"Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno, né
l'ora in cui il Figlio dell'uomo verrà" (Matteo 25:13).
L'apostolo Paolo, nella sua epistola agli Ebrei, ci avverte che
"è stabilito che gli uomini muoiano una sola volta, e dopo
ciò viene il giudizio" (Ebrei 9:27). E credo - seppur bastasse
questa considerazione a risvegliare un mondo assopito, addormentato
- che si avvicina il giorno profetizzato nelle Scritture (cfr.
2 Pietro 3:10; Apocalisse 6:14) in cui "i cieli passeranno
stridendo, gli elementi si dissolveranno consumati dal calore
e la terra e le opere che sono in essa saranno arse"; tutte
le persone, di ogni lingua e nazione, appariranno davanti al tribunale
del giusto Giudice dei viventi e dei morti, per ricevere ricompense
e castighi secondo il modo in cui avranno vissuto la loro vita
nel mondo. Quando l'apostolo Paolo fu condotto davanti al governatore
Felice, non perse l'occasione di convertire quell'uomo peccatore,
parlandogli "di giustizia, di autocontrollo e del giudizio
futuro" (Atti 24:25). E sono persuaso che fu l'ultimo di
questi tre argomenti che lo colpì in modo particolare: e sebbene
il mondo non faccia che peggiorare e diventare sempre più malvagio,
sono pochi coloro le cui coscienze sono talmente cauterizzate
da negare che dovranno un giorno rendere conto della loro esistenza
a Dio. Infatti, seppure in questa vita vediamo spesso persone
afflitte, sofferenti, angosciate, e persone ripiene di malvagità
trionfare sui deboli, sappiamo che si avvicina il giorno in cui
Dio giudicherà il mondo con giustizia, e farà ragione al Suo popolo.
Alcuni spavaldamente negano tutto ciò, e intanto si concedono
alla concupiscenza degli occhi e all'orgoglio della vita (cfr.
1 Giovanni 2:16). Ma visitateli al loro letto di morte, e chiedetegli,
quando le loro anime stanno per andare verso l'eternità, cosa
pensano del giudizio a venire; essi vi risponderanno che non riescono
più a mentire alla loro coscienza. Una spaventosa attesa di giudizio
pervade i loro cuori. Se dunque le cose stanno così, non riguarda
ciascuno di noi, miei cari fratelli e sorelle, esaminare seriamente
la situazione della nostra anima verso Dio, e cosa dobbiamo aspettarci
in quel giorno? Per i fornicatori, gli idolatri, gli adulteri,
gli effeminati, gli omosessuali, i ladri, gli avari, gli ubriaconi,
gli oltraggiatori, i rapinatori, e coloro che fanno altre cose
simili, sappiamo con certezza cosa sarà di loro (cfr. 1 Corinzi
6:9); se non si ravvedono essi non entreranno mai nel regno di
Dio e di Cristo: no, la loro dannazione non tarderà; l'ira ardente
di Dio sarà la loro ricompensa. E non c'è neppure alcun dubbio
sulla sorte dei veri credenti; perché essi, coloro cioè che sono
nati di nuovo, sebbene disprezzati e rigettati (cfr. Luca 6:22,
21:17; Matteo 5:11) dagli uomini che seguono il mondo, sono figli
ed "eredi di Dio e coeredi di Cristo" (Romani 8:17).
Nei cuori dei veri credenti vi è la certezza dell'eredità promessa
dal Signore, e la garanzia della Via nuova e vivente (cfr. Ebrei
10:20) preparata per loro per mezzo del sangue di Cristo, attraverso
il quale sarà loro "ampiamente concesso l'ingresso nel regno
eterno del nostro Signore".
La domanda che dobbiamo porci è, che ne sarà dei "quasi
cristiani", coloro cioè a cui basta arrivare in cielo, vivendo
senza essere troppo carnali, e neppure troppo zelanti. In ogni
comunità vi sono molti credenti di questo tipo. E quel che è peggio
è che è più facile convincere i pubblicani e i peccatori del loro
stato di necessità di essere salvati, che costoro. Nonostante
ciò, se Gesù Cristo è colui che può giudicarci, essi saranno certamente
rigettati e disconosciuti dal Signore nell'ultimo giorno, come
se essi avessero vissuto tutta la loro vita in aperta ribellione
a tutti i Suoi comandamenti. Questo è ciò che dice il nostro Signore
nella parabola della quale i versi che abbiamo letto sono la conclusione,
ed è di questo argomento che intendo parlarvi. "Allora",
cioè nel giorno del giudizio, del quale Gesù sta parlando, "il
regno dei cieli sarà simile a dieci vergini le quali, prese le
loro lampade, uscirono a incontrare lo sposo". In queste
parole si allude a un'usanza ebraica dei tempi del nostro Signore,
praticata in occasione dei matrimoni, che solitamente avvenivano
di notte; era consuetudine per le persone che erano nella stanza
della sposa uscire in processione con delle luci e andare incontro
allo sposo. Lo sposo, nella parabola che abbiamo letto, è Gesù
Cristo. La chiesa, cioè i veri credenti, sono la Sua Israele;
Egli è unito ad essa da un solo spirito, anche in questa vita;
ma la solennità delle loro sacre nozze è riservata al giorno del
giudizio, quando Cristo verrà Egli stesso a prenderla per portarla
a casa, e per presentarla agli uomini e agli angeli come suo acquisto,
e al Padre, senza macchia né difetto. Le dieci vergini qui rappresentano
la cristianità in generale. Tutti sono chiamati vergini, perché
sono chiamati ad essere santi. Chiunque nomina il nome di Cristo
è obbligato da quella professione di fede a ritirarsi da qualunque
iniquità. Ma i semplici e i puri di cuore saranno gli unici a
ricevere la benedizione di vedere Iddio. Come Cristo nacque da
una vergine, così Egli può dimorare solo in anime vergini, rese
pure e sante dalla presenza in esse dello Spirito Santo. Cosa
dice l'apostolo? "Non tutti quelli che sono d'Israele sono
Israele" (Romani 9:6), e non sono tutti Cristiani coloro
che si fanno chiamare Cristiani: no, dice il nostro Signore, nel
secondo verso, "cinque di loro erano avvedute" (veri
credenti) "e cinque stolte" (ipocriti attaccati ai formalismi).
