La Grazia dell'Eterno

Chiesa Cristiana Evangelica Pentecostale

Monteforte 2008: 8 agosto

L'atteggiamento iniziale che ebbero i pentecostali alla loro nascita fu il forte impulso all'evangelizzazione. Ciò avvenne soprattutto ad opera delle Assemblee di Dio. Caratteristica della visione evangelistica delle Assemblee fu quella di non limitarsi ad una evangelizzazione di quartiere ma di vedere come proprio campo d'azione un po' tutto il mondo. Con la nascita del movimento pentecostale però, a dispetto dell'interesse molto forte dedicato all'evangelizzazione, c'era carenza di formazione biblica.

In questo quadro generale introduciamo una domanda: cosa accade in Italia? Per parlare della situazione italiana, bisogna partire da lontano. Più precisamente, da Chicago, dalla chiesa di Francescon, che conduceva una comunità assieme ad altri anziani come Ottolini, Menconi ecc.
All'interno di questa comunità c'è un forte interesse evangelistico. Il pastore Durham, invitato da Francescon a partecipare ad una riunione in casa sua, invita il gruppo a non demordere ma anzi, ad impegnarsi in questa attività.

Il messaggio pentecostale dunque allarga i suoi orizzonti; Francescon porterà il messaggio in Sud America, tra Argentina e Brasile. In Italia invece la testimonianza arriverà attraverso il fratello Lombardi.
A questo punto però, avviene qualcosa di estremamente importante: l'impostazione della predicazione cambia radicalmente perché la testimonianza pentecostale viene proposta a persone che non conoscono perfettamente niente della realtà evangelica. Bisogna dunque adattare il messaggio al contesto dell'ascoltatore.

Tornando in seno alla chiesa di Chicago bisogna purtroppo parlare del come essa finì per spaccarsi. Ciò perché si trovò di fronte a elementi nuovi, che gli anziani della comunità non erano in grado di sopportare.
La prima spaccatura avviene con Ottolini. Di ritorno a Chicago da un viaggio, vide la chiesa irrigidita ed invita tutti ad un risveglio. Gli anziani, notando il suo fervore, lo invitano ad essere lui stesso il predicatore di quelle riunioni. Ma Ottolini aderì all'idea (anti-scritturale) che chi non è battezzato di Spirito Santo non è salvato. Gli anziani non condivisero e questa presa di posizione, ammonirono Ottolini che di tutta risposta si fece la sua propria comunità.
Un altro motivo di spaccatura si ha per una presa di posizione su Atti 15:29 ("...che v'asteniate dalle cose sacrificate agl'idoli, dal sangue, dalle cose soffocate, e dalla fornicazione; dalle quali cose ben farete a guardarvi. State sani").
Il fratello Giuseppe Petrelli fu accusato di avere posizioni troppo liberali su questo verso. Francescon invitava ad informarsi sulla provenienza delle carni mangiate al fast-food. Una posizione troppo rigida, che non teneva conto dell'intera Scrittura ma si appellava al singolo versetto. Bisogna infatti tener conto che tali espressioni della Conferenza di Gerusalemme erano legate all'esigenza di conciliare i cristiani giudei e quelli gentili; i giudei pretendevano che ci fossero queste imposizioni.
Quindi si cercò di buttare fango su Petrelli - come sui fratelli della Valle del Sele (chiamati a tal proposito, i "mangiasangue") - forse a causa di qualche invidia nei confronti di una "grande" personalità come Petrelli. Francescon continua così la sua battaglia su questo punto, e dopo aver inviato lettere alle varie chiese pentecostali a sostegno della sua posizione, tiene un convegno a Niagara Falls nel corso del quale fu decretato che chi osservasse posizioni liberali su Atti 15 non doveva assolutamente predicare.

Francescon fa di questo "scontro" quasi una ragione di vita tanto da arrivare a ribadire la sua posizione persino in Italia, dove la predicazione pentecostale avveniva ad opera di Serafino Arena, in Sicilia e di Lucia Menna che predica a Ginoso di Puglia, trovando non pochi ostacoli ed oppressori. Sempre con lo stesso obiettivo Francescon indice un convegno a Roma nel 1929.

