La Grazia dell'Eterno

Chiesa Cristiana Evangelica Pentecostale

I 10 Comandamenti: non uccidere

 

Questo comandamento implicitamente afferma, che solo Dio può esprimere giudizi di merito sul valore della vita umana; infatti che senso potrebbe avere la dichiarazione di un uomo a proposito di tale fondamentale argomento?
Il comandamento in questione, esprime il desiderio di Dio di fare in modo che l'uomo possa vivere tranquillamente senza la minaccia di qualcuno intenzionato a togliergli la vita.
Solo Dio è giudice della vita, per tale motivo è condannata la condotta di quell'uomo che pretenda uccidere indiscriminatamente, ergendosi in tal modo a giudice della vita di un altro uomo.
Il verbo "non uccidere" nel brano in questione è "rasah", esso significa propriamente: "non versare sangue innocente", "non assassinare", il comandamento dunque condanna l'omicidio doloso, l'assassinio deliberato.
Assassinare il prossimo è un modo per sovrapporre al giudizio di Dio, il proprio giudizio in merito al valore della vita di un uomo.
Il sesto comandamento è altresì teso a preservare l'immagine di Dio nell'uomo (Gen. 9:5-6), al punto che ne è richiesto conto a qualsiasi creatura.
L'uomo è destinato a tornare alla terra da cui è stato tratto, ma se la sua vita torna alla terra sotto forma di sangue sparso, allora la terra ne rimane contaminata (Num. 35:33). In tale evenienza nel'AT lo stesso sangue dell'uccisore è chiamato in causa per l'espiazione.
Infatti non tutte le uccisioni sono condannate dal comandamento, anzi nell'Antico Testamento alcune uccisioni sono addirittura comandate da Dio, ad esempio quelle degli animali per potersene servire come cibo (Genesi 9:3).
Le uccisioni che mai l'israelita avrebbe ritenuto fossero proibite dal sesto comandamento, erano comminate per una serie molto vasta di infrazione alla legge mosaica:
1) magia, evocazione dei defunti, divinazione (Esodo 22:17; Levitico 19:31; 20:6, 27; Deuteronomio 18:10-14)
2) sacrifici (anche umani) agli idoli (Es. 22:20; Lev. 20:2-5; Deut. 13:6-17;; 17:2-7)
3) profanazione del giorno del riposo (Es. 31:14-15; 35:2)
4) bestemmia (Lev. 24:10-16)
5) falsa profezia pronunciata invocando divinità pagane o abusando del nome di Dio (Deut. 13:1-5)
6) adulterio (Lev. 20:10; Deut. 22:12)
7) stupro di una vergine non schiava fidanzata ad un altro uomo (DEut. 22:21-27, sono presentate in questo brano diverse modalità di applicazione della pena)
8) maledire padre e madre (Lev. 20:9; Es. 21:15, 17)
9) relazioni sessuali con la moglie del proprio padre o con la propria sorella (Lev. 20:12)
10) prendere in moglie figlia e madre (Lev.20:14, il brano è ambiguo, non si comprende se la pena capitale fosse inflitta a chi avesse preso in moglie la propria madre o la propria figlia, oppure se fosse proibita la pratica della poligamia quando questa comportava prendere due donne che fossero ta loro madre e figlia)
11) relazioni sessuali con la propria sorellastra (Lev. 20:17)
12) relazioni sessuali con donna durante il periodo mestruale (Lev. 20:18)
13) donna non trovata vergine dal proprio marito (Deut. 22:13-21)
14) figliuola del sacerdote che si prostituisce (Lev. 21:9)
15) relazioni sessuali con bestie (Lev. 20:15-16; Es. 22:19)
16) omossessualità (Lev. 20:13; Deut. 22:5)
17) relazioni sessuali con zia materna o paterna, con zia acquisita o con la moglie del fratello germano (Lev. 20:19-21 sul significato dell'espressione "portare la pena della propria iniquità" vedi punto 30)
18) ribellione nei confronti dei genitori (Deut. 21:18-21, probabilmente questa situazione è la medesima di quella illustrata al punto 8)
19) omicidio doloso (Es. 21:12, 14, dobbiamo considerare omicidio doloso anche: l'aborto, l'eutanasia, il suicidio, l'alcoolismo, il fumo, l'uso e lo spaccio di droghe)
20) rifiuto di sottomettersi al decreto del sacerdote o del giudice (Deut. 17:12)
21) percuotere padre e madre (Es. 21:15, vedere punti 8 e 18)
22) rapimento (Es. 2:16; Deut. 24:7)
23) falsa testimonianza (Es. 21:18-36, era comminata la pena di morte solo nel caso il falso testimone ricercasse la morte dell'accusato)
24) celebrazione impropria della pasqua (Es. 12:15; Num 9:13)
25) mancanza di umiliazione nel giorno dell'espiazione, non digiunando o lavorando (Lev. 23:29)
26) non essere circoncisi, se ebrei (Gen. 17:14)
27) mangiare il sangue (Lev. 17:14)
28) mangiare il grasso dei sacrifici (Lev. 7:25)
29) disprezzare l'ordinanza di presentare i sacrifici al luogo scelto dall'Eterno (Lev. 17:1-9)
30) consumazione fuori dal tempo stabilito, della carne del sacrificio di azioni di grazie (Lev. 7:18; 19:8, notare l'identità tra le espressioni "portare la pena per la propria iniquità" e "essere sterminato di fra il popolo")
31) utilizzo per uso profano dell'olio e del profumo sacri (Es. 30:33, 38)
32) consumazione dei sacrifici da parte di persone in stato di imurità (Num. 19:20; Lev. 7:20)
33) frode nel commercio (Deut. 25:13-16)
34) appropriazione di quanto era stato interdetto (Giosuè 7:19-27)

...la lista potrebbe non essere completa.