Ma per quale motivo viene detto che cinque vergini erano avvedute
e le altre cinque erano stolte? Ascoltate cosa dice il nostro
Signore nei versi che seguono: "le stolte, nel prendere le
loro lampade, non avevano preso con sé dell'olio; mentre le avvedute,
insieme con le loro lampade, avevano preso dell'olio nei vasi"
(Matteo 25:4-5). Le stolte avevano preso le loro lampade solo
per formalismo. Sono quei credenti che frequentavano la chiesa,
recitavano interi manuali di preghiere, andavano ai raduni all'aperto
per ascoltare i sermoni, davano i soldi alle collette, e ricevevano
regolarmente i sacramenti. Ma ecco dov'era lo sbaglio: non avevano
olio nelle loro lampade, non avevano il principio della grazia,
la fede vivente nei loro cuori, senza la quale quand'anche dessimo
tutti i nostri beni per nutrire i poveri, e i nostri corpi per
essere arsi, non servirebbe a nulla. In breve, non erano altro
che dei superstiziosi bigotti in quanto alla forma, ma del tutto
stranieri alla grazia della quale, in effetti, avevano rinnegato
la potenza nei loro cuori. Andavano alla chiesa, ma allo stesso
tempo, non ritenevano sbagliato andare a ballare o a godersi una
festa, nonostante avessero promesso al loro battesimo di rinunciare
agli sfarzi e alle vanità di questo mondo malvagio. Temevano così
tanto di essere "eccessivamente" giusti, da perseguitare
o calunniare coloro che erano davvero devoti, se facevano un passo
più avanti di loro. In una parola, non avevano mai sperimentato
la "potenza del mondo a venire". Pensavano di poter
essere Cristiani senza un ravvedimento interiore, profondo, e
perciò, nonostante le loro pretese, avevano soltanto nome di vivere.
E ora, fratelli e sorelle, fermiamoci un attimo, e nel nome di
Dio, il quale mi sforzo di servire nel vangelo del Suo caro Figlio,
permettetemi di farvi una domanda. Mentre vi illustravo le caratteristiche
delle vergini stolte, molti di voi non sono stati richiamati dalla
propria coscienza, la quale con una debole voce vi ha detto: "Tu
uomo, tu donna, sei una di quelle vergini stolte, perché il tuo
cuore e la tua vita assomigliano alle loro" ? Non soffocate,
ma piuttosto incoraggiate queste convinzioni; e chissà che il
Signore, che è ricco in misericordia verso tutti quelli che Lo
invocano con fede, operi in voi mediante questa predicazione,
per farvi diventare delle vergini avvedute prima di tornare a
casa?
Vediamo subito le caratteristiche di queste vergini: "le
avvedute, invece, insieme alle lampade, presero anche l'olio nei
loro vasi" (Matteo 25:4). Notate che anche le avvedute, cioè
i veri credenti, avevano delle lampade come le vergini stolte;
perché il Cristianesimo non ci chiede di sbarazzarci di ogni tipo
di forma esteriore; possiamo seguire la forma prescritta, senza
per questo essere formali: per esempio, è possibile servire Dio
pregando secondo un certo ordine, ma in spirito e verità. E quindi,
fratelli e sorelle, non giudichiamoci l'un l'altro. Le vergini
avvedute avevano le loro lampade; non era qui la differenza con
le stolte, cioè che le une adoravano Dio seguendo una certa forma
e le altre non lo facevano. No: come i Farisei e i Pubblicani
andavano al tempio a pregare, così le vergini avvedute e quelle
stolte potevano andare nello stesso luogo per adorare, e frequentare
la stessa comunità; ma le avvedute avevano preso dell'olio nei
loro vasi con le lampade; seguivano la forma richiesta, ma non
si fermavano ad essa; le parole che usavano in preghiera erano
il linguaggio dei loro cuori, che scaturiva dal loro intimo; non
avevano timore di studiare le dottrine, né si offendevano quando
dei ministri gli dicevano che meritavano la dannazione eterna;
non si reputavano giusti da sé stessi, ma erano disposti che fosse
Gesù Cristo a ricevere tutta la gloria per la loro salvezza; erano
pienamente convinti che i meriti di Gesù Cristo potessero essere
ricevuti solo per fede; ma erano attenti a non trascurare le buone
opere, come se esse servissero alla loro giustificazione, pur
sapendo di essere salvati per fede. In breve, la loro obbedienza
era completata dall'amore e dalla gratitudine, era gioiosa, costante,
uniforme, universale, proprio come l'obbedienza che hanno santi
angeli verso il nostro Padre che è nei cieli.
Ora vorrei esortarvi a fare un'altra pausa; e se qualcuno tra
voi riconosce sinceramente queste caratteristiche nel suo cuore,
glorifichi Dio, e riceva conforto nell'anima, perché se è così
non siete falsi ma veri credenti. Gesù Cristo è stato fatto da
Dio in voi sapienza, quella sapienza che porta alla salvezza.
Anche se gli uomini non la vedono, Dio vede la differenza che
esiste tra voi e le vergini stolte. Non dovete essere turbati,
sebbene le circostanze e gli eventi possano indurvi ad esserlo.
Infatti al verso 5 leggiamo: "siccome lo sposo tardava"
(lo spazio di tempo intercorso tra l'ascensione del nostro Signore
e il Suo ritorno per giudicare il mondo) "tutte divennero
assonnate e si addormentarono". Sia le avvedute che le stolte
morirono, perché siamo polvere, e polvere dobbiamo ritornare.
Non è un difetto nell'amore divino il fatto che tanto i credenti
quanto gli ipocriti debbano attraversare la valle dell'ombra della
morte; perché Cristo ha distrutto il dardo della morte, cosicché
non dobbiamo temere alcun male. Per i credenti essa è il passaggio
alla vita eterna: la morte è terribile solo per coloro che non
hanno speranza, perché vivono senza fede, nel mondo. Sono persuaso
che tutti coloro che tra voi hanno ricevuto le primizie dello
spirito sono pronte a gridare "non vogliamo rimanere per
sempre qui, desideriamo molto di più partire da questo corpo per
essere con Gesù Cristo; e sebbene i vermi divoreranno i nostri
corpi di carne, noi siamo pieni di gioia, certi che il nostro
Redentore vive, e che negli ultimi giorni Egli discenderà dal
cielo, e noi, risorti, vedremo Dio.
