,
testimonia della rinnovata misericordia che Dio desidera manifestare
al proprio popolo.