Pur essendo contrari alla pena di morte diamo di seguito alcuni dei motivi erroneamente addotti per contestarla:

1. L'argomento dell'amore. Si afferma che il Signore ci ha chiamato ad amare i nostri nemici, pertanto risulterebbe del tutto paradossale ricercare la morte di alcuni di essi. Questo argomento dissociando l'amore di Dio dalla giustizia, potrebbe essere usato addirittura per abolire i tribunali e ogni forma di punizione dei criminali.
2. L'argomento dell'adempimento definitivo della pena di morte con la crocifissione. La pena inflitta a Cristo sul Golgota avrebbe abolito per sempre la possibilità per l'uomo di togliere la vita ad un altro uomo.
Questo argomento non distingue tra la morte vicaria del Cristo, e la natura dei tribunali umani e delle pene da loro inflitte.
3. L'argomento delle mutate circostanze storiche. Questo argomento è sostanzialmente fondato sulla considerazione che la pena di morte in Israele era in realtà intesa come un "deterrente", teso ad arginare la pratica della "faida", ossia la vendetta tribale (ad esempio Caino, per sua stessa ammissione meritevole di morte, riceve un sigillo da parte dell'Eterno affinchè nessuno lo uccida "per vendetta" Genesi 4:14-15). Tale argomento riposa largamente su presupposti "evoluzionisti", riassumibili come segue: Israele è stato progressivamente istruito alla giustizia, tramite una legge che prescriveva la morte per alcuni crimini. Con la venuta di Cristo l'umanità ha sperimentato un progrssivo allontanamento dalle barbarie, con conseguente teorizzazione di un diritto più mite, teso al recupero del criminale e non alla sua punizione.
4. L'argomento del "non uccidere". Abbiamo già visto come il 6° comandamento non escluda la pena di morte per l'assasinio.

Alcuni brani del Nuovo Testamento ci inducono ad affermare che la pena di morte è stata esplicitamente abolita per alcune trasgressioni quali: l'adulterio (Matteo 19:9, Giovanni 8:11), il matrimonio illecito (1Corinzi 5:1-5), la bestemmia (1Timoteo 1:20).
Il realtà, il 6°comandamento nulla afferma in modo esplicito a proposito della pena da comminare per l'assasinio. Infatti il comandamento si limita semplicemente a condannare l'omicidio doloso.
Il sistema di sanzioni applicato allo specifico comandamento, non può non essere inteso nel quadro delle sanzioni destinate al popolo di Israele, sotto la tutela dell'economia precedente quella della grazia in Cristo. Ritenere di poter applicare ancora oggi la pena di morte al comandamento del "non uccidere", implica un voler mettere di nuovo in auge prescrizioni e precetti strettamente connessi all'economia mosaica. E infatti perchè non invocare la pena di morte anche per l'omosessualità, il percuotere i genitori (trasgressione al 5° comandamento), la falsa testimonianza, il rapimento ( infatti il "non rubare" dell'8° comandamento, condanna anche il "furto d'uomini"), ect.
Alcuni teologi riformati ritenevano che il brano di Genesi 9:6 "il sangue di chiunque spargerà il sangue dell'uomo sarà sparso dall'uomo", fosse un termine di quel patto stretto, tramite Noè, con tutta l'umanità sino alla fine dei tempi. Tale "patto noachico" avrebbe avuto un valore superiore a quello della legge mosaica.
Vi ravvisavano pertanto un'autorizzazione ad applicare senz'altro la pena di morte per l'assassinio (si parlava in questo caso di "patto noachico"). Ma nello stesso brano è contenuta anche la proibizione di mangiare sangue animale (v.4), che a noi sembra essere stata abolita da Cristo (Marco 7:19).
Probabilmente tanto per il sangue animale, quanto per il sangue umano versato, sono valide le stesse considerazioni di prefigurazione del sacrificio di Cristo. La pena di morte, da una parte era un monito teso a fare apprezzare il valore della vita umana agli occhi di Dio, dall'altra, i moniti contro il sangue versato (di esseri umani), e il mangiare il sangue (di animali) dovevano servire a fare apprezzare il sacrificio del Figliolo di Dio.

Poco possiamo aggiungere a proposito dell'argomento, piuttosto trito, di Romani 13:4, secondo il quale il magistrato non porterebbe "la spada invano".
In campo evangelico si è deciso, con un'esegesi piuttosto dubbia, che "la spada" del magistrato significa la possibilità affidatagli, di potere comminare la pena di morte agli omicidi (non credo che i magistrati al tempo di Paolo la comminassero solo per tale reato!). Nel caso la corretta interpretazione fosse questa, Paolo approvava tale stato di cose presente nell'Impero Romano? Oppure si esprime a proposito di quelli che debbono essere i comportamenti dei credenti, in sistemi dove la giustizia divina non sempre è manifesta (Paolo ad esempio non condanna la pratica della schiavitù, ma dona consigli cristiani a schiavi e padroni)

Che conclusione trarre da quanto sin qui detto, certamente che come credenti evangelici siamo impegnati per una difesa a tutto tondo della vita umana, dall'embrione, alla vita dell'omicida. Certamente siamo contro la pena di morte non perchè la giustizia umana è imperfetta, ma perchè è venuto meno il valore di prefigurazione, che alla pena di morte sotto l'Antico Patto era connessa.

I grandi predicatori Meditazioni Studi biblici Gli amici musulmani Siti consigliati Il Vangelo di Giovanni Gratis per te!
Copyright by La Grazia dell'Eterno