Ma non sarà così per gli ipocriti e gli increduli che saranno
morti; poiché cosa dice il nostro Signore? "Verso mezzanotte",
osservate, viene detto verso mezzanotte, quando tutto era calmo
e regnava il silenzio, e nessuno immaginava potesse accadere una
cosa del genere, "si levò un grido"; si udirono la voce
di un arcangelo e la tromba di Dio suonare questo allarme; verso
tutto ciò che è in cielo, in terra, nelle acque, e sotto la terra,
risuonò: "Ecco!"; pensate a quanto sia terribile questa
parola gridata per richiamare la nostra attenzione. "Ecco
lo sposo, uscitegli incontro!". Gesù Cristo, il desiderio
delle nazioni, lo Sposo della chiesa, Sua sposa: ha tardato per
mettere alla prova la fede dei santi, e per dare ai peccatori
tempo per ravvedersi, e gli schernitori dicevano: "dov'è
la promessa della sua venuta?". Ma "il Signore non ritarda
l'adempimento della sua promessa, come alcuni credono che egli
faccia, ma è paziente verso di noi non volendo che alcuno perisca,
ma che tutti vengano a ravvedimento" (2 Pietro 3:9). "Ancora
un brevissimo tempo, e colui che deve venire verrà e non tarderà"
(Ebrei 10:37). Egli viene per essere glorificato nei Suoi santi,
e perché i Suoi nemici - coloro che non hanno obbedito al Suo
vangelo - siano posti come sgabello dei Suoi piedi (cfr. Ebrei
10:13). Egli non verrà di nuovo come un povero uomo di Galilea;
non verrà per essere posto in una mangiatoia maleodorante; non
verrà per essere disprezzato e rigettato dagli uomini; né per
essere coronato di spine, sputato in viso, e schiaffeggiato; né
per essere inchiodato e crocifisso al legno maledetto di una croce;
Egli non viene come il Figlio dell'uomo, ma come Egli realmente
è, l'eterno Figlio dell'Iddio eterno: Egli viene cavalcando sulle
ali del vento, nella gloria del Padre e dei Suoi santi angeli,
e per essere considerato con eterna riverenza da tutti coloro
che saranno con Lui.
"Uscitegli incontro!", levatevi, morte, stolte vergini,
e anche voi avvedute, levatevi e presentatevi per il giudizio.
Senza dubbio, moltitudini di persone che ascolteranno questo grido
di risveglio si rallegrerebbero se le rocce crollassero su di
loro e i monti li nascondessero dalla presenza dell'Agnello: cosa
darebbero, se, come in vita vissero come animali, potessero ora
morire come gli animali? Quanto si rallegrerebbero, se quelle
stesse scuse che usavano in questa vita per disertare una vita
cristiana consacrata, potessero servire loro per evitargli di
apparire davanti lo Sposo divino! Ma, come Adamo, nonostante le
foglie di fico e gli alberi del giardino, non poté nascondersi
da Dio quando questi lo chiamò dicendo "Dove sei?",
così ora l'ordine è partito, e la tromba ha suonato per l'ultima
volta; tutte le lingue, i popoli, e le nazioni, tanto le vergini
avvedute quanto quelle stolte, devono venire alla presenza di
Dio, e inchinarsi davanti a Lui. Anche Ponzio Pilato, Anna e Caiafa;
anche gli orgogliosi alti prelati e i Farisei di questa generazione,
devono apparire davanti a Lui: perché così dice il nostro Signore
nella Sua Parola: allora (quando si udì il grido "Ecco lo
sposo!"), in un momento, le tombe si aprirono, il mare restituì
i suoi morti, e "tutte quelle vergini si svegliarono e prepararono
le loro lampade" (Matteo 25:7), cioè tentarono di mettersi
in condizione di incontrare lo Sposo.
Ma, come possiamo immaginare, le vergini stolte restarono sorprese
quando, nonostante l'alta concezione di sé e il sentimento di
falsa sicurezza che era stato in loro, ora vedevano di essere
del tutto nude, e senza quella santità interiore e purezza di
cuore, senza le quali nessuno potrà in quel giorno vedere senza
spavento il Signore! Senza dubbio, le vergini stolte, mentre erano
ancora in questo mondo, potevano essere vestite di porpora e abiti
costosi, vivendo nel lusso ogni giorno, e disdegnando il modo
di vivere delle vergini avvedute, alcune delle quali erano forse
come il povero Lazzaro (cfr. Luca 16:19 e seg.). Queste erano
viste dalle stolte come dei fanatici e dei pazzi, come persone
che con presunzione si ritenevano giuste, e che volevano stravolgere
lo stato delle cose del mondo: ma ora la morte aveva aperto i
loro occhi, e le aveva convinte, per loro eterno dolore, che un
vero Cristiano non è chi fa professione di esserlo esteriormente,
ma chi lo è dentro. Ora esse scoprono (sebbene ormai troppo tardi)
che erano loro, e non le avvedute, ad essere state fuori di sé.
Ora i loro cuori orgogliosi hanno dovuto fermarsi, e i loro sguardi
alteri si sono dovuti abbassare; e come il ricco della parabola,
ormai tra i tormenti dell'inferno, implorava affinché Lazzaro
intingesse nell'acqua la punta del dito per rinfrescargli la lingua
(cfr. Luca 16:22 e seg.), così le vergini stolte, gli ipocriti,
i formalisti, sono obbligati ad abbassarsi a implorare coloro
che prima disprezzavano: "Dateci del vostro olio" (Matteo
25:8). Oh! Impartite anche a noi un po' di quella grazia e dello
Spirito Santo, per le quali cose noi stolte abbiamo ritenute le
vostre vite essere pazzia; poiché "le nostre lampade si spengono"
(stesso verso). Avevamo solo l'apparenza della pietà; eravamo
sepolcri imbiancati; avevamo l'ipocrisia nel cuore; ci bastava
desiderare di essere buoni; pensavamo così di essere salvati,
ma ora la nostra speranza è del tutto svanita, ora Dio ha chiamato
a sé le nostre anime: perciò dateci, oh! dateci, anche se vi abbiamo
disprezzate, dateci del vostro olio, perché le lampade della nostra
devozione esteriore, la nostra forma esteriore di Cristianità,
e il nostro fugace ravvedimento, si spengono.