E proprio nel 1929 avviene qualcosa di fondamentale per la storia del nostro paese, che cambia l'assetto delle relazioni religiose. Mussolini, al potere in Italia da vari anni, decide di siglare con la chiesa cattolica i noti Patti Lateranensi. La manovra di Mussolini era volta ad ottenere consenso tra la popolazione, avendo un occhio di riguardo per la chiesa, che con la presa di Porta Pia vide fortemente rimaneggiato il suo territorio. Coi Patti, quella cattolica divenne religione di stato. Vennero anche riconosciuti Ebrei e valdesi, ma conformemente alle leggi restrittive in materia.
Chi dava realmente fastidio al regime e alla sua volontà di controllo di corpi e menti erano i pentecostali. Questi vennero perseguitati, soprattutto nei paesini di montagna. Dal Ministero della Giustizia la questione passò nelle mani del Ministero dell'Interno e avvenne la persecuzione ufficialmente in tutta Italia attraverso soprattutto la diffusione della circolare Buffarini Guidi che essenzialmente proibiva di professare la fede pentecostale.
Nonostante ciò la chiesa andò avanti, mediante riunioni clandestine e riuscì persino a crescere. Poi ci fu la liberazione dell'Italia dall'oppressione fascista ad opera degli Americani, che ottennero di vedere nelle leggi italiane il riconoscimento della libertà di culto. Ad ogni modo, anche quando la Buffarini Guidi fu ufficialmente accantonata, giocando sull'ignoranza delle persone, in molti paesini i suoi effetti persecutori si facevano ancora sentire sulla popolazione pentecostale.

Tuttavia, con l'inizio della liberazione, le chiese decidono di riunirsi ed effettuano un primo convegno ad Agrigento nel 1944. A parteciparvi furono soprattutto chiese siciliane, visto che fu dalla Sicilia che partì la liberazione d'Italia e molte regioni a nord della Sicilia erano ancora sotto il dominio fascista. Durante questo convegno fu deciso che i pastori dovevano essere nominati per imposizione delle mani, gettando le basi per il passaggio da un sistema di stampo congregazionalista ad uno di stampo presbiteriano. Inoltre fu deciso che i membri non necessariamente dovevano essere battezzati se provenivano da un'altra confessione in cui il battesimo era praticato in età adulta. Infine fu stabilita la necessità di astenersi da ogni attività politica.
Nel '45 si tenne il secondo convegno, sempre a Raffadali in provincia di Agrigento. Durante il convegno le chiese di Palermo proposero di creare un organo tra il convegno annuale dei pastori e le varie comunità. Si volle inoltre prendere posizione sugli atti immorali e sulle esagerazioni carismatiche e fu deciso che soltanto in casi eccezionali un non battezzato di Spirito Santo poteva fare le veci del pastore.
Durante il convegno a Roma dell'anno successivo, le chiese di Roma, che l'anno prima avevano storto un po' il naso dinanzi alla proposta delle chiese di Palermo, stabilirono che era necessaria una vera e propria organizzazione per gestire collette generali coi fondi provenienti dal piano Marshall. Intanto dagli USA arrivò la notizia che le Assemblee di Dio americane si stavano organizzando per ottenere il riconoscimento.
Nel convegno del '47, furono invitati a partecipare alcune personalità: De Gregorio, un congregazionalista di Chicago; Pearl un pentecostale svizzero e Niss che era ai vertici delle Assemblee di Dio americane. Gli ultimi due erano personalità molto colte e preparate, soprattutto se paragonate a De Gregorio, e quindi riuscirono a dipingere il sistema delle AD come una buona organizzazione. E fu così che nel '47 ci si organizzò e si costituirono le Assemlee di Dio in Italia. Alcuni membri non furono d'accordo e nello stesso anno dunque, nacquero anche le Congregazioni Siciliane. Tuttavia fu soltanto nel '59 che le ADI vennero riconosciute dallo Stato.

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