"Consolate, consolate il mio popolo, dice il vostro Dio"
(Isaia 40:1). Fratelli e sorelle miei in Cristo, ascoltate cosa
dicono le vergini stolte alle avvedute, e imparate a condurvi
con diligenza. Se siete veri seguaci di Gesù, come Lui era umile
così sono persuaso che anche voi non badiate ai vostri titoli
o all'orgoglio della vita, e che ogni sorta di male e falsità
sia stato detto contro di voi, a causa del Suo santo nome. Poiché
nessuno ha mai vissuto né mai vivrà con la santità e la devozione
di Cristo Gesù, senza soffrire la persecuzione; no, non dubito
che i vostri nemici peggiori siano proprio quelli della vostra
casa (cfr. Matteo 10:36). Ditemi, i vostri conoscenti e amici
carnali non vessano forse le vostre anime sensibili giorno per
giorno, dicendovi di risparmiare voi stessi, di stare attenti
a non andare troppo avanti nella vostra devozione, di non allontanarvi
dal mondo? E quando siete venuti ad ascoltare la Parola di Dio,
non avete sentito moltitudini di Farisei gridare: "Ecco un
altro gruppo di Suoi seguaci!" ? Fratelli, sorelle, non meravigliatevene,
i servitori di Cristo sono da sempre considerati pazzi dal mondo;
sapete che il mondo ha odiato Lui prima di odiare voi (cfr. Giovanni
15:18). Rallegratevi e giubilate. Ancora un po' di tempo, ed ecco,
lo Sposo verrà, e allora tutti quei formalisti, quei Farisei che
vi hanno deriso, vi diranno: "Dateci del vostro olio, perché
le nostre lampade si spengono". Quando vi insultano, non
rispondete con altri insulti; quando soffrite, non minacciate;
affidate le vostre anime nelle mani di Colui che giudica con giustizia:
perché, ecco, il giorno viene in cui i figli di Dio parleranno
per sé stessi.
Le vergini avvedute, nella parabola, senza dubbio subirono le
stesse crudeli derisioni che potete aver subito voi, ma come l'agnello
resta muto davanti a chi lo tosa, così in questa vita non hanno
aperto le loro bocche per replicare; ma ora vediamo che possono
dare una risposta ai loro nemici: "No, perché non basterebbe
per noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene"
(Matteo 25:9). Queste parole non vanno intese come se fossero
dette per insultare; poiché la carità autentica ci insegna ad
usare verso i peggiori peccatori, e i nostri nemici più crudeli,
la mansuetudine e la dolcezza di Cristo. Anche se il ricco della
parabola era all'inferno, Abrahamo non gli rispose chiamandolo
delinquente o malvagio, ma disse solo "Figlio, ricordati",
e io sono persuaso che, se avessero potuto, le vergini si sarebbero
comportate con le stolte come, Dio lo sa, farei io con i miei
nemici più inveterati, dando loro non solo l'olio di cui avevano
bisogno, ma anche esaltandole alla destra di Dio. Non era dunque
per mancanza d'amore, ma per timore di non averne abbastanza neanche
per sé, che le avvedute risposero: "No, perché non basterebbe
per noi e per voi". Anche chi ha ricevuto molta grazia non
ne ha mai "troppa"; solo le vergini stolte, coloro che
si considerano giusti per i propri meriti, credono di essere buoni
abbastanza o di aver già raggiunto la meta. Chi è veramente avveduto
è sempre diffidente verso la propria carne, dimentica le cose
che stanno dietro per protendersi verso le cose che stanno davanti,
e dopo aver fatto ogni cosa ci pensa due volte prima di affermare
di aver raggiunto la salvezza.
"No, perché non basterebbe per noi e per voi; andate piuttosto
dai venditori e compratevene". Queste parole potrebbero sembrare
essere pronunciate con tono di sfida, ma certamente sono state
pronunciate nel modo più compassionevole; "andate piuttosto
dai venditori e compratevene". Vergini infelici! Avete ritenuto
che le nostre vite fossero follia; quante volte ci avete condannati
per il nostro zelo nel correre ad ascoltare la Parola di Dio,
e ci avete definiti fanatici, perché parliamo e affermiamo che
dobbiamo essere guidati dallo Spirito Santo, che dobbiamo camminare
per lo Spirito, e sentire la presenza dello Spirito di Dio che
testimonia al nostro spirito che siamo Suoi figli? (cfr. Romani
8:16). Un giorno vorrete essere fatti partecipi di questo privilegio,
ma non sarà in nostro potere di farlo. Vi siete accontentati solo
di cercare di entrare, quando avreste dovuto sforzarvi di entrare
per la porta stretta (cfr. Matteo 7:13). E ora andate dai venditori
e, se potete, compratene per voi stessi.
E cosa risponderete a questo, stolti formalisti? Poiché non dubito
che la curiosità e la novità abbiano potuto condurre molti in
questo luogo che disprezzate, ad ascoltare un sermone. Riuscite
ad ascoltare la risposta data alle vergini stolte, e non tremare
dentro di voi? Eppure, ancora poco tempo, e così accadrà a voi.
Rallegratevi e confidate nelle vostre opere e nelle vostre forme
esteriori; sforzatevi di coprire la vostra nudità con le foglie
di una Cristianità soltanto esteriore, e di una giustizia legalistica,
dovuta alle vostre buone opere; disprezzate i veri servitori di
Cristo quanto volete, ma sappiate che ogni vostra speranza crollerà
quando Dio vi chiamerà in giudizio. Poiché non chi si loda viene
giustificato, ma coloro che loda il Signore.
Ma ritorniamo al nostro discorso; non sentiamo alcuna risposta
da parte delle vergini stolte: no, le loro coscienze le condannavano;
come l'uomo senza l'abito da nozze (cfr. Matteo 22:11), ammutoliscono,
e sono invase da pensieri ansiosi su come faranno a trovare dell'olio
da comprare per la loro lampada, affinché possano comparire davanti
allo Sposo. "Ma, mentre quelle andavano a comprarne"
(verso 10), mentre le vergini stavano pensando a cosa fare, lo
Sposo - il Signore Gesù, il Re, il Marito della chiesa, Sua sposa
- arrivò con le miriadi di santi e di angeli; "e quelle che
erano pronte", cioè le vergini avvedute che avevano dell'olio
nelle loro lampade, che erano sigillate con il Suo Spirito nel
giorno della redenzione, e che avevano l'abito da nozze della
giustizia imputata dal Signore, e una nuova natura, "entrarono
con lui nella sala delle nozze".
Chi mai potrà descrivere la gioia ineffabile provata dalle vergini
avvedute, quando furono ammesse nella sala da nozze, in santo
trionfo, nella Sua presenza e nella Sua completa gioia, di cui
le loro anime erano affamate e assetate! Senza dubbio avevano
assaporato il Suo amore, e per fede erano spesso state nutrite
di Lui nei loro cuori, quando, in terra, sedevano a commemorare
la Sua ultima cena; ma quanto pieni dovevano essere i loro cuori
e la loro bocca di lodi, quando insieme a Lui si sedettero a mangiare
il pane nel Suo regno celeste. E ancor di più, "la porta
fu chiusa" (stesso verso), a godere della presenza dell'amato
Signore, e la compagnia degli angeli e degli spiriti degli uomini
e donne resi giusti, senza più alcuna interruzione per l'eternità.
Dico, senza interruzione, perché in questa vita i loro occhi spesso
hanno versato lacrime perché gli uomini non seguono i comandamenti
di Dio; e non potevano andare ad ascoltare la Parola del Signore
senza che satana e i suoi emissari andassero a disturbarli; ma
ora la porta è chiusa, ora c'è una perfetta comunione tra i santi,
quella comunione che cercavano invano quando erano in questo mondo
misero; ma ora non crescono più le zizzanie assieme al grano;
nessun ipocrita o incredulo si nasconde più tra di loro. Ora gli
empi non possono più affliggere, e ora le anime dei credenti possono
godere un riposo eterno vivendo con il Signore.
Ancora una volta, oh credenti, voglio esortarvi a condurvi diligentemente
in questa vita. Dio, se vi ha gratuitamente giustificati per la
fede nel Suo Figlio, e vi ha dato il Suo Spirito, vi ha sigillati
per essere Suoi; e vi ha posti al sicuro, con la stessa sicurezza
con cui protesse Noè, quando trovò scampo nell'arca. Ma in quanto
eredi di Dio, e coeredi con Cristo, poiché né uomini né demoni
possono rapirvi dalla mano del vostro Padre celeste, dovete passare
attraverso varie tentazioni; però, alzate il capo, il giorno della
vostra perfetta e completa redenzione si avvicina. Guardate, lo
Sposo viene Egli stesso a prendervi, la porta sarà chiusa, e sarete
per sempre con il Signore.
Ma tremo nel dover dire a voi, Cristiani solo di nome, che la
porta sarà chiusa, intendo la porta della misericordia, non sarà
mai, mai più aperta per concedervi di entrare, anche se voi doveste
continuare a bussare per tutta l'eternità. Poiché così dice il
nostro Signore, al verso 11: "Più tardi", cioè quando
coloro che erano pronte erano entrate, ma non le stolte, che,
contristate, avevano capito che l'olio non poteva più essere acquistato,
né la grazia essere imputata loro, "vennero anche le altre
vergini"; e come Esaù, dopo che Giacobbe ebbe ottenuta la
benedizione, diede un grido forte ed amarissimo, dicendo "Benedici
anche me, padre mio!" (cfr. Genesi 27:34), così vennero le
vergini, dicendo: "Signore, Signore, aprici!" (Matteo
25:11). Osservate l'insistenza delle parole delle vergini stolte:
"Signore, Signore". Mentre erano nel corpo, immagino
che leggessero le loro preghiere, invece di pregare col cuore.
Se ora aveste detto loro "pregate senza stancarvi" (cfr.
Luca 18:1), avrebbero pregato con tutto il cuore, sentendo il
desidero di ciò per cui pregavano; vi avrebbero risposto che non
sapevano cosa significava essere toccati nel cuore, perché Dio
non vuole che noi siamo sempre in ginocchio, ma se un uomo vive
giustamente, ama la misericordia, e si conduce secondo i canoni
e le forme richieste dalla chiesa, è tutto quello che il Signore
può volere da un uomo.
Temo, amici, che troppi tra noi siano di questa opinione: anzi,
ho paura che molti siano così privi dell'amore di Dio, da pensare
che sia un sacrificio troppo grande alzarsi presto la mattina
per offrire un sacrificio di lode e adorazione accettevole a Dio
attraverso Gesù Cristo. Se tali credenti, per la buona provvidenza
di Dio, sono venuti qui questa mattina, vi supplico di riconsiderare
il vostro modo di vivere, e di ricordare che se non vi svegliate
dal vostro sonno spirituale, e vivete una vita di preghiera qui
nel mondo, tra breve tempo griderete invano con le vergini stolte:
"Signore, Signore, aprici!". Osservate inoltre l'impudenza,
oltre che l'insistenza di queste vergini; dicono: "Signore,
Signore", come se fossero in stretta comunione con il santo
Gesù. Come molti tra noi, che poiché frequentano una chiesa, ripetono
un credo, e ricevono i benedetti sacramenti, credono di avere
diritto di chiamare Gesù il loro Salvatore, e osano chiamare Dio
loro Padre, quando pronunciano la preghiera "Padre Nostro".
Ma Gesù non è il vostro Salvatore. Il diavolo, non Dio, è vostro
padre, a meno che i vostri cuori non siano purificati per mezzo
della fede, e non siate nati di nuovo da alto. Non è il semplice
battesimo in acqua, ma il nascere di nuovo nello Spirito Santo
che può aprirvi le porte della salvezza; e nel grande giorno del
giudizio, non vi servirà a nulla dire a Cristo, il Signore: "il
mio nome è scritto nel registro di quella parrocchia o di quella
comunità". Sono persuaso che le vergini stolte potessero
dire questo ed altro; ma cosa rispose loro Gesù? Rispose e disse,
al verso 12: "Io vi dico in verità:", Egli dice "in
verità", per sottolineare che parlava seriamente. "Io
vi dico", Io che sono la verità, Io, cui avete detto di appartenere
a parole, ma nei fatti avete rinnegato. "Io vi dico in verità:
Non vi conosco". Queste parole non devono essere interpretate
letteralmente; benché gli Ariani e i Sociniani possano dire il
contrario, noi affermiamo che Gesù Cristo è Dio, Dio per sempre
benedetto, e quindi Egli conosce ogni cosa. Come Egli vide Natanaele
sotto il fico (cfr. Giovanni 1:47-49), così guarda noi dal cielo,
per vedere come ci comportiamo in questi campi. Fratelli, sorelle,
non conosco i pensieri e gli intenti dei vostri cuori, che vi
hanno spinti a venire qui stamattina; ma Gesù Cristo sa chi è
venuto come una creatura nata di nuovo, desiderosa di essere nutrita
del puro latte della parola; e sa chi è venuto con l'intento di
ascoltare cosa dice un chiacchierone, per andarsene con qualche
mezza frase, in modo da poterlo accusare e deridere. Dunque, questa
espressione: "Non vi conosco", non deve essere interpretata
letteralmente; no, essa implica una prova di approvazione. È come
se Cristo avesse detto loro: mi chiamate "Signore, Signore",
ma non avete fatto le cose che vi ho detto (cfr. Luca 6:46); desiderate
che vi apra la porta per farvi entrare, ma come potreste farlo
senza avere un abito da nozze? Guardatevi, siete nudi; dov'è la
mia giustizia imputatavi? Dov'è la mia immagine divina incisa
sulle vostre anime? Come osate chiamarmi "Signore, Signore",
quando non avete mai ricevuto lo Spirito Santo, col quale sigillo
tutti quelli che mi appartengono davvero? "Andate via da
me maledetti, nel fuoco eterno che è stato preparato per il diavolo
e per i suoi angeli" (Matteo 25:41).
E ora, chi ha orecchie da udire ascolti che tipo di persone erano
quelle che Gesù licenziò con questa risposta. Ricordate, vi supplico,
ricordate che essi non sono scacciati per essere stati fornicatori,
bestemmiatori, per non aver rispettato le domeniche, o per essere
figli prodighi. No, in tutta probabilità, come ho detto prima,
si trattava di persone che, considerando solo l'osservanza della
legge morale, potremmo definire irreprensibili. Erano rispettosi
della forma della religione; e se non facevano del bene, si direbbe,
non facevano neppure male a nessuno. La sola cosa per cui furono
condannate, ed eternamente bandite dalla presenza del Signore
(poiché tutto questo è implicato nell'affermazione "Non vi
conosco") era il fatto che non avevano olio nelle loro lampade,
non c'era il principio della vera fede vivente e santità nei loro
cuori. E se dunque le persone possono andare in chiesa, ricevere
sacramenti, condurre vite moralmente oneste, eppure finire all'inferno
nell'ultimo giorno, dove sarete voi, ubriachi? Dove sarete voi,
bestemmiatori? E voi, che ignorate il giorno del riposo? Dove
sarete voi che negate la rivelazione divina, e disprezzate quelli
che servono il Signore? Dove comparirete voi, e tutti gli altri
peccatori? Davanti al terribile tribunale di Gesù Cristo; comunque
potete, come Felice, continuare a seguire le vostre convinzioni,
eppure anche voi, come tutti, risorgerete dopo morti, e apparirete
in giudizio. Allora vi accorgerete - e sarà troppo tardi per pentirvi
- che quello che vi ho detto all'inizio era vero; la vostra dannazione
non è una finzione: ma il peccato ha accecato i vostri cuori,
e indurito il vostro collo. Ancora un po' di tempo e il Signore
distruggerà i Suoi nemici. Credo, per fede, che vedremo i cieli
aperti, e il santo Gesù discendere; il suo volto sarà migliaia
di volte più luminoso del sole, e la Sua ira consumerà i peccatori.
Mi sembra di vedervi, risorgere dalle vostre tombe, tremanti e
attoniti, e gridare: "chi può sostenere il giorno della Sua
venuta!".
E ora quale deduzione trarrò da quanto vi ho detto? Il nostro
Signore, nelle parole del testo, ne ha tratta una per me e per
voi: "Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno, né
l'ora in cui il Figlio dell'uomo verrà" (Matteo 25:13).
"Vegliate", cioè, state in guardia, e non smettete
di vivere secondo la grazia e la santità. Poiché se ci è stato
comandato di perseverare nella preghiera, significa che dovremmo
pregare sempre senza stancarci; e quando ci viene detto di vegliare,
in generale, significa che dobbiamo indossare l'intera armatura
di Dio, e vivere ogni giorno come se fosse l'ultimo. Oh, possa
ora il Signore darmi la forza di far sentire la mia voce come
uno squillo di tromba! Perché se anche potessi parlare con una
forza tale da farmi sentire in tutto il mondo, non potrei far
risuonare un avvertimento più potente di quello che è contenuto
nei versi che abbiamo letto. Vegliate, dunque, amici miei, vi
supplico per le misericordie di Dio in Cristo Gesù, vegliate;
state in guardia; svegliatevi, voi che dormite nella polvere:
poiché non sapete né il giorno, né l'ora in cui il Figlio dell'uomo
verrà. Forse oggi, forse questa notte, udremo il grido; "in
un batter d'occhio… la tromba… suonerà" (1 Corinzi 15:52).
Comunque, pur volendo immaginare che il giorno del giudizio finale
sia molto lontano, il giorno della nostra morte è ancora più vicino;
poiché cos'è la nostra vita? "È un vapore che appare per
un po' di tempo, e poi svanisce" (Giacomo 4:14). Sia benedetto
Dio, che siamo qui e stiamo bene; ma chi, in questa gran moltitudine
di persone, può dire "andrò a casa mia e sarò al sicuro"
? Chi può sapere se, anche mentre sto parlando, Dio comandi agli
spiriti che lo servono di portare a sé qualcuno di voi, improvvisamente,
per rendergli conto dell'attenzione che avete prestato alle parole
di avvertimento di questo sermone? Fratelli e sorelle, come sapete
alcuni tra noi sono stati chiamati dal Signore ultimamente; quale
angelo o spirito può assicurarvi che non toccherà a voi la prossima
volta? "Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno,
né l'ora in cui il Figlio dell'uomo verrà" (Matteo 25:13).
Ed è principalmente per questo motivo che Dio non ci ha rivelato
quale sarà il giorno in cui moriremo. Così, ognuno di noi dica
a se stesso: dal momento che potrei dover lasciare questo corpo
domani, perché, anima mia, non vegli oggi? Non so quando avverrà,
ma potrei morire tra un momento, perché dunque non ti prepari
ad incontrare il Signore?
Molte riflessioni del genere sono tra i miei pensieri. Ma ora,
benedetto sia il Signore, che si compiace di magnificare la Sua
potenza tramite la debolezza di un misero verme quale io sono,
non tanto per quello che dirò, ma per quello che lascerò non detto.
Come Elihu, "il mio intimo è come vino rinchiuso"; dall'abbondanza
del mio cuore parla la mia bocca. Vedendo una moltitudine di persone
così grande davanti a me, provo un senso dell'infinita maestà
del Dio nel cui nome io predico, e davanti al quale, come voi,
dovrò apparire, per rendere conto della mia vita; e non so se
vivrò ancora un altro giorno per potervi parlare. Queste considerazioni,
e soprattutto la presenza di Dio, che sento nella mia anima, mi
spingono a parlarvi, riempiendomi di così tante parole che a malapena
so da dove cominciare, o dove terminare. Comunque, per chiarezza,
e con l'aiuto divino, dividerò il discorso in tre parti.
Per prima cosa, vorrei ricordare a coloro che sono apertamente
increduli e ostili le parole pronunciate dal nostro Signore nel
brano che abbiamo visto: poiché sebbene vi abbia detto che la
vostra dannazione non tarderà, voi continuate a vivere in uno
stato di impenitenza; eppure quello che vi ho detto aveva il solo
scopo di risvegliarvi, di convincervi dell'imminente pericolo
che correte, e di spingervi a gridare: "cosa devo fare per
essere salvato?" (Atti 16:30). Mi appello a tutti voi che
mi ascoltate; vi ho forse detto che la porta della grazia vi sarà
chiusa in faccia, se crederete in Gesù Cristo? No, quand'anche
tu fossi il più grande dei peccatori, anche se tu avessi ucciso
tuo padre e tua madre, o se appartieni alla feccia della società,
se credi in Gesù Cristo e gridi a Lui con la stessa fede del ladro
morente sulla croce: "Gesù, ricordati di me quando entrerai
nel tuo regno!" (Luca 23:42), ti garantisco sulla salvezza
eterna della mia anima che ti accoglierà prontamente nella Sua
presenza. Poiché è scritto in 1 Timoteo 1:15: "Certa è quest'affermazione
e degna di essere pienamente accettata: che Cristo Gesù è venuto
nel mondo per salvare i peccatori" (quelli cioè sinceramente
ravveduti e che credono). Anzi, tanto grande è il Suo amore, che
sono persuaso che se fosse necessario, Egli verrebbe di nuovo
nel mondo, a morire una seconda volta sulla croce per i peccatori.
Ma, benedetto sia Dio, quando il nostro Signore, sulla croce,
chinò il capo e rese lo spirito, la nostra redenzione era stata
completata. Non saranno i nostri peccati, ma la mancanza di una
fede vivente nel Suo sacrificio, a condannarci per l'eternità:
se vi avvicinate a Lui per fede, anche se foste i peggiori peccatori,
Egli non vi dirà: "In verità, non ti conosco". No, la
porta della misericordia e della grazia ti sarà aperta. Guarda
allora, guarda, con l'occhio della fede, a quel Dio-uomo che hanno
trafitto. Osservalo sanguinare, ansimare, morire sulla croce,
con le braccia distese pronte per abbracciare tutti voi. Ascoltate
i suoi gemiti! Guardate come tutta la natura è in agonia! Le rocce
si frantumano, le tombe si aprono; il sole ritira la sua luce,
come se si vergognasse di vedere l'Iddio che ha creato la natura
soffrire inchiodato alla croce; e tutto questo per salvare l'uomo.
E ancora, il santo Gesù, proprio nell'agonia e negli spasimi della
morte, prega per i Suoi carnefici: "Padre, perdona loro,
perché non sanno quello che fanno" (Luca 23:34). Se dunque
hai peccato contro la luce, non disperare, soltanto credi, e anche
questo ti sarà perdonato. Avete letto, o per lo meno avete certamente
sentito parlare, dei tremila che furono convertiti dalla predicazione
di un solo sermone di San Paolo, dopo l'ascensione in cielo del
nostro Signore (cfr. Atti 2:41); senza dubbio molti di coloro
che avevano crocifisso il Signore della gloria erano tra quelli,
perché dunque tu dovresti disperare? "Gesù Cristo è lo stesso
ieri, oggi e in eterno" (Ebrei 13:8). Lo Spirito Santo scenderà
su di te, come avvenne per quelli, se solo credi; poiché Cristo
è asceso in cielo per ricevere questo dono anche per il più vile
degli uomini.
Venite dunque, voi tutti che siete affaticati e oppressi dai
vostri peccati, afferrate Cristo per fede, ed Egli vi darà riposo;
poiché la salvezza è il dono gratuito di Dio per tutti quelli
che credono. E sebbene possiate pensare che questa notizia è troppo
buona per essere vera, vi sto parlando nella verità in Cristo,
non vi sto mentendo, questo è il Vangelo, questa è la buona notizia
che ci è stata detta di predicare a ogni creatura. Non siate increduli,
ma credenti. Non lasciate che il diavolo vi tenga ancora soggetti
alla sua volontà; perché il salario che dà a tutti i suoi servi
è la morte, morte spesso in questa vita, e morte eterna nella
vita a venire: ma il dono gratuito di Dio, è la vita eterna per
tutti quelli che credono in Gesù Cristo (cfr. Romani 6:23). I
Farisei saranno offesi dalla mia predicazione, dal fatto che vi
sto predicando la salvezza gratuita e non in virtù delle vostre
buone opere; ma più essi mi imporranno di smettere, più io alzerò
la mia voce per proclamare il Vangelo ai peccatori; Gesù, figlio
di Davide secondo la carne, ma Signore di Davide in quanto era
Dio stesso, avrà pietà di tutti quelli che con fede vivente vanno
a Lui.
Se questo mio modo di fare è considerato vile, prego Dio di esserlo
ancora di più. Se non mi lasceranno predicare Cristo crocifisso,
e offrire la salvezza ai poveri peccatori in una chiesa, predicherò
per le vie, per le strade, e lungo le siepi; e niente mi rallegra
di più del fatto di trovarmi a predicare in una delle più grandi
roccaforti del diavolo. Certamente il Signore non ci ha chiamati
per nulla; no, benedetto sia Dio, i campi sono bianchi da mietere,
e spero che molte anime saranno raccolte nel Suo granaio celeste.
È vero, questa è la mezzanotte della chiesa, specialmente per
la povera chiesa d'Inghilterra, ma Dio ultimamente ha mandato
i Suoi servitori a gridare: "Ecco lo Sposo!". Vi supplico,
o peccatori, ascoltate quella voce! Permettetevi di celebrare
per fede le nozze tra voi e il mio amato Maestro; e d'ora in poi
"vegliate e pregate", affinché possiate essere pronti
ad andare ad incrontrarLo.
Come seconda cosa, vorrei parlare a voi che, pur non essendo
apertamente increduli o profani, dipendete da una devozione esteriore,
formale, illudendo le vostre anime, in quanto siete come le vergini
stolte. Ma devo parlare per convincervi, piuttosto che per consolarvi.
Miei cari fratelli e sorelle, non illudete le vostre anime. Avete
ascoltato quanto avanti erano giunte le vergini stolte, eppure
ricevettero la risposta: "In verità, non vi conosco".
Il motivo è che solo quelli che hanno una fede vivente in Cristo
Gesù, e sono veramente nati di nuovo, possono sperare di entrare
nel regno dei cieli. Potete forse vivere una vita moralmente onesta,
ma se dipendete da quella onestà, o se unite le vostre opere alla
vostra fede per essere giustificati agli occhi di Dio, non avete
alcun diritto di ricevere la redenzione in Cristo: perché tutto
questo non è altro che negare quello che il Signore ha fatto per
voi. Non significa forse questo fare di voi stessi i vostri salvatori?
Prendere la corona di Gesù Cristo, e metterla sulla vostra testa?
Il crimine del diavolo, secondo alcuni, consisté nel fatto che
non si inchinò davanti a Gesù Cristo, quando il Padre comandò
a tutti gli angeli di servirlo; e non state facendo anche voi
lo stesso? Non volete e non vi sottomettete alla Sua giustizia;
pretendete di servirLo con le vostre labbra, ma i vostri cuori
sono lontani da Lui; inoltre voi, in effetti, rinnegate l'opera
del Suo santo Spirito, confondendo la grazia comune per quella
divina; sperate di essere salvati perché avete buoni sentimenti,
e qualche pentimento; e cosa significa questo, se non ritenere
Dio, la Sua Parola, e tutti i Suoi santi, dei bugiardi? Un ebreo,
o un turco, hanno le stesse vostre basi su cui costruire la speranza
della propria salvezza. Non vi devo dunque avvertire, vergini
stolte, di vegliare? Implorate Dio affinché Egli vi convinca del
fatto che la tutta vostra giustizia, l'incredulità segreta dei
vostri cuori, vi lasceranno impreparati per incontrare il Signore
quando si udrà il grido: "Ecco lo Sposo!". Potrete gridare:
"Signore, Signore", ma la risposta sarà: "Io vi
dico in verità: Non vi conosco".
Come terza cosa, vorrei dire un paio di parole di esortazione
alle vergini avvedute, a coloro che sono certe di avere indossato
l'abito da nozze della giustizia imputata dal Signore. Sono certo
che ci siano molti tra voi che per grazia hanno rinunciato alla
propria giustizia, e sanno che la giustizia del Signore è loro
imputata. Dio ha un residuo segreto nei periodi peggiori; e sono
persuaso che Egli non abbia fatto ascoltare il grido del Vangelo
tra il Suo popolo con tanta forza inutilmente. No, sono certo
che lo Spirito Santo sia stato dato a molti durante la predicazione
di fede, e sia sceso con potenza su molti, mentre hanno ascoltato
la Parola. Non siete dunque più vergini stolte, ma avvedute; nonostante
ciò, vi supplico di ascoltare anche la parola di esortazione,
poiché le vergini avvedute sono troppo inclini a diventare assonnate
e ad addormentarsi, quando lo Sposo tarda.
Vegliate dunque, miei amati fratelli e sorelle, vegliate e pregate,
specialmente in questi tempi; poiché forse si avvicina un periodo
di sofferenza e di prova. L'arca del Signore giù inizia ad essere
guidata nel deserto. State dunque in guardia, e perseverate nel
seguire il vostro Signore, anche senza un accampamento, portando
il biasimo; il grido è stato udito, e ha risvegliato il diavolo
e i suoi servi; la loro collera è tremenda; e non a torto lo è,
poiché il loro regno è in pericolo. Vegliate dunque, poiché se
non siete sempre in guardia, un periodo di prova può cogliervi
impreparati, e invece di riconoscere, potremmo come Pietro essere
tentati di rinnegare il nostro Maestro. Ponete spesso la morte
e l'eternità davanti a voi. Guardate a Gesù, l'autore e compitore
della vostra fede, e considerate quanto poco tempo manca, prima
che giunga il giudizio; e allora il nostro biasimo sarà portato
via; gli accusatori dei fratelli e di noi stessi saranno gettati
giù, ma noi albergheremo per sempre con il nostro caro Signore
Gesù.
Infine, quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate; grandi
e piccoli, poveri e ricchi, giovani e vecchi, uno con l'altro,
vi supplico, per le misericordie di Gesù, state in guardia: volate,
volate a Gesù Cristo, allo Sposo celeste; ecco, Egli desidera
portarvi a Sé, miserabili, poveri, ciechi e nudi come siete; Egli
desidera vestirvi con la Sua eterna e perfetta giustizia, e rendervi
partecipi di quella gloria di cui godeva presso il Padre quando
il mondo non era ancora stato creato. Non siate sordi a queste
parole; non rigettate il messaggio a causa della pochezza di chi
ve lo sta annunciando. Sono soltanto un giovane, ma il Signore
mi ha scelto affinché la gloria possa andare tutta a Lui. Se per
invitarvi avesse mandato un rabbino estremamente colto, avreste
ben potuto pensare di essere stati convinti per le sue capacità
di linguaggio o di ragionamento; ma invece Dio ha mandato un ragazzo,
affinché l'eccellenza della Sua potenza possa essere riconosciuta
essere non come quella di un uomo, ma di Dio. Lasciate che gli
eruditi Farisei disprezzino la mia giovane età; non m'importa
quanto vile possa io apparire agli occhi di uomini simili; mi
glorio in questo. E sono persuaso che quelli tra voi si uniranno
a Gesù grazie a questa predicazione, non avranno da pentirsene
quando andranno in cielo, perché Dio avrà mandato loro un ragazzo
a gridare loro: "Ecco lo Sposo!".
Oh! Fratelli e sorelle miei, il pensiero di essere uno strumento
del Signore per portare anche uno solo di voi in gloria, mi riempie
di nuovo zelo. Ancora una volta vi imploro: "Vegliate, vegliate
e pregate". Poiché il Signore Gesù riceverà tutti quelli
che Lo invocano con fede. Lasciate che quel grido, "Ecco
lo Sposo!", risuoni continuamente nelle vostre orecchie;
e iniziate ora a vivere come se vi fosse stato assicurato che
stanotte dovrete "andare a incontrarLo". Potrei parlare
ancora, ma gli altri doveri del giorno mi impongono di fermarmi.
Possa il Signore dare a voi tutti orecchie aperte per udire, un
cuore obbediente, e unirvi insieme a Lui in un solo spirito, affinché
quando Egli verrà con la Sua tremenda maestà a giudicare l'umanità,
possiate essere trovati con indosso il vestito da nozze della
Sua giustizia, ed essere pronti ad andare con Lui al matrimonio.
Concedici questo, o Signore, per amore del Tuo amato Figlio!